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L'attacco
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Titolo:
L'attacco |
Autore:
Giuseppe Acciaro |
Contatto:
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Racconto
n° 1151 |
Altri
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Il ritmico e musicale fragore del mare era la giusta colonna sonora che accompagnava il mio approccio con la prosa nervosa ma al contempo coinvolgente di Louis Aragon. Tu passasti in quel momento, come se avessi intuito che in quel preciso istante io avrei alzato la testa per cercarti con lo sguardo. Non ci eravamo mai parlati, rinviando sempre l'inevitabile scontro decisivo, limitandoci a occhiate intense e divoranti, mai volgari. Portavi un due pezzi blu dall'impatto killer, però continuavo a concentrare la mia attenzione sul tuo viso e sui yuoi bellissimi occhi scuri che brillavano magnetici. Stendesti sulla sabbia il telo da mare ma restasti in piedi, ferma, attendendendo ancora un mio invito. Io feci un minimo cenno con la testa, tu arrossisti e partisti nella mia direzione. I tuoi passi diventarono più spediti, accennasti addirittura ad una corsa, mentre io sembravo impietrito anche se pativo una seie impressionante di extrasistole al cuore. Giunta a pochi centimetri da me, socchiudesti le labbra e partisti all'attacco. Era l'azione di una timida che si stava liberando di incertezze e titubanze. La tua bocca si incollò alla mia e i nostri corpi si allungarono aderenti sulla sabbia. "Ora il tempo non conta" mi sussurrasti, mentre le nostre labbra si univano e si mordevano delicatamente. Il tuo profumo all'essenza dei fiori si mescolava con l'odore della salsedine. Pronunciammo parole spezzettate e incomplete e andammo avanti ore ed ore, fino all'imbrunire. Avevo sete e tu mi rispondesti che era sufficiente che bevessi le tue labbra. Infine gridasti "Sei mio, per sempre!" Sono trascorsi diversi anni e ora sei qui, vicino a me, distesi su un letto, bocca a bocca.
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