|
|
|
L'altra
|
|
|
Titolo:
L'altra |
Autore:
Discordia |
Contatto:
|
Racconto
n° 1089 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Non ti devi preoccupare. Queste parole riecheggiano nella mia mente mentre salgo sul bus, richiudendo l’ombrello. Nevica, neve fitta e piccola, gelata, asciutta.
Mi appoggio ai sostegni imbottiti in mezzo al pullman. Vedo con gli occhi della mente il tuo sguardo chiaro, intimamente incapace di mentire, mentre mi rassicuravi. Mi hai fatto sentire stupida, immatura, irragionevole. Davanti a quegli occhi limpidi e innamorati non potevo non darti ragione, seppur riluttante. Invece, lontano da te, i dubbi mi assalgono, e mi sento di nuovo stupida, ma questa volta per averti creduto.
Lei, ti sta attorno da sempre. Non ti ha mai lesinato battute audaci, inequivocabili doppi sensi, regali, ammiccamenti, pur sapendo che hai una ragazza. Io. Tu, da solito umorista, non ti tiri certo indietro, perché, per quanto tu possa negare, ti piace essere oggetto di simili attenzioni, ti piace essere corteggiato. Sei un egocentrico dissimulato, sai di avere sempre la situazione in pugno, non c’è niente che possa accadere se non l’hai previsto. O almeno è quello che speri, perché oggettivamente non ci sono certezze, per te come per nessuno al mondo. E così, alla luce della tua sicurezza, lei non si è mai tirata indietro, mai sentita a disagio, ti ha anche esplicitamente voluto nel suo letto, si è anche permessa di auto invitarsi a casa tua, una domenica, proponendosi per cucinare per te. Beh, ma quale ingenua creatura è mai questa? La tenera fanciulla non sa che la domenica sei a casa tutto solo, che i tuoi più che invadenti coinquilini non ci sono, che offrirsi di cucinare per un uomo è la più palese dimostrazione di disponibilità sessuale (ti cucino)? O forse lo sa?
La cosa in sé sarebbe già stata più che sufficiente per farmi andare il sangue al cervello, ma quello che più mi ha spiazzata è stata la tua tranquillità. Tu non hai assolutamente intenzione di dirle di no. Questo mi manda veramente in manicomio. La lasci fare, dici che se starete soli potrai appiopparle il due di picche non appena lei si facesse avanti. Ma mi prendi veramente per scema, allora? Insulti la mia intelligenza? Vedi che alla fine ho ragione io? Vedi che lei ti piace, che non reggono le belle parole (ti amo, non ti tradirei mai) se poi con i fatti vai contro agli stessi concetti?
E per di più, se lascio trasparire il velato disappunto (virgolettato, ovviamente: le scenate di gelosia non possono essere velate per definizione) che tutta questa ignomignosa faccenda mi suscita, fai pure l’infastidito! Come se tutte le mie proteste fossero uscite da una mente irragionevole, come se le tue sole rassicurazioni (non ti preoccupare, fidati di me, ti amo, amo solo te) dovessero naturalmente ed istantaneamente sopire tutta la mia gelosia?
E poi, chi ti garantisce che la situazione debba essere sempre sotto il tuo controllo? E se lei… e se tu la lasciassi fare? No, no, non riesco neanche a pensarci, mi fa star male la sola eventualità. Mi sembra di vedervi: sul tuo letto, il nostro letto, talamo del nostro amore fisico, mentre lei lo profana con la sua ingordigia, la sua spudorata lussuria, mentre tu, tu, la lasci fare, con la tua politica di non intervento le lasci portar via la fiducia che io nutro in noi. Non impedire equivale ad agire a favore. Non me l’hai insegnato proprio tu?
Guardo fuori dal finestrino del bus la neve che scende. Siamo fermi. Sale della gente, un ragazzo si siede sul sedile poco lontano da me. Ha l’aria mite, alto, magro, gli occhi azzurro chiaro e un po’ di barba. Semplice, carino. Lo guardo negli occhi, per catturare il loro colore. Lui alza lo sguardo su di me, come spesso accade quando ci si accorge di essere fissati. Basterebbe così poco… Rivolgo ancora una volta lo sguardo su di lui, lui mi ricambia. Basterebbe anche solo una parola. Non che arriverei a portarmelo a letto, dopo due parole e qualche cenno di intesa, ma basterebbe a farmi capire che anche se si è innamorati qualche pensiero strano è possibile, mi lascerebbe intendere che ho ragione, che lui potrebbe fare qualsiasi cosa con quello che ha tra le gambe, al di là dell’amore che il suo cuore può provare, oltre alle belle parole e alle rassicurazioni della sua voce. Basterebbe per darmi un punto fisso, per fermare questo mare in tempesta che ho dentro. Una certezza orribile, per farmi capire che davvero tutto è in bilico.
Lo guardo di nuovo, lui mi guarda in cambio. Scendo. Nevica più forte, ora.
Grazie a Eyes Wide Shut
|
|
|
|