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Carissima Raf
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Titolo:
Carissima Raf |
Autore:
Storm |
Contatto:
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Racconto
n° 116 |
Altri
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Domenica 29 Aprile.
Oggi ho focalizzato meglio i nuovi compagni due donne locali (sorelle 22 e 38 anni), un capitano armadio (grande e grosso) un ragazzo di Rimini di 30 anni con grandi occhi azzurri. Loro fanno immersioni io mi crogiolo al sole sulla barca. Il pomeriggio mi faccio lasciare per un'ora su una spiaggia bianca assolata ma se volevo avevo l'aria condizionata (l'ombra fatta dalle piante della foresta pluviale). All'aria condizionata ho freddo per cui mi stendo al sole. Ogni tanto faccio un bagno e poi mi ristendo. Il sole mi scalda tutta come un corpo di un uomo senza peso. Sento voglia di mostrarmi al nulla. Mi tolgo il costume e resto nuda. La sensazione del calore all'inguine e ai seni mi eccita. Sono sola. Mi masturbo. Ho voglia di essere posseduta. Non accade nulla. Mi alzo per fare un bagno nuda, anche l'acqua sulla pelle tra le cosce mi piace. E' un'acqua cristallina calda (29°), riesco a vedermi tutti i peli del pube come attraverso un vetro. Mi piace mi tocco di nuovo, mi strizzo un seno con la mano sinistra, mi infilo l'altro nella vagina. Perché quest'aria mi eccita tanto. Passo la mano dal seno all'ano dove infilo il medio. Toccandomi avanti e dietro vengo ancora. Mi sveglio dalla concentrazione e vedo in lontananza la barca avvicinarsi. Esco dall'acqua e di corsa vado ad infilarmi il costume. Sembra che non mi abbiano visto. La sera a tavola l'atmosfera diventa di nuovo goliardica. Si scherza tutti. La giovane indigena attira tutte le nostre attenzioni. Sento che ai maschi piace. Ricrea una rivalità nella mia testa. Raf sto diventando pazza. Ho voglia di uomini non di uno. Scaccio i pensieri. Tutti gli altri fanno allusioni sull'indigena meno che Lui. Ma mi sento gelosa. Alle 11 circa andiamo a letto. Lui è stanco si addormenta. E' la seconda sera che non scopiamo ed io sono ancora molto eccitata dal ricordo della spiaggia. Mi masturbo di nuovo sperando che lui se ne accorga. Ma vattene dorme. Mi sento triste.
Lunedì 30 aprile La mattina comincia con la colazione. Decidono che fatta l'immersione saremmo andati a terra tutti insieme a visitare l'isola. Io mi stendo sul tetto della nave a prendere il sole. Ci sono solo le due sorelle indigene la maggiore in cucina e a preparare le stanze la più giovane l'aiuta ed ogni tanto viene a chiedermi se ho bisogno di qualcosa. Voglio stare in pace. Mi spoglio nuda. Mi passo l'olio di cocco su tutto il corpo. Sono tutta scivolosa e brillante, come lei la sera. Non so cosa mette sulla pelle ma sono convinta di averla vista brillare. Sono coraggiosa. Quando la vedo tornare faccio finta di passarmi ancora olio e mi tocco all'interno delle cosce e sul seno. Faccio segno, perché non so come parlargli non conoscendo neppure l'inglese, di passarmi l'olio sulle spalle. Si avvicina subito. Ha una manina piccola e delicata. Mi passa l'olio sulle spalle poi piano piano scende fino alle natiche. Mi accarezza l'incavo delle natiche sento questa mano piccola che mi tocca, mi solletica vorrei fosse un membro. Continua così per 30 minuti senza stancarsi mai. Qui so che fanno dei massaggi meravigliosi, spero che questo sia uno di quelli. Mi lascio andare ai sogni più sfrenati che non ti racconto perché sono solo sogni. Tornano dopo 2 ore. Mi chiamano mi fanno salire sul gommone e ci avviamo verso l'isola. Sbarchiamo e cominciamo a camminare inoltrandoci nella foresta. Non c'è alcun pericolo a queste latitudini ed in mezzo al mare sulle isole non ci sono animali pericolosi o velenosi quelli sono tutti in mare. Io piccolina cammino in mezzo a questi sei uomini ma sento che mi accolgono con simpatia. Comincia a piovere, accidenti, torniamo in barca. Si chiacchiera, troppa pioggia perché esca il sole. Si mangia ed esce il sole. Decidono di uscire per una nuova immersione alle 14,30. Le due indigene li aiutano a partire lanciandogli le cime al momento del distacco. Poi per loro è riposo fino al ritorno degli uomini. La più grande va nella sua cabina la più piccola resta sul ponte. Io prendo l'olio e vado a sdraiarmi sul tetto per ungermi e prendere il sole. Questa volta non ho dovuto dire nulla. La piccola si è presentata subito facendomi segno di volermi passare l'olio sul corpo. Io accondiscendo. Mi tolgo il costume e mi stendo sulla schiena. Sono nuda senza pudore davanti a lei. Si versa un po' di olio sulla mano e comincia ad accarezzarmi il viso con la mano unta. Un massaggio particolare. Mi accarezza le palpebre, lentamente il naso, le guance. Mi passa la mano sulle labbra poi attraversa con l'indice tutta la fessura della mia bocca. Poi versa altro olio e comincia ad accarezzarmi il petto, le mammelle, gira lentamente con il dito intorno ai miei capezzoli li stringe lentamente con una dolcezza infinita. Io comincio ad ansimare. Stacca di nuovo la mano. Prende altro olio. Ed ora lo stomaco e la pancia. Arriva fino sopra ai peli del pube ma non oltrepassa. Mi solletica l'ombellico Questa donna è stupenda nessuno saprebbe fare un massaggio così. Altro olio, altra zona, ma salta quella che mi aspettavo e mi accarezza le cosce chiuse, le forza ed io apro le gambe ma non mi tocca dove io volevo continua a darmi un senso di piacere accarezzandomi all'interno. Mi sentivo bagnata. Mi dice o mi fa segno, non lo so, di girarmi. Ci resto male, credevo che andasse un po' più a fondo. Mi giro sul ventre e ricomincia a passarmi l'olio con la stessa grazia e capacità del mattino. Non ne potevo più ero nelle sue mani. Il dito si intrufolava teneramente nel culetto per accarezzarmi con l'olio la parte muscolare elastica. Volevo che entrasse tutto ma non era così. Stavo bene e male nello stesso tempo. Volevo fare l'amore, ma niente, continuava d accarezzarmi. Ero allo spasimo. Mi fa girare di nuovo sulla schiena riprende a massaggiarmi il ventre poi finalmente supera i peli del pube, mi accarezza l'interno delle cosce all'attaccatura cosce ventre, mi passa un dito sulle labbra dell'entrata segreta. Credo che senta che sono bagnata. Mi guarda con grandi occhi neri e profondi. Vedo in lei l'amore. Prende tra il pollice e l'indice il mio clitoride lo strizza teneramente io non posso fare altro che accondiscendere. Mi inarco spingo la fica contro la sua mano. Improvvisamente entrano tre dita dentro di me ed il pollice accarezza il clitoride. Non resisto più, mi lascio andare ad urlo dal piacere. Sto venendogli in mano, sono alla sua mercé mi guarda e continua fino a quando capisce che non avrebbe più tirato fuori altro piacere da me. Sono spossata e felice. Sentiamo la sirena del gommone. E' passato tanto tempo. Lei svelta si alza per andare a raccogliere la cima che i sub avrebbero tirato sulla nave per rientrare. Amo questo paese e le sue donne. La sera anche io sono spossata. Lui non mi cerca io non lo cerco ci addormentiamo profondamente cullati dal mare.
Martedì 1 Maggio Stiamo movendo. Oggi andremo in un'altra isola. E' piovuto tutta la notte con lampi e fulmini, almeno così hanno detto io ho solo dormito crogiolandomi nei miei sogni. Abbiamo approdato in un'altra isola più grande della prima. Anche qui di fronte alla barca c'è una bellissima spiaggia bianca. I nostri eroi partono come sempre alle 9. Tornano alle 11 fanno le docce sulla plancia e poi vanno nelle loro cabine ad asciugarsi. Lasciano tutte le porte aperte ed io passando lungo il ponte li vedo tutti uno alla volta nudi intenti a riempirsi di creme come noi donne. Uno specialmente è anche tutto depilato. I loro sessi pendono tranquilli. Loro sanno che li ho visti ma non fanno nulla per nascondersi. Ho notato che anche l'indigena passa più volte come se niente fosse. Sono rimasta sconcertata, va bene che è un viaggio tra uomini ma ci sono anche 3 donne ed una è stata un aggiunta, dovrebbero stare più attenti alla loro intimità. Ma come se nulla fosse avvenuto salgono poi sul ponte a prendere il sole ed io con loro. Alle due si preparano e partono per una nuova immersione. Io resto sola e torno sul ponte a prendere il sole. Dopo 5 minuti ecco Lei, stamattina non si era presentata. Questa volta in tanga. Si avvicina e mi prende l'olio ma questa volta lo spalma svelta e abbondante su tutto il mio corpo , dopo che mi toglie il bikini, poi passa l'olio anche su di lei e comincia il massaggio. Questo è totalmente diverso dall'altro ed è anche difficile da descrivere. Prima comincia con le mani a massaggiarmi come solo Lei sa fare poi si stende sopra di me e mi comincia a massaggiare con il corpo. I suoi seni nudi e duri si appiccicano ai miei e lentamente comincia un movimento leggero di rotazione strofinando i suoi seni sui miei. Ma che coraggio ha questa io potrei anche ribellarmi, ma non lo faccio. Poi scende a strofina le sue guance sul mio petto mentre i seni si appoggiano al mio ventre. E poi sempre più in basso. I suoi seni questa volta toccavano il mio monte di Venere, e poi le cosce e ricominciava: seni, ventre, sesso, cosce e così per non so quanto tempo. A me piaceva questo corpo sodo e falsamente magro sul mio. Strofina le labbra del suo sesso prima su una cosca e poi sull'altra. Vedo che chiude gli occhi ansima si rilascia ma va avanti (credo abbia goduto). Quindi mi gira e ricomincia con le mani e poi con il corpo e questa volta la sento tutta sopra di me e si struscia, si struscia non sulle cosce ma sulle mie natiche sode e muscolose e a me piace. Ad un certo punto vorrei fosse un uomo e sentire anche un altro arnese strusciarsi sulle mie natiche. Penso ad un seno che accarezza la mia schiena ed un sesso che accarezza le mie natiche non solo un ciuffo di peli senza nulla di duro in mezzo. E' una sensazione travolgente. Anche in questa posizione non riesco a tenere il conteggio del tempo che passa. Io entro in agitazione dalla grande eccitazione. Mi gira di nuovo, sono sulla schiena. Si stende su di me e mentre si incolla al mio corpo con il suo mi lecca l'incavo del collo, sotto e dietro l'orecchio. Sto scoppiando. Perché non mi tocca il sesso e finiamo. Niente. Lavora a destra e a sinistra sul mio collo dietro le orecchie. Sento brividi di piacere, l'abbraccio, voglio fare qualcosa anche io. Non voglio stare ferma. Ma nulla da fare è lei che conduce la danza. Ad un certo punto il suo viso comincia a scendere. Scende, scende, fino al ventre. Dovevo farla smettere invece allargo le gambe come a darle un segnale. Lei capisce. Mette la sua bocca sul mio sesso, prende il clitoride in bocca e ciò che mi veniva fatto con le dite è ora fatto con le sue labbra. 30 secondi e urlo di piacere e lei non si ferma anzi continua, continua fino a quando sente che il mio liquido è finito. Godo per la seconda volta. Come è bello essere amata da una donna. Si alza mi sorride con occhi sognanti. Si rimette il tanga e scende. Come se sapesse esattamente il momento dell'arrivo si sente in lontananza la sirena del canotto. Lei è pronta per ricevere i ragazzi dal ritorno dell'escursione e con la sorella lanciano le cime per l'aggancio. I ragazzi fanno la doccia e poi si asciugano e come stamattina lasciano le porte aperte. Scostumati. Ma io per dispetto comincio a camminare su e giù per il fianco della nave ficcando lo sguardo all'interno delle cabine e diritto al loro sesso. Anche il mio teneva la porta aperta ma questo lo conoscevo bene. Mangiamo e nell'allegria della serata ad uno viene l'idea di andare a terra, finita la cena, a fare un bagno sotto le stelle. Alle nove siamo nel gommone l'indigena è con noi. Arriviamo a terra su questa sabbia bianca e fina. Ci stendiamo per guardare le stelle e rilassarci. Giada (così si chiama l'indigena) è lì per versarci da bere. Il capitano ha messo nel canotto bevande e liquori. Io ed il mio Lui siamo stesi insieme qualche metro distante dagli altri. E' buio ma le stelle e la luna danno un chiarore stupendo alla spiaggia, alla foresta, al mare, alla spiaggia ed ai nostri corpi oramai un po' abbronzati. Anzi il mio è proprio scuro quasi come quello di Giada. Sento una mano posarsi su di me mi giro e Lui mi guarda con aria sognante. Guarda quante stelle mi dice, è una serata da sogno avresti mai immaginato tale bellezza? No sono estasiata e felice. Si china sulla mia fronte e mi bacia delicatamente il neo, poi il naso ed infine sulla bocca. Non capisco ci sono altre persone con noi. Ma come se avessero capito si alzano tutti e corrono in acqua. Vedo Giada scendere in acqua con loro. Adesso capisco. Rispondo al bacio con voluttà e voglia. Sento le mani sui seni e questa volta la mia abitudine ad essere ritrosa va a farsi sfottere. Non allontano la mano anzi lo aiuto a togliermi il top del bikini poi da sola alzo le gambe e mi sfilo lo slip. Sono nuda sulla spiaggia con un uomo che mi da un sesso che ho sempre voluto (nel mio profondo) ma non l'ho mai trovato. Non dura tanto non ci sono preamboli mi scopa davanti, dietro, dove viene spossato. Lui viene una volta ma io due. Sono sempre egoista ed insaziabile, ma vorrei perdermi nel sesso. Sentito il liquido dentro di me e finiti i suoi spasimi mi alzo velocemente e così nuda, illuminata dalla Luna senza falsi pudori e sicura che tutti quelli, non occupati con Giada e forse anche lei,mi guardano anzi voglio che mi guardino. Sento il liquido uscirmi dal culetto, entro di corsa in acqua. E' stato come un richiamo tutti mi sono intorno e vedo che sono nudi mi guardano, mi scrutano ma non mi toccano. Ridiamo felici del momento che stiamo vivendo, non si pensa al sesso ma solo alla libertà delle nostre teste lontano dal mondo opprimente delle regole. Siamo un gruppo di età media 52 anni ma sembriamo un branco di ragazzini. Stanchi torniamo alla barca e di corsa a letto.
2 maggio Soliti orari. Tempo brutto. Piove Resto tutto il giorno al coperto. Loro escono in mare, tanto acqua sopra e sotto non è un problema. La sera faccio l'amore in cabina con il mio Lui. Difficile muoversi, rumori a non finire. Finiamo con il fare l'amore in piedi. Scomode queste cabine, non sono quelle dei transatlantici.
3 Maggio Muoviamo per la terza Isola. In totale le isole sono nove ma con l'attracco fatto i sub sono in condizione di fare escursioni su tutte le altre. Stupenda isola con grandi gruppi di granito. Spiaggia bianca ai piedi di massi granitici che sembrano reggersi per un miracolo della natura. La giornata si svolge come di consueto. Mattinata con sole stupendo, pomeriggio acqua. Alle cinque torna il bel tempo. Continuo a passare davanti alle loro cabine, li trovo nudi ma non se ne parla di chiudere le porte. Pensano che avendo io accettato di andare sola con quattro uomini siamo diventati commilitoni. La sera si va a riva per il bagno notturno. Ciò che è successo ieri è piaciuto. Il cielo è blu puntato di stelle. A tratti nembi neri che però non coprono la luna. Il mare e la spiaggia sono illuminati. Siamo tutti stesi a guardare la meraviglia del cielo. Come è diverso dalla città, stelle a migliaia contro le tre o quattro che si vedono nei grandi centri illuminati. Giada si avvicina con in mano il mio olio. Mi fà segno di volermelo passare sul corpo. Faccio capire che non c'è il sole. Ma lei non cerca il sole vuole fare il massaggio. Lui è accanto a me lo guardo cercando aiuto. Lasciatelo fare se ti piace. Comincia ad oliarmi sulla parte scoperta del petto, poi inserisce le mani sotto il reggipetto e mi accarezza le mammelle. Ho un sobbalzo voglio togliere quelle manine ed il benessere che mi danno, ma ripenso a ieri sera, oramai siamo un gruppo che mi sembra non si scandalizzi di nulla. Siamo affiatati. La lascio fare. Mi massaggia facendo piccoli cerchi con le mie mammelle che riempivano le sue piccole mani. I capezzoli si inturgidiscono. Chiudo gli occhi. Li riapro spalancandoli al pensiero che tutti stavano osservando noi. Mi guardo intorno fin dove può arrivare il mio sguardo stando stesa supina. Richiudo gli occhi e mi abbandono. I seni vengono portati allo scoperto contemporaneamente sento una bocca che si incolla alla mia. Apro gli occhi pensando a Giada ma mi accorgo che è il mio Lui, subito li richiudo e mi lascio di nuovo andare. L'essere al centro dell'interesse mi eccita, essere guardata mi eccita, ma in che mondo sono capitata. Non mi accorgo che nel frattempo la parte superiore del bikini mi era stata tolta. Giada è passata al ventre, alle cosce, sopra e all'interno. Insinua la sua mano sotto lo slip per accarezzarmi tutte le parti non coperte da peluria. Togliti lo slip, mi sento dire nell'orecchio. Lui mi guarda sorridendo. Io presa dalla follia accondiscendo. Alzo le gambe, giada sfila lo slip. Sono nuda davanti a quei quattro uomini che da 6 giorni stanno senza donna, ma non sono preoccupata. Il massaggio continua ma non mi gira per ungermi la schiena. Si denuda lei, e si stende sul mio corpo cominciando un massaggio che nel giro di pochi minuti mi porta a desiderare che prenda il mio clitoride e lo stringa. Mi accorgo di essere esibizionista. No non è vero è solo la situazione e l'armonia che esiste fra noi. Io mi sento tutta bagnata ma Giada non fa l'atto finale. Anzi improvvisamente si alza e corre verso il mare. Io mi sento afferrare da mani forti che mi alzano da terra ed in 4 mi portano verso il mare. Mi appoggiano reggendomi sul pelo dell'acqua. Cerco di divincolarmi al contatto dell'acqua ma poi sento che è calda e mi lascio andare. Ma che vogliono. Mi stendono su un materassino comparso improvvisamente dal nulla. Mi tengono con dolcezza braccia e gambe divaricate. Sono aperta ai loro sguardi. Sento una bocca che si attacca al mio sesse e prende il clitoride in bocca. Riconosco la bocca di Giada. Una Bocca si incolla sulla mia. Lui mi sta baciando ma a che gioco gioca, cosa vuole da me. Come se tutto quello che stava accadendo fosse a noi due estraneo mi riempie la bocca con la lingua. Mi lascio andare al bacio ma improvvisamente un piacere lancinante scoppia nel mio sesso e grido, grido davanti a tutti il mio godimento e la mia felicità. Giada stacca la bocca e io mi riposo, ma non mi lasciano. Mi immergono nell'acqua per darmi un po' di sollievo. Io ero totalmente rilassata e nelle loro mani. Mi riportano il bacino in superficie sul materassino. Due mani cercano di portare il bacino leggermente inclinato di fianco. Capisco il perché quando una lingua comincia ad accarezzarmi il buco segreto. Sento una lingua forte sfregarmi fermarsi e cercare di penetrare con la punta nello scrigno elastico. Poi esce ricomincia a lisciarmi rientra. Un'altra bocca si attacca al mio sesso e mi lecca e succhia il clitoride. Una terza si incolla di nuovo alla mia bocca, riconosco il sapore: è Lui. Non ne posso più è troppo ma accidenti loro non smettono ed io non mi ritiro, anzi. Improvvisamente mille stelle scoppiano nel mio cervello, sono tutta un godimento, mi rendo conto di spingere con movimenti violenti il bacino avanti ed indietro per accogliere quelle due piccole lingua nella speranza che si trasformassero in due membri per sentirli fino in fondo alle mie viscere. Ma questo non finisce ancora, questa volta una quarta bocca prende a succhiarmi i capezzoli prima l'uno poi l'altro. Sento distintamente quattro bocche, una mi bacia, sempre la solita, le altre si sono appropriate del mio sfintere, del mio clitoride e dei miei capezzoli. Sono agli spasimi non ne posso più sono stanca ma voglio continuare. Al terzo scoppio di piacere sento che mi appoggiano nell'acqua. Hanno finito. Io ho la vista appannata non vedo davanti a me se non stelle, ma non quelle del cielo, le altre del mio piacere. Torno barcollante sulla spiaggia e mi stendo sull'asciugamano spossata. Mi assopisco. Non saranno passati 15 minuti che dei rantoli mi svegliano. Giro la tesa e intravedo nel sonno Giada che sta facendo il massaggio corporeo. Ciò che fa a me lo sta facendo agli uomini che le sono intorno. Cerco di vedere meglio, sono tre. I miei interrogativi vengono sciolti da un braccio che mi cinge la vita mi gira sul fianco faccia verso il gruppo e mi attira a se. Sento la mascolinità e la voglia. Sto li a guardare sempre accerchiata, quando mi lascia per un momento. Sento la sua lingua sul mio muscolo più elastico. Mi lecca e mi inumidisce con tanta saliva. Capisco. Continuo a guardare lo spettacolo. I ragazzi non possedevano Giada era lei che li possedeva. Non la penetravano era lei che strusciava proprio come con me. Sento una cosa dura che sforza l'entrata del mio canale più stretto. Lo aiuto aggiustandomi meglio. Lo sento scivolare tutto dentro di me, lentamente ma inesorabile. Ne sono piena. Non si muove. Comincio io a fare piccoli movimenti ma mi danno un po' di dolore quindi li riduco in ampiezza ed intensità. Avrei voluto l'olio per lubrificarmi e rendere tutto più facile senza alcun sentore di dolore. Ma anche un po' di dolore mi piaceva faceva parte della trasgressione, anzi ad un certo punto sento di volerlo. Tanto la scena degli altri si è fermata. Tutti e tre sono stesi a terra e per la prima volta vedo e loro membri dritti che aspettano qualcuno che dia loro sollievo. Giada comincia da quello a lei più vicino. Si poggia con le natiche sul ventre dell'uomo in modo che il fallo resti tre le labbra del suo bacino ed il ventre di lui. Le servono solo due lenti movimenti di queste labbra che accerchiano il membro senza che questo penetri in lei, per far uscire tutto ciò che aspettava da 2 ore di liberarsi. Vedo le contrazioni dell'uomo ed immagino tutto quello sperma che esce spargendosi tra le labbra vaginali di lei ed il ventre di lui. Credo che si sia alzata quando ha sentito che non c'erano più spasimi. Passa al secondo e fa lo stesso lavoro. E' una scena terrificante. Quasi mi sveglio da ciò che sembra un sogno e faccio caso di nuovo alla carne che ho infilata dentro di me. Mi muovo avanti ed indietro. Giada passa al terzo, si siede: stesso trattamento. Sento lui che si muove più veloce. Dolore. Piacere. Dolore. Piacere. Giada fa godere il terzo, il quarto (Lui) sento esploderlo dentro il mio retto. Un getto caldo che sento scendere lungo la parete intestinale. Capisco di non essere più vergine.
4 Maggio Oggi, durante le loro immersioni, sono stata al sole da sola a pensare. Cosa succederà stasera. Torneremo alla spiaggia. So che domani mattina si partirà presto. La mia testa andava alle diverse situazioni che si sarebbero potute verificare. Ma tanto è già accaduto. Fino a quanto posso spingermi. Una delle mie fantasticheria è sempre stata quella di essere posseduta da più uomini, ma mai è stato chiaro come. Ma dovevo in qualche modo dare io il la alla cosa. Ho capito che loro, di spontanea volontà non si sarebbero mai azzardati a prendermi. Pensando a tutto questo mi eccito ma nessuno è con me, potevo quindi stringere il clitoride tra le mie gambe, come quando si sale una pertica, e dare sfogo al mio piacere quando volevo o i pensieri andavano oltre la possibile realtà. Passò così tutta la giornata. Sono appena tornati dall'immersione che oggi hanno finito alle cinque. Mangiamo prima del solito. Sono le sette e mezzo e siamo pronti per andare sulla spiaggia a fare l'ultimo bagno nudi. Era la prima volta che si decideva in barca come avremmo fatto il bagno. Questo rende più facile l'azione che mi sono proposta di fare. Scende con noi anche Giada. Appena in spiaggia ci si spoglia del costume tutti, senza alcuna perdita di tempo e si entra in acqua. Nessuno si tocca. Si chiacchiera, ci si diverte, si fanno battute spiritose. Ho vicino solo il mio lui. Mi bacia sul collo, mi stringe a se, sento che la mia vicinanza lo eccita quasi immediatamente. Si allontana ma non tanto in fretta da non permettermi di sentire che facevo un grande effetto erotico su di lui. Mi avvicino io, mi stringo a lui, sento il suo sesso. Non mi interessa oramai più niente degli altri occhi scrutatori della mia volontà. Lo bacio sulla bocca scendendo lentamente sul collo, sul petto. L'acqua era bassa in quel punto, stavamo in ginocchio. Lui si alza e mostra la sua eccitazione a tutti e davanti al mio viso. Per un momento non so cosa fare poi decido. Prendo tutta quella carne in bocca. Gli sguardi degli altri si fanno più attenti, i loro petti si alzano ansimanti dalla scena impossibile. Io comincio un lento va e vieni. Accidenti, non posso farlo mi dico, nessuno mi ha eccitato stasera. Ma oramai era fatta non volevo lasciare la cosa a metà. Nel frattempo si è avvicinata Giada. Per darmi coraggio o per altro? Poi capisco, anche lei vuole partecipare. Faccio uscire il membro dalla mia bocca e lo porgo a lei. Lei però non lo ingoia ma incolla le sue labbra da una parte per succhiarlo nella sua lunghezza ed invita me a fare altrettanto dall'altra parte. La verga era leccata, succhiata strofinata da due bocche. Non abbiamo proprio tempo di fare tanti movimenti. La scena, l'acqua, l'erotismo aveva contaminato tutti. Lui è venuto ed io e Giada ci siamo unite in un bacio inumidito dal suo sperma. A quel punto guardo gli altri, capisco che sono al massimo dell'eccitamento, ma non si avvicinarono neppure si masturbarono. Sono io che debbo avvicinarmi a loro. Guardo Giada, ci capiamo come non so. Lei si avvicina ed uno alla volta li svuota con un massaggio manuale. Li vedo spossati e sono appena 30 minuti che siamo a terra. Si allungano tutti in acqua in cerca di riposo e di ricarica. Io sono ancora freschissima. Sto dieci minuti con loro: in silenzio. Penso perché non ho seguito Giada. Tante volte ho sognato di essere posseduta da più uomini. Non ho avuto coraggio? Non volevo sporcare la mia bocca con sperma sconosciuto a me risulta difficile anche ingoiare quello di Lui. No, è solo che avevo pensato ad un'altra cosa. Mi riprendo dai pensieri e torno alla realtà. Voglio che siano loro a decidere cosa fare anche perché non ho capito bene cosa Lui farebbe vedendomi a essere presa da tanti uomini nello stesso momento. Mi alzo nell'acqua e in tutta la mia nudità vado verso il gommone, prendo la maschera per dormire che mi avevano fornito in aereo e che io mi ero portata dietro senza che altri lo notassero. Vado verso la riva esco dall'acqua corro verso un punto della spiaggia a ridosso delle foglie delle mandragole, mi stendo in modo da vedere le stelle mi infilo la maschera, allargo leggermente le gambe ed aspetto. Voglio che sia tutta una sorpresa e che loro decidano cosa fare di me. Lascio dietro di me tutte le ipocrisie le paure che il mondo conformista ha nei confronti del sesso. Non ho paura di essere giudicata. Mi sento libera di esprimere tutta me stessa nella volontà di sesso. L'eccitazione e la preoccupazione che il mio atto non fosse capito mi chiudono lo stomaco ma fanno fremere il fondo del mio ventre. Aspetto. Non so dove sono, se si stanno movendo, se ridono di me. Sono al buio, aperta e disponibile. Una bocca si incolla alla mia, non l'avevo sentito arrivare. Riconosco il sapore. Fino adesso solo lui mi aveva baciato sulla bocca. Sento una lingua in mezzo alle mie gambe avvicinarsi alla ricerca del mio sesso. Riconosco la lingua di Giada. Gli altri dove sono? Ma hanno deciso che al momento solo due lingue mi scrutano l'interno dove maggiore è il mio umidore. Spingo la lingua nella bocca che mi sta baciando e il ventre verso la bocca che io immagino essere quella di Giada. Dio mio quanto è bello, essere poi all'oscuro di tutto è ancora più entusiasmante. Sapevo che nessuno mi avrebbe fatto del male, li sentivo tutti protettivi. Questo pensiero mi spinge ad abbandonarmi ancora di più Mi contorco nel piacere della situazione. La bocca fra le cosce passa dal succhiarmi l'interno delle stesse al mio sesso. Lui mi chiede cosa desidero mi facciano. Non lo so sono tutta vostra, voglio solo che tutto sia poesia. Un attimo di stasi, la bocca sul mio sesso continua a leccarmi ma sento la figura muoversi impercettibilmente e due gambe lisce accomodarsi in modo che la mia testa resti tra di esse. Sento due seni poggiarsi sul mio ventre ed un sesso femminile poggiarsi sulla mia bocca. Prendo a leccarlo. Assaporo le labbra del ventre di una donna il suo clitoride. Giada ha un buon sapore. Improvvisamente una verga si inserisce tra le mie labbra ed il sesso che stavo accarezzando. Capisco che le labbra della vagina di giada poggiano sul sesso intromesso e lo accarezzano, io poggio le mie e accarezzo da sotto la verga in tutta la sua lunghezza. Un getto caldo cade tra il mio mento ed il collo. Sento le pulsazioni che fanno scaricare il condotto del suo contenuto. A quel contatto caldo, ed al contemporaneo acuto piacere che sento provenire dal mio clitoride lavorato dalla bocca di Giada mi fanno venire una prima volta. La verga si ritrae e una bocca si incolla di nuovo alla mia. E' sempre Lui lo sento sempre vicino a me come a darmi supporto e coraggio. La bocca di Giada non si stacca dalla mia vulva. Sento improvvisamente un corpo lungo entrarmi nell'utero. La lingua di Giada si piazza ferma sul clitoride. Il membro entra ed esce da me accarezzato dalle mie labbra vaginali, dalle pareti della mia principale entrata, dalla lingua di Giada. Quest'uomo sento è molto felice. Ma non mi viene dentro. Sento ritrarsi improvvisamente e poggiarsi sul mio ventre tenuto fermo immagino dalle labbra di Giada. Sento un liquido caldo sulla mia pancia. Lui continua a baciarmi. Un altro membro entra dentro di me. Ora ti prenderò anch'io, mi dice lui, tu continua a leccare Giada. Mi lascia. Attacco la mia bocca alla vulva di Giada, che si sposta prendendomi in contropiede e mette sulla mia bocca il suo ano. Lecco anche quello. Tutto questo mi piace da morire. Giada è tutta bagnata quando si toglie dalla posizione. Ho sopra di me un corpo sconosciuto che certamente non è quello del mio Lui. Sento abbracciarmi dall'uomo che mi sta penetrando, mi stringe a se e mi gira rotolandosi sopra di lui. Quando la posizione è raggiunta mi stringe ancora. Ho la fica occupata ma l'altro buco disponibile. Sento una lingua, che riconosco in quella di Giada leccarmi l'entrata del culetto, la bagna. So ciò che mi sta per accadere. Sento una manina che mi allarga con il pollice e l'indice le natiche l'altra mano forse sta dirigendo qualcosa dentro l'entrata centrale del mio corpo alla quale sento appoggiarsi qualcosa di duro. Mi penetra lentamente come già so sa fare solo Lui. Quando è entrato tutto in me un ventre si frappone tra il mio viso e quello di colui che mi sta scopando la fica. E' il ventre di una donna Giada che mi offre il suo fiore. Comincio a leccare di nuovo un sesso che conosco. Sento muoversi il membro nel mio culetto lentamente. Non riesco più a ragionare su ciò che sto facendo. Comincio a muovere io il ventre in modo tale che i due maschi stando fermi abbiano i loro membri accarezzati e nel frattempo continuo a leccare Giada. Poi tutti cominciamo a muoverci all'unisono. Ero impalata davanti, dietro e succhiavo un piccolo pisellino. Non so quanto dura questo turbinio di movimenti ma improvvisamente sento i movimenti sempre più veloci. Quanto mi piace essere scopata essere amata nel mio fisico. Poi sento tanto caldo dentro il mio culetto mentre chi mi scopava la fica esce e mi riscalda il ventre con il suo liquido. Le contrazioni del membro pulsante nel mio culo non si fermano eppure avevo sentito il calore seminale. Ma non si fermava di muoversi nel mio culetto. La mia elasticità era massima. Ero rilasciata al massimo. Il liquido di Giada mi bagnava la bocca sembrava una fontana. Il membro che aveva lasciato la vagina rientra in essa. Mi scopano con violenza ma senza dolore il culo e la fica. Sento uno scoppio nel mio cervello. Ho il corpo che è tutto un godimento. Non posso più leccare Giada. Abbandono la testa stanca sulla spalla del partner sotto di me. Mi abbandono. Continuano a scoparmi fino a quando un altro orgasmo inenarrabile mi fa scoppiare la testa. Grido per alcuni minuti fino a quando anche loro spossati mi stringono tra i loro corpi. Chiudo gli occhi e svengo dal piacere. Non so quanto tempo è passato ma quando ritorno in me mi ritrovo con il costume addosso con Lui accanto che mi baciava dolcemente il viso. Andiamoci a fare un bagno ristoratore mi dice. Mi levo la mascherina, lo guardo con occhi sognanti e penso a quando avrò di nuovo una simile possibilità. Ma sono felice ho colto ciò che la vita mi ha dato e sono felice. Mi alzo mi prende per mano e insieme corriamo in acqua per il bagno rigeneratore dove gli altri stavano ad aspettarci.
Le mie sensazione te le ho scritte tutte. Spero tu non mi giudichi male. Leggile subito e dammi la tua impressione. Aspetto un messaggio che mi dica se approvi il mio comportamento o meno, se leggendomi ti sei masturbata. Io nel trascrivere ho rivissuto tutte le situazioni e sono venuta più di una volta. Voglio vederti e parlare di questa mia nota in una sede appropriata in settimana, se ti va altrimenti andremo ad un cinema. Devi decidere tu. Un abbraccio la tua più cara amica.
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