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Riconciliazioni
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Titolo:
Riconciliazioni |
Autore:
Pandora |
Contatto:
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Racconto
n° 1003 |
Altri
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La sua mano ferma il mio schiaffo in aria, si avvicina per baciarmi e mi divincolo. Gli dico di spiegarmi, ma non gli permetto di parlare: lo affronto furente, con la voglia di sbranarlo negli occhi, soffiandogli in faccia gli insulti peggiori. Cadiamo sul letto e mi copre la bocca tenendomi ferme le mani, mi lecca le labbra, la faccia, mi cerca i capelli, mi mangia, mi annusa, mi respira. Si appoggia a me e inizia a muoversi lentamente, come per farsi strada, come per cullarmi e sento il calore della sua pelle attraverso i vestiti e la pressione del sesso contro le cosce. La mia testa è piena di rabbia ma il corpo risponde con un'onda di piena che fa salire il sangue fino al viso. Libera le mani e inizia a spogliarmi, coprendo di baci ogni centimetro di pelle che scopre, ignorando i miei occhi chiusi, le labbra serrate e le mani ferme sopra la testa. Anche se non mi muovo la sua bocca scova il mio calore umido dove immerge il viso aggrappandosi ai fianchi, accarezzando le cosce, riempiendosi le mani della carne morbida dei glutei, scivolando dalla pancia ai seni. La lingua si muove profonda e sapiente, frugando violenta o leggera ogni piega segreta, fino a quando non sente il mio bacino ondeggiare. Allora si ferma ed io apro gli occhi: si è spogliato del tutto e si sta sdraiando sopra di me con il sesso teso e lo sguardo luccicante. Chiudo le gambe per spingerlo via e il bagliore di vittoria dei suoi occhi annega in uno sperdimento impotente. Stiamo stesi in silenzio senza toccarci, nudi e ansimanti incapaci di trovare una strada sulla quale incontrarci. Poi lui m'infila le dita tra i capelli fino a toccare la pelle e mi accarezza la testa finché non mi giro verso di lui. Sta cercando uno spiraglio per arrivarmi al cuore, sta sulla soglia e aspetta, e intanto mi tiene incollata al suo sguardo. All'improvviso qualcosa crolla e si frantuma come cristallo. Gli salgo addosso con un gemito, riempiendomi tutta del suo sesso, movendo il bacino con lenta risalita e violenti affondi, fino a quando non mi afferra i fianchi e mi asseconda con colpi potenti. Ci cerchiamo con l'urgenza frenetica di due affamati e l'orgasmo ci sorprende con la forza di un uragano estivo, come una pioggia torrenziale che cancella le impronte d’ogni altro passaggio.
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