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Dichiarazione
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Titolo:
Dichiarazione |
Autore:
Franz |
Contatto:
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Racconto
n° 1070 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Volevi che ti scrivessi un racconto… di cosa parlare in questo racconto se non di sesso? I miei ultimi racconti trattano questo argomento con dimestichezza e competenza, bè forse la competenza è dettata più dalla teoria che dalla pratica… considerato il tempo che… ma lasciamo da parte quelle che sono le mie disavventure sessuali. Tu hai diverse qualità, sei sensibile, simpatica, forse un po’ debole e senza una spiccata personalità ma chissà che con il tempo tu non possa sopperire a queste mancanze; fisicamente hai delle particolarità, minuta ma soda, tonica e questo suscita in me sensazioni e brividi di eccitazione, a volte ti morderei… ma poi se n'accorgerebbe... chi? Ma tuo marito naturalmente, vedrebbe i segni dei miei morsi, così mi limito ad immaginarlo. Cos’è che più mi piace di te? Il tuo rotondo e sodo fondoschiena, l’ho immaginato molte volte in posizioni diverse, o le tue cosce turgide e tornite dagli anni di danza. La tua leggerezza suscita fantasie immorali ma legittime, le tue labbra sottili che avvolgono le mie in un umido bacio, con le nostre lingue che s’intrecciano, oppure in uno slancio decisamente più audace la tua bocca che contiene il mio sesso gonfio e pulsante di piacere, mentre le piccole mani lo aiutano in un lento andirivieni. Il mio piacere è vicino ma decido di trattenerlo per poter abbeverarmi direttamente alla fonte del tuo piccolo frutto, le grandi labbra ricoperte da pochi ma folti peli neri, che nascondono a malapena lo schiudersi della clitoride sotto i colpi della mia lingua eccitata ed esperta; sento colare il tuo piacere nella mia bocca e fra le cosce, fino a ricoprire il tuo orifizio più recondito di un liquido profumato e simile alla resina per la sua densità, non ne vorrei perdere neppure una goccia, mentre con le mie mani stringo i tuoi minuscoli seni, simili più a quelli di una bambina che a quelli di una donna matura, ma dai capezzoli impazziti. Adesso voglio penetrarti, come farlo? Da dietro, carponi, così animalesco eppure così istintivo oppure farmi cavalcare da te, piccola amazzone accecata di desiderio? I tuoi occhi m’indicano la posizione giusta… ti aiuto a sederti sopra il mio pomo di carne, che freme per te sola e lo spingo dentro fino alla base, lentamente, lasciandoti assaporare il suo percorso fra le nervature della tua passera fradicia, mentre con il suo dorso sfiora il tuo bottone di carne rosa e lo fa scoppiare di godimento, un attimo prima che anche io esploda nella tua pancia, riempiendoti di dolce e vischioso seme caldo.
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