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La segretaria
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Titolo: La segretaria
Autore: Cenerentola
Contatto:
Racconto n° 109
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Chi l'avrebbe immaginato che lui prima o poi mi avrebbe notato. Io segretaria da sempre e lui giovane dirigente atletico, moro, due occhi azzurri che ti perforano dentro fino all'anima. Io quarantenne con tanta voglia di rinascere dalla mia depressione, sorpresa dalla mia voglia di emozioni nuove non lasciai perdere quell'occasione.
Fu così che quando lui mi invitò quel pomeriggio a bere un caffè non rifiutai di certo. Certo i miei colleghi avevano intuito di quanto mi avesse colpito, ma la cosa non mi importava poi tanto, per anni avevo fatto la brava mogliettina, la brava mamma ed ora era il momento giusto per fare ciò che volevo, ciò che sentivo.
La voglia di trasgredire mi aveva preso e anche molto. Discorsi banali, ma fu quando sfiorai con la mia mano il suo braccio che capii che di sicuro c'era nell'aria qualcosa di nuovo, d'eccitante nell'aria. Anche lui lo aveva capito.
Ci salutammo eravamo lì pieni di voglia ma dovevamo riprendere il nostro lavoro. Me ne andai incazzata con me stessa, ma non potevo fare altro. E ora che sarebbe successo?. Fa parte del mio carattere quando voglio una cosa la voglio subito. Ricevetti da lì a poco una sua telefonata, e non fui sorpresa quando mi disse di raggiungerlo al piano terra, nella toilette. Quando arrivai là, lui mi stava aspettando, mi prese la mano e chiuse la porta dietro di sé.
Non parlammo molto, ma erano chiare le sue voglie, ciò che voleva fare con me. Ma fui io a prendere l'iniziativa. Incominciai a baciarlo sulle labbra per salire poi lungo il suo viso, toccandogli i capelli. Poi le mie mani scesero, slacciandogli la camicia, infilandovi una mano dentro assaporando ogni tratto del suo petto. Mi attirò a sé e le sue mani corsero sul mio culo e piano piano mi sollevò la gonna. Ah! Come ricordo ancora con eccitazione le sue mani sul mio corpo.
Si slacciò lentamente i pantaloni. Come potevo resistere e non toccare quello splendido ragazzo che mi stava davanti. Lui voleva penetrarmi subito ed anch'io lo volevo. E così in piedi, appoggiata al muro lui incominciò piano piano ad infilarmi dentro quel suo coso che a me piaceva tanto. E via via incominciando quel movimento tanto dolce quanto violento che tutti e due volevamo come pazzi. Ah, come fu bello, sentirlo godere, sentirlo gemere, sentirlo appiccicato a me, e lui che mi guardava aspettando che anch'io godessi. Non volevo che finisse così presto, volevo che lui provasse ad assaporare il mio umore. Sì, doveva leccarmi farmi sentire la sua lingua era così che doveva finire. E così .. La sua lingua..là in mezzo alle mie cosce.. La sua saliva che mi correva tutto intorno.. Sì era così che doveva farmi godere. Assaporai ogni attimo, ogni movimento, della sua lingua e le sue dita che s'infilavano nella mia vagina. Ah! Che piacere immenso che provai...
Ci rivestimmo, qualche promessa di rivederci e lui usci dalla porta. Da lì a poco usci anch'io, ma dall'altro bagno senti un rumore, un bisbiglio, no.. cos'era? forse qualcuno mi chiamava.
Era una situazione strana, molto imbarazzante, ma lei, una sconosciuta mi guardava, mi disse di chiudere la porta, io ubbidii, così senza pensare, chiusi quella porta. Ebbi solo il tempo di pensare che era una cosa troppo assurda quello che mi stava capitando, ma non pensai più a niente...perchè questa nuova passione mi prese...e anche molto
Sì perchè guardando quel corpo di donna seminudo, quelle gambe aperte, il seno, uscito dalla maglietta mi fecero un effetto che ancora fatica adesso a distanza di mesi faccio fatica a descrivere.
Mi inginocchiai per terra, mentre lei seduta su quella strana sedia, si toccava freneticamente il suo sesso. Incominciai allora a toccarle quel seno bellissimo, grande ora baciandolo ora leccandolo, mentre il suo odore mi prendeva delicatamente nella mia testa.....
Fu bellissimo vederla godere. Lei mi accarezzò e se ne andò in silenzio. Ritornai nel mio ufficio, sconvolta ma felice. Non ebbi più incontri con l'atletico dirigente, ma ogni giorno, ogni notte che passa penso a lei, a come l'ho fatta felice. Chi sei? Dove sei? Sei forse una mia fantasia? O un'altro desiderio?
E' mattina, mi sveglio felice.