I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Un incontro e poi...
Biblioteca
Titolo: Un incontro e poi...
Autore: Levonova
Contatto:
Racconto n° 1120
Altri racconti dello stesso Autore:
Una sera a cena. E’ la seconda volta che lo incontro, ci siamo parlati a lungo per telefono e attraverso varie mail.
L'imbarazzo è evidente ma la sua persona e il suo modo di fare allentano subito la tensione. Mentre lui parla io penso: "chissà cosa vorrà da me? Dove vorrà arrivare? Che scusa troverà per portarmi in camera sua dopo cena?"
Studio ogni suo movimento, ogni gesto, ogni sguardo. Non è bello, ma un tipo senza dubbio affascinante e diverso dai normali canoni di bellezza.
E’ rispettoso, gentile, discreto, ma diretto, di una sensibilità che ti entra dentro, scavando la tua persona, la tua mente e le tue sensazioni. Attento più che mai ad ogni mia reazione, argomenta più o meno esplicitamente mentre io glisso semplicemente cambiando discorso quando si addentra troppo nel mio animo. Non voglio che mi tenga in pugno, voglio averlo io in pugno, ma allo stesso tempo fargli credere di essere lui a guidare il gioco. In quei momenti la tensione cresce, il rischio scorre nelle mie vene, il sangue prende fuoco e i battiti incalzano, aumentando anche il rossore sulle mie guance. Fortunatamente un velo di fondotinta copre quell’emozione rosata che ho sul viso (avevo previsto quest’inconveniente dato il mio carattere). Non voglio che lui sappia troppo dei miei stati d’animo, delle fantasie e dei miei desideri, almeno fino a che io non decida di svelarmi.
Alla fine della cena ce ne andiamo e passeggiando verso la macchina, io lo prendo sotto braccio, un contatto, una mano. Sentirlo vicino mi scalda. Lui sorpreso da quel gesto rimane impietrito; forse non se lo aspettava, ma lo attendeva, lo voleva, lo bramava. Credo che abbia capito che non si è più semplici conoscenti e che quelle barriere che fino a quel momento ci hanno tenuto a distanza si sono dissolte.
Nulla è chiaro e nulla scontato, non lo è mai tra due persone, altrimenti il tutto diventa monotono e questo non deve accadere.
Finalmente all'hotel, salgo in camera perché vuole farmi leggere un racconto che ha scritto, su una persona, su di un incontro. Lo leggo con attenzione e subito mi rendo conto di essere irritata da quel racconto. Parla di lui e di una donna e di ciò che è accaduto o hanno immaginato potesse succedere. Non so, non mi rendo conto, sono talmente indispettita da perdere il lume della ragione. Lo guardo arrabbiata chiedendo spiegazioni. Lui con la sua solita calma comincia a parlare. Era combattuto sul farmi leggere o no il racconto. Sapeva che non mi avrebbe fatto piacere sapere del nome della protagonista e temeva che avrebbe potuto influire sul mio umore e sulla serata in generale ma era l’unica ragione “forte” che aveva a sua disposizione per invitarmi in camera. Allora lui viene verso di me, dietro le spalle ed io continuo a leggere. Il mio fastidio diminuisce forse perché lo sento vicino ed emozionato. In realtà vuole me. Anche se non mi tocca sento il suo calore.
D'un tratto accosta il suo viso al mio. Sento il fiato sul collo e d’improvviso un suo bacio e le sue labbra calde sulla mia pelle. Non me lo aspettavo, mi volto sconcertata, gelata ma emozionata. Lui lentamente scrutando le mie reazioni si avvicina e mi bacia le labbra. E’ un dolce bacio, un incontro di labbra che si sfiorano, si cercano, si afferrano e quella lingua che a piccoli tocchi sfugge l'altra lingua come per paura di osare. Questo è lo specchio del suo carattere e anche del mio.
Ad un tratto ci fermiamo, ci guardiamo attenti ad ogni movimento e reazione. Mentre i nostri pensieri si incrociano attraverso gli sguardi ci assale un misto di voglia, di eccitazione, di titubanza.
Allora lui spegne le luci, accende l’abat-jour ed io mi alzo attendendo un suo cenno. Gli porgo la mano come per farmi avvicinare a lui e la penombra mi consente di mettermi più a mio agio facendo diminuire l'imbarazzo.
Le mie labbra si appoggiano alle sue come attratte da una forza magnetica e avvolti come da una voglia irrefrenabile ci uniamo. Le due lingue, il calore, la saliva, lentamente ci adagiamo sul letto. Le sue mani delicate e affusolate accarezzano il mio corpo tremante di eccitazione e di paura; non resistono e afferrano i miei seni.
Mi manca il respiro! Non pensavo di potermi sentire ancora così, come fosse la prima volta che bacio un uomo, come fosse la prima volta che un uomo mi accarezza, ma forse è veramente la prima volta. Chissà se anche lui ha la mia stessa sensazione? Anche per lui è la prima volta? Di certo sa cosa e come fare.
Le nostre labbra si intrecciano, si animano, si vogliono, si cercano. Quanto tempo che non baciavo così tanto, così di voglia, così a lungo, così piena. La sua pelle è morbida, liscia e le sue braccia così piccole ma così forti mi stringono facendomi sentire il suo desiderio crescente.
Ecco sì, lo sento, ma non è ora. Tira giù la zip del vestito nero e scopre ciò che ha prima afferrato, i miei seni; gonfi e tondi desiderano la sua lingua. Accolgo la sua lingua sui capezzoli rossi, turgidi, bagnati e incredibilmente pieni da scoppiare di piacere. Bramano quei denti, vogliono soffrire al punto di lasciar cadere una goccia di sangue. Più sentono il dolore e più ne vogliono ancora, ma solo a sfiorarli il corpo geme. D’istinto affonda i denti... ahhh... che dolore... che piacere... rabbrividisco.
Lo bacio intensamente a bocca secca, lui bagna le mie labbra, la mia lingua e la mia bocca. Poi scendo sul suo petto e come inebriata sento un odore di bambino, dolce, delicato e sensuale. Lo bacio, gioco con il suo ombelico mentre la mia mano scivola a sfiorare il tessuto dei pantaloni. Lo sento, è lì, sento la sua eccitazione. Allora lentamente gli tolgo i pantaloni e gli slip. La bellezza di quell'immagine, così superbo, rigoglioso e avido di godere.
Ma non è ancora il momento. Allora mi prende, mi abbraccia, affonda le sue dita sulle cosce come per scaricare un po’ di desiderio. Lo stringo come per sentirlo più vicino e afferro i suoi glutei. Come mi piace sentirmelo addosso con il suo odore dolce misto ad eccitazione. Mi bacia, mi morde, godo solo a sentire la sua bocca su di me e le sue mani che continuano a muoversi frenetiche, vogliose, alla ricerca di chissà che cosa.
E’ ora e delicatamente prendo in mano il suo pene, liscio, depilato. Che sensazione… è lì di fronte a me, è mio, posso farne ciò che voglio, posso farlo godere oppure lasciarlo lì. La voglia di sentirlo mio è tanta in quel momento e con la punta della lingua assaggio il suo desiderio e un respiro soffocato lo attanaglia.
Sento che è giunto il momento ma attendo ancora. Lo osservo trepidante, teso, perso come nell'oblio di quel momento. La mia lingua ruvida comincia il suo lavoro esplorando ogni centimetro del suo nerbo. E’ per lui una sensazione particolare al punto da farmi notare come la mia lingua sia diversa.... da cosa? Dalle altre lingue? Non ci sono altre lingue in quel momento, ma solo io e lui e allora come fosse un ghiacciolo da succhiare un po' alla volta appena sfiorandolo lo faccio mio. Schiudo le labbra e la mia bocca calda, la mia lingua invitante lo accolgono per poi tornare a leccarlo. Giunto al culmine lo prendo in gola con decisione mentre allungo la mia mano che lui afferra e stringe nel pieno godimento, riversando il suo seme dentro di me.
Raccolgo le ultime gocce del piacere mentre osservo quell'aria rilassata. Lui mi guarda, mi ringrazia e mi accoglie fra le sue braccia coprendomi di baci per tutta la notte.

Ogni volta che ricordo quella notte, lo immagino qui con me, davanti a me, in ginocchio, pronto a ricambiare e scambiare quelle belle sensazioni.