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Stanza 160
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Titolo:
Stanza 160 |
Autore:
Federica80 |
Contatto:
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Racconto
n° 1083 |
Altri
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Sono davanti alla porta, la stanza 160. Il cuore batte sempre più forte, ho desiderato questo momento ogni giorno negli ultimi mesi, ed ora ho una paura folle. Cerco di rilassarmi, respiro profondamente, cosa mi spaventa tanto? Lo so, ma forse non lo voglio ammettere, l’idea di dare finalmente un volto, un corpo a quello che fino ad ora è stato solo parole mi terrorizza. Torno sui miei passi, la paura mi riporta all’uscita dell’albergo, sto per entrare in auto, quando il trillo del cellulare mi blocca, rispondo con voce tremante: –Pronto?- Dall’altro capo una voce maschile dice: –Hai cambiato idea tesoro o sei solo in ritardo?- -Senti Luca non ce la faccio, ho paura che la nostra intesa sessuale svanirebbe se ti vedessi in volto, e non è quello che voglio, io ti desidero da morire, ma non posso vederti, non voglio vederti, devi rimanere solo una voce!- Non credevo a ciò che la mia bocca aveva prodotto, ero impazzita, ormai ero rassegnata all’idea di non sentire più Luca, mi avrebbe preso per pazza e scaricata, ma dovetti ricredermi quando mi rispose: –Faremo come vuoi, vieni qui come avevamo stabilito, bussa due volte alla mia porta, e quando sentirai la chiave muoversi nella serratura tutto quello che dovrai fare è chiudere gli occhi, il resto lo farò io. Ti aspetto.- La paura che poco prima scuoteva il mio corpo, ora, sentendo la voce calda e sensuale di Luca, era tramutata in voglia, desiderio irrefrenabile. Di nuovo davanti agli occhi quel numero, 160, ma ora non esito, come stabilito busso due volte alla porta, pochi istanti dopo sento il rumore metallico della chiave che si muove nella serratura, chiudo gli occhi ed il buio si impossessa di me. Sono afferrata da mani forti, un gemito esce dalla mia bocca, le mani lasciano la presa, pochi secondi dopo qualcosa di morbido e liscio viene posato sui miei occhi, capisco immediatamente che si tratta di un foulard di seta. Questo è esattamente ciò che volevo, in questo modo i miei sensi si risvegliano, ora ho solo bisogno di sentire lui, il mio uomo misterioso. -Luca dove sei?-, chiedo con un’impazienza che credevo di non possedere. –Sono dietro di te.- Le sue parole mi giungono vicino all’orecchio destro, sento il suo fiato caldo. Istintivamente spingo il mio corpo indietro alla ricerca del suo, lo trovo, sento il suo membro che spinge contro le mie natiche. Comincio a muovermi contro la sua eccitazione, cresce ad ogni mio movimento, sento chiaramente la sua nudità. Mi volto, sono di fronte a lui, faccia a faccia, anche se non posso vederlo, metto le mani avanti e le muovo sul suo corpo, le mani diventano i miei occhi. I miei occhi-mani tastano il petto di Luca, i capezzoli duri, li stuzzico, risalgo lungo il collo, arrivo al viso, trovo le labbra, le accarezzo, sembrano carnose. -Sei bellissima.- la sua bocca si muove sotto le mie dita, ne percepisco ogni vibrazione. Avvicino la mia bocca alla sua, con la lingua disegno il contorno delle sue labbra, da un angolo all’altro, divento sempre più avida, dischiudo le labbra alla ricerca della sua lingua, la trovo, calda e bagnata, la divoro, la succhio, voglio farla mia come un uomo possiede il ventre di una donna. -Ti voglio!-, sussurra Luca con voce ansimante, e con un gesto improvviso mi sbatte contro quella che immagino sia una parete. Sento le sue mani che alzano la mia gonna, non indosso biancheria intima, il che deve piacere molto a Luca, perché mi penetra con un colpo secco e con un grugnito di piacere dice: –Mi fai impazzire.- Il suono di quelle parole mi manda in estasi, non esiste più nulla intorno a me, sono solo sensi, la sola cosa importante è il suo membro che pulsa dentro di me. Lo sento muoversi forte, spingere, spinge fino a non poter andar oltre, fino a farmi male, ed allora la sua corsa si arresta, rimane lì, immobile, pulsa contro le pareti del mio ventre. Rimaniamo fermi, incastrati l’uno nell’altra, non resisto, lo stuzzico contraendo i muscoli della vagina, stringendo così il pene, a questo punto Luca scivola fuori di me per poi ritornare con un colpo deciso. I nostri respiri si fanno sempre più affannosi, le mie mani cingono la sua schiena, la graffiano con violenza, e lui mi sbatte al muro, con sempre maggior potenza, le sue mani afferrano le mie cosce e le accompagnano attorno ai suoi lombi, ed in quell’unione ci stacchiamo dal muro per poi posarci su qualcosa di morbido, un letto. Sento tutto il suo peso sopra di me, le nostre carni bagnate e bollenti che strusciano una contro l’altra. Non vedo, ma è come se nella mia mente fosse stampata chiaramente la sua immagine, le mie mani, i miei sensi operano al posto dei miei occhi, come colore su una tela dipingo colui che è dentro di me, lui, il mio uomo misterioso. Il piacere sta per impossessarsi di me, sento il suo membro pulsare intensamente, il mio respiro si trasforma in grida. –Spingi, spingi forte, vieni dentro di me, riempimi!-, lo imploro e lui mi accontenta, i colpi diventano dilanianti, l’orgasmo giunge come un’esplosione, movimenti convulsi sconvolgono il mio corpo, il respiro è senza controllo, e lui, dentro il mio ventre bollente, schizza tutta la sua passione, sperma caldo scivola tra le pareti della mia vagina. Ansimo e rido contemporaneamente, sono euforica, neppure nelle mie fantasie potevo immaginare di godere tanto. Abbraccio il mio uomo misterioso, mentre lui mi sussurra parole dolci all’orecchio. Tutto è perfetto, nulla esiste all’infuori di noi. Tutto perfetto, fino a quando il mio partner abbandona il mio corpo, lo sento alzarsi, protendo le braccia, lo chiamo, non mi risponde. Per alcuni minuti rimango lì, distesa sul letto, sola. Una sensazione di disagio s’impossessa del mio corpo, ho ancora la benda sugli occhi, non posso vedere dove si trova lui, c’è solo silenzio e buio. Il disagio si trasforma in panico. Potrei togliere la benda e tutto questo svanirebbe, capirei cosa diavolo succede, ma non posso, non voglio. Rimango seduta sul letto, nell’attesa di qualcosa, un suono, un tocco… Trascorrono i minuti, chiamo Luca, ma non ho risposta, ho paura, ma non potrei dire di cosa ho paura. Non sono prigioniera o legata al letto, se solo volessi potrei togliere il foulard e tutto si risolverebbe, ma non voglio. Finalmente sento dei passi, in lontananza, si avvicinano, è lui, il mio uomo misterioso, chi altro potrebbe essere? Non sento più nulla, di nuovo. Il cuore batte impazzito nel petto, un tocco dietro la testa mi procura un brivido lungo la schiena, non capisco cosa stia succedendo, fino a che le tenebre svaniscono per far posto ad una luce accecante; la benda è stata tolta dai miei occhi. La prima cosa che vedo è un uomo, davanti a me, bellissimo, indossa solo un asciugamano intorno alla vita. Eccolo, il mio uomo misterioso, finalmente è diventato materia, ha un volto ed un corpo, ed è stupendo. Lo vedo avanzare verso di me, inginocchiarsi ai piedi del letto per poi poggiare il suo viso tra i miei seni, e poi giù, sul ventre. Non sento nulla, il mio corpo è come paralizzato, i sensi come morti. Un bellissimo uomo è inginocchiato tra le mie gambe, lui, il mio uomo misterioso, in adorazione alla fonte del mio piacere, ed io non provo nulla, sono forse impazzita? No, non sono impazzita, semplicemente lui non è più il mio uomo misterioso, ora ha un’identità ed un volto. Me ne vado senza dire una parola, e mentre corro via dalla stanza 160, piango, piango la morte del mio uomo misterioso.
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