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Cara Lisa
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Titolo:
Cara Lisa |
Autore:
Susan |
Contatto:
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Racconto
n° 101 |
Altri
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Cara Lisa, conosci la mia mania per la forma. Così, appena ho saputo di un nuovo posto, dove ci si prende cura del corpo secondo metodi naturali mi sono precipitata. Il posto è molto bello, in campagna; una vecchia grande casa circondata dal giardino accoglie con molta discrezione le ospiti. La prima cosa che mi ha colpito è sta il silenzio; potevo sentire il rumore dei miei passi sul ghiaino del vialetto. L'interno era come me lo immaginavo: stanze in penombra, fresche, arredate con mobili vecchi;niente di piu' lontano da un istituto di estetica. Una signorina che parlava sussurrando mi ha accompagnata fino ad una stanza che dava sul retro; anche qui mobili in legno scuro, due grandi finestre affacciate su un giardino di ortensie, un'atmosfera davvero rilassante. La signorina mi ha invitata a spogliarmi completamente e a stendermi su un lettino. "Si rilassi qualche minuto, siamo subito da lei". Mi sentivo molto a mio agio, così mi stesi sulla pancia, chiusi gli occhi e mi lasciai andare alle mie fantasie. Mi sentivo davvero rilassata, forse anche grazie ad un bastoncino di incenso che bruciava in un angolo. Dopo un certo tempo sentii la porta aprirsi e richiudersi. Immaginai che fosse la signorina di prima, perciò non aprii gli occhi. Il lenzuolo con il quale mi ero coperta venne tolto, e due mani esperte iniziarono a massaggiarmi in modo molto delicato ma efficace, iniziando dalle mani, le braccia, le spalle, la schiena... poi i piedi, i polpacci, le cosce, l'interno delle cosce, i glutei... Ero davvero in uno stato di beatitudine, perciò non feci molto caso al fatto chi mi veniva infilato un cuscino sotto il basso ventre. In effetti ebbi un pensiero veloce sul fatto che il mio sesso era così più in evidenza, ma non me ne preoccupai più di tanto. Devo confessare che in qualche modo ero anche eccitata, ma di una eccitazione calma, non so come dirti. Quelle mani così sapienti stavano risalendo le mie cosce quando d'un tratto,con dolcezza e decisione insieme, mi allargarono le natiche e le spinsero in sù. Contemporaneamente sentii qualcosa di caldo, umido,morbido,percorrere la fessura così aperta. Ero paralizzata di sorpresa,di vergogna, ma soprattutto di piacere. Nella mia mente annebbiata si affacciava il pensiero che avrei dovuto reagire indignata; invece me ne stavo lì, immobile, ad ascoltare quella lingua che si infilava nel mio sesso così offerto, mi succhiava la clitoride, leccava e baciava. Non so quanto sia durato. Non avevo voglia di pensare a niente, ero in uno stato di delizia assoluta, come mai mi era capitato, tutta concentrata ad ascoltare il piacere che mi arrivava. Un po' alla volta il ritmo rallentò, poi smise del tutto. Venni coperta con attenzione, una voce maschile mi disse di rilassarmi qualche minuto prima di rivestirmi. Quando andai a pagare mi vergognavo come una ladra;pensavo che tutti sapevano che servizietto mi era stato proposto, e che io avevo accettato senza battere ciglio. Invece la cassiera mi trattò con la massima naturalezza, invitandomi a fissare il prossimo appuntamento. Ti devo confessare che ci sono tornata più volte: ci sono state delle interessanti variazioni sul tema, che forse un giorno ti racconterò. Per ora ciao, non pensare troppo male di me...Annamaria
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