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Tra sogno e realtà
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Titolo: Tra sogno e realtà
Autore: Dedalus
Contatto:
Racconto n° 1128
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Sono disteso su quello che sembra un letto. Attorno a me tutto è bianco, sfumato, indefinito. Sono completamente nudo. Forse dovrei preoccuparmi per questa strana situazione, ma mi sento sicuro, come fossi a casa.
Si avvicina qualcuno, è una ragazza, anche lei nuda. Appena la vedo il mio pene inizia a pulsare e si erige in tutta la sua lunghezza tra le mie gambe. Non riesco ad identificare il suo volto. E’ bionda. Si siede accanto a me, dandomi le spalle, e comincia a giocare col mio membro. Lo sfiora, lo massaggia, alza e abbassa il prepuzio, prende in mano l’asta e la muove in più direzioni. Poi si alza, divarica le gambe sopra il mio viso, offrendomi il suo fiore, appoggia i seni sul mio bacino e inizia a leccarmi. Io appoggio le mani sulle sue cosce morbide e comincio ad assaggiarla. Ha un sapore buono, familiare. La mia lingua penetra, sfiora le sue pareti, cerca il clitoride. Lei intanto mi fa impazzire, le sue labbra umide scorrono sulla mia asta e la sua lingua si muove vorticosa attorno al mio glande. Sto per venire, ma lei si ferma, alza la testa e grida la sua estasi. Io invece sono lì fermo, a un passo dal piacere. Lei si alza. Vorrei fermarla e prenderla, ma non riesco a muovermi. Sembra tutto così reale e allo stesso tempo così strano.
Lei è tornata. Si sdraia tra le mie gambe, lo tocca, lo prende in mano e lo posiziona nell’incavo tra i suoi seni, una terza abbondante. Comincia ad agitarli lentamente appoggiando le sue mani all’esterno. Un piacere immenso mi pervade e lei aumenta leggermente il ritmo. Le vengo in faccia e parte del mio seme bagna i suoi seni. Si alza in ginocchio davanti a me. Con le mani avvicina il seno al viso e lo lecca. Non riesco a capire chi è, ma ha qualcosa di familiare.
E’ ancora tutto bianco intorno a me. Sento qualcuno gemere. Mi giro. È sempre lei, seduta, a gambe aperte, si masturba. Il mio pene torna in posizione eretta, lei si alza, si fa penetrare e inizia a cavalcarmi. Di colpo tutto è nitido, sono in camera mia con te Alice. Eri tu anche prima?
Non risponde, si china su di me e mi bacia. Appoggio le mani sui suoi fianchi e la accompagno nel movimento, stringo i suoi glutei. Le mie mani salgono ad accarezzare i seni tondi e caldi. Godiamo entrambi come fosse la prima volta. Lei sente che sto arrivando e contrae la vagina per aumentare il mio piacere. Io la sto riempiendo, lei mi sente, mi vuole, lo vedo dai suoi occhi. Raggiungiamo insieme l’orgasmo, rimaniamo lì abbracciati, poi il buio.
È l’alba, il sole filtra tra le tapparelle. Sono nudo, disteso sul mio letto. Alice, nuda, è distesa su un fianco. Osservo la sua schiena color latte e le sue spalle, che si muovono dolcemente mentre respira. Chissà se era stato un sogno. Lei non aveva mai voluto far sesso orale.
La sveglio con un bacio e la ringrazio per quello che ha fatto questa notte. Le sfugge un sorriso, che si trasforma subito in uno sguardo interrogativo. La bacio ancora.
Ti amo Alice!