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Scorre la pioggia
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Titolo:
Scorre la pioggia |
Autore:
Luxor |
Contatto:
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Racconto
n° 104 |
Altri
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Scorre la pioggia... scorre la pioggia su di me, scrosciante e impetuosa! Atmosfera calda....e non solo nell'aria. E' l'ultima sera d'estate e a benedizione di ciò la pioggia cade giù vigorosa e prepotente, assolutamente desiderosa di passare inosservata! Tutto stasera è intriso del pathos più primordiale. La pioggia battente non ha offuscato le tante stelle che sembrano stare tutte sopra di me. L'aria è calda, troppo; l'umidità la sento sulla pelle che sembra soffocare....liberando un velo umido. La città....beh quella non cambia mai...bellissima, intrigante e maliziosamente felina come al suo solito. la mia macchina leggiadra e scattante come una pantera sfreccia rapida. Solo il semaforo la può fermare. Si! Un semaforo...rosso! Scocciata e strafottente mi guardo intorno aspettando che scatti il verde quando il mio sguardo si incrocia con l'inquilino di una coupè bordeaux....luccicosa! E' sfida! Appena scatta il verde ci rincorriamo, incoscienti e divertiti. La città è nostra. Spinti da quella giocosa sfrontatezza tipica degli adolescenti, non pensiamo a null'altro se non a noi stessi. Egoisti! Si! E fieri di esserlo! Manovre azzardate, rossi attraversati sul filo del rasoio, sguardi che trapassano la retina per bruciare all'interno delle nostre menti...e più in basso...dei nostri istinti! Basta! Il gioco è durato fin troppo, qualcosa di inaspettato avviene in me. Io! Si io la Cenerentola...tutto pepe, sono preda di un raptus...chiamato passione. Parcheggio disinvolta nei pressi dei Fori, e rapita da un effettivo, ma quanto mai impossibile, al momento, attacco di cultura archeologica, mi affaccio alla balconata, per osservare quelle adorabili rovine, che più volte hanno ammaliato i miei sogni. Fingo interesse, mentre dentro di me sento il fuoco che mi divampa con una furia tale da sentire un vulcano che mi arde dell'animo. Trascorrono pochi inesorabili e quanto mai lunghissimi minuti e due grosse, possenti mani aggrappandosi ai miei fianchi, scivolano lungo l'addome fino a terminare lì!...dove terminano tutte le strade, dove non c'è uscita....dove una pantera attende in gabbia di essere sprigionata!!! Nel momento in cui le sue mani giungono lì....il fuoco che divampava solo nel mio animo ha esteso le sue distese di lava anche più in basso... E' un attimo...ma non sento più ne la pioggia ne le macchine. Sento solo una morsa che mi stringe li.....si....sempre li. Non è amore... è passione bruta e i miei sensori sono tutti convogliati nella parte bassa di me. Piove si! Piove a dirotto...ma mi piace. Le sue mani così scivolano più rapidamente su di me e per potermi possedere deve aumentare la sua presa, le deve comprimere brutalmente contro di me..se vuole possedermi. Sento la sua bocca sopra la mia, non posso spiegare cosa è stato, sento un turbinio di emozioni, una voragine che mi prende tutta ed io non mi sforzo affatto di comprendere.....desideravo questo da troppo tempo....una passione senza parole, sesso......e basta. I suoi denti vorrebbero imprigionare le mie labbra e la mia lingua, ma desidero provocarlo fino all'eccesso e non gli do questa soddisfazione....anzi! Con la mia lingua comincio a giocare sulle sue labbra, gli disegno i contorni, con prepotenza! Bevo dalla sua pelle quelle gocce d'acqua che il cielo mi porge. Ad un tratto mi gira di spalle e comincia a leccarmi la schiena...poi senza troppi preamboli mi sposta gli slip e.....e! Con quell'entrare e uscire, come uno che si è incastrato in una porta girevole impazzita, stuzzica i miei umori, che già a fatica si trattenevano dallo scivolare lungo le mie cosce. ...ma che adesso non possono opporre + alcuna resistenza:-) Li sento anche io...sono caldi, sento il loro odore vanigliato giungere fino a me, così mi giro e comincio a leccargli il pene...per provare un godimento diverso, per assaporare il mio nettare con il suo in una mistura portentosa. La notte sta finendo e il profumo delle rovine da un sapore misterioso a quell'incontro che di mistero ha già tanto!!! Vorrei chiamarlo per nome, per dirgli qualcosa...ma non so il suo nome. Lui mi guarda e sorride....chissà forse pensava la stessa cosa. E con uno tacito accordo nessuno dei due parla ne fa domande. E' tutto perfetto così...perchè sapere, perchè indagare... Domani sarà un giorno nuovo...e i nostri sapori li conservo molto bene dentro di me....insieme al ricordo di questa notte di sesso che per nulla cambierei. Come due animali strusciamo i nostri corpi per un'ultima volta...come per lasciare un marchio, un odore...un sigillo. Li comprimiamo violentemente e....domani non sapremo più niente l'uno dell'altro. Addio...principe di questa notte incantata.
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