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Noi non ci guarderemo indietro mai
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Titolo:
Noi non ci guarderemo indietro mai |
Autore:
Blouson Noir |
Contatto:
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Racconto
n° 1017 |
Altri
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Il solito sabato mattina. Il solito risveglio faticoso dopo gli stravizi piacevoli del venerdì sera. Il solito sms strano di Paola… - se hai 5 minuti vorrei parlarti di persona…-. Non è possibile. Ancora una volta. Si, era così. Ancora confusa, stordita, insicura. La difficoltà di avere una relazione con un uomo fidanzato emerge a distanza ciclica, come quando in Economia ci vengono a spiegare che alla fase di depressione/stagnazione segue sempre un periodo di crescita/espansione. Già. Diceva proprio così il mio prof. di Economia. Ci siamo conosciuti una calda sera di giugno dell’anno scorso. Un invito a prendere il caffè a casa di una mia amica e sua nuova coinquilina. Ed è subito scoppiata l’attrazione reciproca. Io mollato da poco dalla mia attuale donna, lei sempre libera, esigente, forte, concreta. Donna.
Il classico sms della fase lucida - ma che cazzo sto facendo con lui, è fidanzato, è inutile che continuo a perdere tempo tanto per lui è solo sesso -. Si Paola… ormai ti conosco bene. La mia consueta risposta alla sua fase lucida: - OK, già so cosa mi vuoi dire, passo a casa tua verso le 14.30 per il caffé e ci diciamo quel poco che dobbiamo dire -. Siamo sempre stati di poche parole. Abbiamo sempre preferito i fatti. In questa occasione ci basta un’occhiata e un ciao, lo sappiamo entrambi.
Chiudere una storia “clandestina” che va avanti da 6 mesi non è facile. Però arriva il momento nella vita di un uomo in cui occorre assumersi le proprie responsabilità. Molte altre volte abbiamo provato a chiudere, ma forse questa è davvero la volta buona. Suono al citofono e faccio l’unico piano che mi divide da casa sua. La porta è socchiusa. Entro. Mi accoglie in accappatoio. Spettacolo. Ma voglio rimanere distante perché stavolta è la volta buona. Parla. Mi spiega. Fornisce motivazioni e spiegazioni. Ok Paola credo sia giusto così se è quello che vuoi. Chiudiamo. Il suo viso è scuro, triste. Lei stavolta è convinta e io la voglio assecondare perché è giusto. Sorseggiamo il caffè. Credo sia ora di andare. Non ci siamo neanche sfiorati. Va bene così. All’improvviso si alza, mi guarda e si siede sulle mie ginocchia. Mi abbraccia e mi stringe. No Paola così non vale. Non ti posso resistere. Abbiamo chiuso. Forse. No abbiamo chiuso.
Non resisto. Mi eccita troppo. Le reazioni chimiche stanno facendo il loro corso e io sento la necessità di baciarla. Sto scoppiando, mi alzo dalla sedia e porto su anche lei. Via l’accappatoio e rimane nuda davanti a me con la sua pelle scura e liscia, i suoi seni piccoli ma sodi, la sua forma minuta ma armonica, il suo culo fantastico. Un bacio, poi l’altra. La bacio sul collo e inarca la schiena in segno di piacere. La mia bocca scende vogliosa e rapida sul seno e la mia lingua percorre tutte le sue morbide curve, le spalle, i capezzoli, i fianchi. Ora è il tuo torno tesoro. Fai quello che sai fare da Dea e che hai fatto tante volte in questi sei mesi.
La spingo in basso e si inginocchia davanti a me. In modo sapiente, sensuale, mi abbassa i pantaloni della tuta. Giù anche i boxer. Il mio membro è già sufficientemente teso, lei ci mette del suo e con la lingua segue i contorni della cappella, la mordicchia e poi lecca tutta la mia asta. Si sposta leggermente per assaporare tutto il gusto dei miei testicoli… gonfi e pieni di libidine. Risale la mia asta e lo mette tutto in bocca iniziando dei movimenti regolari che la portano a ingoiare e risputare fuori il mio membro. E’ una sensazione bellissima, fantastica. E brava. Superba. Il suo movimento e lento e la sua lingua gioca col mio sesso in modo perfetto. Golosa ed implacabile. Piccoli morsi mi fanno sussultare, mentre ricomincia col suo movimento rotatorio mi fa quasi svenire. Che fellatio fantastica, sembra nata per farlo, davvero.
E’ ora di liberare la mia natura di maschio. Mi alzo improvvisamente, accosto una delle sedie del tavole della cucina contro una mensola e sbatto con violenza lei sulla sedia. Il tempo di avvicinarmi e le sollevo le gambe quel tanto che basta per penetrarla. E bagnata fradicia, è un lago. Con un’azione decisa infilo il mio sesso nel suo. Non oppone resistenza, mi accoglie con tutto il suo calore e la sua voglia. Inizia il valzer ritmato dei nostri corpi, le mie spinte sono sempre più forti e profonde e sento il suo ansimare nel mio orecchio destro. Il rumore della sedia contro la mensola ci fa rendere conto che stiamo scopando nella sua cucina, la parte animalesca e istintiva dell’essere umano prevale sulla ragione e sulle regole di vita. Ancora una spinta, butto dentro tutto me stesso irradiandola con l’energia del mio corpo. L’amplesso è vigoroso e deciso come piace a noi, fautori di un sesso quasi selvaggio. Ora sento le sue contrazioni e i suoi mugolii sono sempre più veloci… si sta per esplodere. Raggiunge l’orgasmo con una violenza incredibile e il suo corpo è scosso da mille brividi.
Non mi basta. La tiro su con uno strattone che non mi fa molto onore. Rotazione e ora mi dà le spalle. Ora la spingo in avanti e le sue mani trovano il supporto sulla mensola. Inarca la schiena e allarga le gambe mostrandomi la sua fica spettacolare, ancora calda e umida per il piacere. Questa visione mi manda in estasi e affondo il mio membro nella sua carne rosa. Spingo forte, il ritmo cadenzato si fa via via più frenetico e entro dentro fin quasi alle palle. Sto per scoppiare. Un'ultima spinta e sento il piacere salire. Fantastico.
Lo devo fare anche stavolta. La giro nuovamente e la faccio sedere sulla sedia. Punto il mio sesso verso la sua bocca come per pretendere che assapori il mio piacere. Non si fa pregare e lo prende in bocca. Tutto. Comincia a succhiare e in pochi secondi la sua bocca è piena del mio seme, che sapientemente fa suo. Le sue ultime energie sono per succhiare il mio membro ormai tornato su livelli non proprio onorevoli. La sua lingua raccoglie le ultime gocce e dolcemente sancisce il riposo del guerriero.
Abbiamo chiuso.
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