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Titolo: Rewind
Autore: Pà
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Racconto n° 1014
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Finalmente e’ giunto il sabato… e come sempre speravo di poter poltrire fino a tarda mattinata, invece alle nove sono già in macchina con i miei scurissimi occhiali tattici per nascondere le occhiaie e con la musica a palla per cercare di svegliarmi, immersa nel traffico di Roma per svolgere quelle pallosissime commissioni che non riesco a fare durante la settimana lavorativa.
Sms: e’ la mia coinquilina, sarà fuori tutto il giorno, non resisto, la tentazione e’ troppo forte, lo chiamo e lo invito a passare da me per un caffè… sì, un altro caffè, uno dei tanti..
Ore 12, torno a casa e lui e’ nel parcheggio che mi aspetta. Saliamo le scale in un silenzio quasi canonico, il sonno fa ancora da padrone nelle nostre teste, i postumi della nottata viziosa trascorsa insieme nel solito parcheggio sono percepibili a km e km di distanza, ma nonostante tutto siamo lì, siamo insieme.
Finalmente siamo a casa, prendo le tazzine, mentre lui prepara la moca, sa bene dove si trova…. il caffè è pronto.
Sta ancora sorseggiando il caffè, ma come al solito non riesco a trattenermi e mi siedo sulle sue ginocchia, lo abbraccio, lo bacio sulle tempie, sulle guance, sulle orecchie.. sì, so bene che siamo stati insieme fino alle 4 del mattino e che quindi sono passate poco meno di otto ore, ma ho ancora voglia di lui, della sua pelle.. a volte penso che abbia una calamita.
Posa la tazzina, lo prendo per mano e gli faccio cenno di andare in camera mia, per rilassarci un po’ sul letto e per vedere un po’ di tv. Si stende supino e io di fianco accanto a lui, infilo la mia mano sotto la sua Tshirt, accarezzo i suoi fianchi, il suo addome e il suo petto mentre riprendo a baciarlo.. lo provoco.. passo la punta della mia lingua sul suo contorno labbra, so bene che lo fa impazzire, ed è quello che voglio e che ottengo.
Mi bacia con foga, afferra la mia mano e la pone sul suo membro, inizio a muoverlo, ma non mi basta, gli slaccio i pantaloni della tuta e finalmente lo prendo in mano, e continuo a muoverlo mentre lo guardo negli occhi... ha uno strano sorriso… so bene cosa significa, so bene cosa vuole che faccia, vuole quello che voglio anch’io. Mi prende la testa e la spinge con forza contro il suo sesso, inizio a leccarlo lentamente dai testicoli fino alla cappella; la mordicchio, sento i suoi sussulti di piacere alla pressione sul glande. Continuo a fare su e giù con la bocca, senza che lui mi dica nulla, so bene come fare. Lui continua a ripetermi che “sono una grande”, mi fa sentire una vera donna molto vogliosa e questo mi eccita, mi piace, sento il suo membro in bocca diventare duro come il marmo, è pronto..
Mi spinge sul letto, mi spoglia con impazienza, passa la sua mano tra le mie gambe, sono bagnatissima, mi penetra e resta immobile per qualche secondo, sorride guardando le mille espressioni di godimento sul mio volto.
Sono immensamente eccitata, ormai ho perso qualsiasi contatto con la realtà, sono pronta a dargli qualsiasi parte del mio corpo lui desideri... sto per scoppiare, sono gonfia e sento le contrazioni divenire sempre più forti, e vengo urlando come sempre il suo nome.
Ora tocca a lui, mi gira e io inarco la schiena, pronta ad accoglierlo nuovamente dentro di me. Lui non si fa attendere, mi monta con violenza, con movimenti sempre più frenetici come un vero toro, fino a scoppiare e a cospargermi la schiena con il suo denso e caldo sperma.
Si è fatto tardi, la mia amica potrebbe tornare e lui… beh, lui non può fare attendere la sua ragazza, va via.. ed io resto lì da sola, a riavvolgere la mia mente come un nastro per cercare di rivivere quei momenti così intensi, a cercare di dare un senso a questa storia clandestina che va avanti da otto mesi, a cercare di dare un senso a queste sensazioni, a cercare di dare un senso a tutto questo…. ma forse tutto questo un senso non ce l’ha.