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Incontrarsi ed amarsi
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Titolo:
Incontrarsi ed amarsi |
Autore:
Cenerentola |
Contatto:
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Racconto
n° 115 |
Altri
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Decisi d'incontrarlo dopo solo poche settimane. Pensavo mentre salivo in macchina per raggiungerlo che dopotutto non c'era niente di male. Mi sentivo libera e felice di decidere della mia vita, anche se libera in fin dei conti non ero. Ancora una curva ed ecco, era lì che mi aspettava, ora che ci penso era anche un po' emozionato, io mi sentivo sicura in tutto, anche del mio modo di fare, di atteggiarmi, di presentarmi. Sì ero pronta a questa avventura. Scesi dalla macchina e mi avvicinai a lui, ci baciammo subito sulla guancia, lui subito mi strinse la mano con calore, con passione stringendomela per alcuni minuti...e mi sentii felice e vogliosa di iniziare quella storia di passione iniziata così per gioco, attraverso messaggi virtuali. Sali sulla sua auto, lui mi guardava, cercando di guidare, prendendomi più volte la mia mano. Non so ancora perchè mi sentivo così sicura, così decisa, gli indicai una strada che ci avrebbe portato in un posto tranquillo. Lui era molto dolce e non aveva superato l'imbarazzo iniziale, o forse era solo l'emozione di sapere cosa sarebbe successo di lì a poco. Arrivati non passò neanche un minuto che lui cominciò a baciarmi, mi infilò la mano sotto la gonna e mi trovò senza slip. Anch'io cominciai a toccarlo, non pensando più a niente, non mi stupii neanche di sentire sì quella voglia che mi aveva preso, voglia di sesso. Gli slacciai la cerniera dei pantaloni, infilandovi dentro la mano, accarezzando il suo pene già duro, caldo, pronto. Mi sdraiai sul sedile della sua macchina, m'infilai la mano nella maglietta e feci uscire il mio seno, affinchè lui potesse toccarmelo, leccarlo. E mi feci trovare così pronta, con le mie gambe aperte, vogliosa. Sì, sentire le sue mani sul mio corpo, il corpo di una persona che non avevo mai visto prima, sentire il suo cazzo entrare nel mio corpo, sentire tutto il suo calore, quel corpo che sbatteva sul mio facendomi tremare ... Lo fermai e incominciai a leccarlo dappertutto, arrivando lì in mezzo alle sue gambe, prendendogli il suo pene in bocca, iniziando così quel dolce gioco con la mia bocca. Quante parole uscivano dalla sua bocca, riempivano l'aria, quella poca aria che si respirava nella macchina, parole che mi facevano capire tutta la sua voglia che aveva di me, di avermi, di prendermi. Lui iniziò a godere... Ecco era ciò che volevo vedere il suo viso stravolto, i suoi occhi persi nei miei.
... e toccarmi per fargli vedere come sono, fargli sentire la mia voglia, cosa potevo fare davanti a lui, e allargando le mie gambe, mostrandomi così.... la mia fica umida.... incominciai a masturbarmi guardandolo negli occhi toccandomi il seno. Incominciò ad aiutarmi, toccandomi, infilando anche le sue dita dentro di me, eccitandomi ancora di più. E di nuovo lui sopra di me eccitato più di prima, no, non era possibile. Ero io, io che avevo provocato tutto questo, godere sì in quel preciso momento, ora sì ero sua. .. I miei sospiri.. le sue parole, i miei fremiti. Mi ero persa nel mio orgasmo, apri gli occhi... voleva prendermi ancora e questa volta mi disse di girarmi. Lo presi per il collo della camicia rimasta slacciata lasciandomi intravedere il suo petto, lo mordicchiai sulle labbra, accarezzandolo tutto fino a sentire ancora il suo pene duro più di prima. Lo succhiai ancora...gustando ancora per un po' il suo sapore, il suo odore.... Poi smisi, perché era ciò che lui voleva, lo lasciai fare, mi girai, mostrandogli il mio culo pronto ad accogliere le sue voglie. I nostri corpi sudati che sbattevano uno contro l'altro e l'odore del mio sesso, forte. E nel dolore anche fisico che era anche ciò che volevo aspettai di sentirlo urlare, continuava a dirmi quello che avrebbe ancora potuto farmi, a come mi voleva, a come mi aveva amato..... e intanto sentivo sentire il suo liquido scivolarmi addosso. Si era stato tutto così veloce, così eccitante, e via ancora le sue parole, mentre i finestrini appannati della macchina ci avevano in qualche modo protetto dal resto del mondo. Restammo ancora per un po'; a coccolarci a parlare di noi, a cosa avremmo fatto poi...
.... ho un ricordo di quel giorno...in piedi, fuori dalla macchina, abbracciati, io che gli bacio la schiena.... domani, domani sì, ci rivedremo ancora.
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