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Il sorriso di Chiara
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Titolo: Il sorriso di Chiara
Autore: Raul
Contatto:
Racconto n° 1044
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Chiara attraversa il viale avvolta nel suo mantello di ricordi e silenzi, di notti insonni e giorni mancanti. Non conosce il sorriso, non conosce il pianto… Conosce soltanto quel lungo interminabile viale, ogni notte lo percorre nell’attesa di un sogno che la svegli.
Un’altra macchina si accosta, il finestrino si abbassa, un altro volto anonimo le propina le solite domande. Apre lo sportello, si siede vicino evitando lo sguardo, le indica il posto appartato… i fari si spengono…

Lui cerca di sorriderle, ma Chiara non ha sorriso, le sue labbra si aprono ad altri sorrisi… E’ il quarto uomo cui questa sera offre le sue labbra per una manciata di denaro.
La mano scivola su quel flaccido sesso, non si chiede di chi sia, lo stimola lento fintanto che non sente un leggero irrigidimento.
“Prendilo.” Percepisce la voce lontana, come un eco della mente. China la testa e apre le labbra al sorriso, l’unico che conosce…L’unico apprezzato, desiderato e ambito.
Stranamente il suo sorriso, in quel momento, non restituisce il piacere a chi lo ha pagato.
Lei non lascia la sua presa, ma tutto resta tremolante e debole…
La mano di lui la solleva delicatamente, la percepisce come una carezza, qualcosa di diverso da chi con prepotenza la spinge e l’affonda nell’oscurità senza nessun rispetto e con pretese sempre più ingenti. Desidera che quella mano non si stacchi dalla sua nuca, è calda, rassicurante, un tocco leggero senza tempo. Poggia la testa su quel palmo sconosciuto, un breve attimo per rubare un sogno… Ma non vuole predare ciò che non è suo, torna in silenzio ad offrire il suo sorriso con tocco diverso.

Chiude gli occhi e sogna…

Ed ecco che anche quel flaccido membro si erge virile tra le sue labbra. Lo sente palpitare e agitarsi, affondare e ritrarsi e lei non vuole che sfugga quel sogno rubato. Sapientemente lo frena, ascolta in silenzio i sospiri profondi di lui. Di nuovo la mano le carezza i capelli. Sollevandole il volto, due occhi cercano i suoi. Si rende più ardita e affronta lo sguardo, poi
lievemente poggia la testa sul suo petto. La mano di lui indugia indagando il suo corpo. Chiara si abbandona a quella carezza sottile percorsa da un fremito nuovo.
La pelle nuda splende sotto la luna, rabbrividisce rifiorendo sotto languidi baci. Avido si presenta il desiderio di quel conosciuto piacere dimenticato nel tempo. La sua rosa cresce di stimata passione, aprendo i petali caldi e irrigati al voluttuoso membro che scivola in lei profanandole il cuore. L’anima si aggrappa nei sussulti del corpo abbandonato al piacere. Vuole donargli il suo sorriso, calde si schiudono le labbra al getto improvviso catturando l’essenza di quell’attimo intenso.

I fari s’accendono… Il sogno riprende il cammino, la porta lontano…lasciando alle spalle quel viale senza tramonto, quelle notti senza stelle e senza sesso.

Chiara ventuno anni a maggio….