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Giugno
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Titolo: Giugno
Autore: Bassaidai
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Racconto n° 1022
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Giugno, arriva l’atteso sms: “Sono in treno, partita! Quasi non mi sembra vero. Non vedo l’ora di vederti”. Sono passati quasi sei mesi dalla prima volta che ci siamo visti, quella volta vicino alla tua città, in quell’alberghetto cercato in rete. Giornata indimenticabile, fantastica. Non scorderò mai quegli occhi ridenti visti per la prima volta, la carezza dolce sul tuo viso, il tuo sorriso.

E io non dimenticherò mai la sensazione di onnipotenza che ho provato durante il viaggio che mi portava a te, pregustando il fatto che saremmo stati soli, io e te, finalmente.

Arrivo in ufficio, ma la testa è altrove, su quel treno con te. Sei mesi di telefonate, lettere, e.mail, sms, gioie condivise, ma anche momenti di tristezza, rabbia, sconforto. Ma poi sempre quel sentimento che vince, che fa sì che ci risentiamo e ci fa ridere ancora insieme, senza però vederci. Ma adesso stai arrivando, tra un po’ saremo insieme.
Si avvicina il momento, arrivo in stazione, aspetto il treno che arriva, confusione, gente, vado incontro ai viaggiatori che scendono ma non riesco a vederti, dove sei? Mi guardo intorno e mi accorgo che ho sbagliato binario, torno così indietro, faccio di corsa il sottopassaggio e quando risalgo cerco ancora, e solo dopo un po’ ti vedo, sorniona, che sorridi nel vedermi in tutta la mia goffaggine, la mia distrazione che tanto ti fa ridere. Sei bellissima, ci guardiamo e scoppiamo a ridere.

Si…. Ammetto che anche nel momento “topico” del nostro incontro ci hai messo del tuo…. buffo, ma incredibilmente bello con il tuo sorriso dolce e il tuo sguardo luminoso e dolce.

Ci stiamo dirigendo in macchina verso l’albergo prenotato, sbaglio anche strada ed ancora ridi, ma siamo felici, arriviamo e saliamo in camera, chiacchieriamo ed intanto apri il pacchettino che ti ho regalato, un completino intimo, molto bello, ti sta benissimo quando lo provi.

Dimentichi l’imbarazzo…. almeno io lo ero! Mi sentivo tesa ed ero lontana da casa ma con te. Ti conoscevo bene ma non sapevo cosa sarebbe accaduto da lì a qualche giorno. E avevo in tasca un biglietto di ritorno a casa. Come avrei guardato mio marito?

Stesi sul letto cominciamo a parlare, di tutto di più, come se mai ci fossimo sentiti in questi mesi, poi da sole vengono le carezze, i baci, i sospiri. Ti accarezzo la schiena, te la massaggio dolcemente, ci abbracciamo e ci stringiamo insieme, ci piace sentire la morbidezza, il calore e il profumo dei nostri corpi nudi. Siamo eccitatissimi, sono sei mesi che ci desideriamo, le tue mani mi percorrono tutto il corpo, accarezzano il mio desiderio, io faccio altrettanto con te, sei bagnata, ti bacio tutta fino ad arrivare al monte di venere, dove gioco e mi soffermo un po’, e poi ti bacio sul fiore più bello. Sei dolce, miele solo per me. Inarchi la schiena, percepisco il tuo piacere, il mio piacere, il nostro piacere. Il mondo adesso siamo noi, tutto il resto che è fuori non esiste, non esiste più, noi due un unico corpo, fuso assieme, io sono in te, tu sei in me, finché assieme arriva l’esplosione del piacere, l’apoteosi dei sensi. Stanchi e felici ci appoggiamo su un fianco stesi nel letto, ci guardiamo sorridenti negli occhi che brillano, ti accarezzo dolcemente il viso senza dire niente, per poi baciarti di nuovo.
Siamo insieme finalmente, dopo tanto tanto tempo, e ancora quasi non ci sembra vero.

Sono momenti impressi nella mia testa, intensi, i più felici degli ultimi anni…. belli perché unici ed irripetibili.
In quegli istanti ti ho amato, e molto, anche dopo, una volta tornata a casa. E ancora dopo…anche adesso c’è una parte di me che non rinuncia al desiderio di te….