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Pensieri sul treno...
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Titolo: Pensieri sul treno...
Autore: Levonova
Contatto:
Racconto n° 1227
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Pensieri sul treno.

Sono sul treno, di ritorno verso casa, e guardando il mare penso a te.
Penso al tuo corpo, al tuo modo di stringermi, di abbracciarmi mentre il tuo sguardo è intento a scrutare ogni angolo del mio corpo.
Mi sembra persino di sentire il tuo odore, così dolce e sensuale, con il profumo del sapone ancora sulla pelle.
Immagino di avere tra le mani il tuo corpo nudo, così esile e delicato ma forte e scavato nella muscolatura.
Sei supino con la testa appoggiata al cuscino ed io non posso fare a meno di sfiorare la tua pelle.
Partendo dalla nuca faccio scivolare le unghie della mia mano
lungo tutto il corpo provocandoti dei brividi che si percepiscono a fior di pelle.
Massaggio le tue spalle e poi tutta la schiena fino in fondo alle gambe… com’è liscia e morbida la tua pelle!
Mi soffermo sui tuoi piedi a lungo insistendo sull'altopiano superiore della pianta, punto di stimolazione al rilassamento.
E mentre massaggio noto come il tuo corpo si distende e come la tensione si allenta.
Mi metto allora a cavalcioni sulle tue gambe. Ti massaggio i glutei prima delicatamente e poi con maggiore forza.
Capisco dai tuoi respiri che ti piace quel movimento anche se forse temi un po' quello che può succedere.
Passo allora le dita tra le natiche e avvicinandomi al tuo posteriore comincio a baciarlo, leccarlo, succhiarlo.
Spingo la lingua sempre più a fondo in cerca della tua bocca di rosa così tesa e stretta. Succhio dolcemente quel bocciolo accarezzandolo con la mia lingua, riscaldandoti con gli umori della mia bocca che gode di quei momenti. Ecco ti vedo inarcare la schiena per protendere verso di me quello splendore di posteriore.
Osservo estasiata la tua bocca di rosa schiudersi al piacere,
mostrando il cuore carnoso che pulsa in attesa di essere premuto.
Non esito a darti quel piacere che mi stai chiedendo.
Infilo così molto delicatamente il mio dito indice attenta ad ogni tuo movimento. Ad ogni lieve spinta un sospiro soffocato esce dalla tua bocca, ti contorci fuggendo e cercando quel dito.
Nella mia mente sei così smanioso e voglioso e anche i tuoi lamenti suggeriscono l’intensità di ciò che stai vivendo.
Mi chiedi di farti mio e di godere con te e su di te.
Allunghi allora la tua mano sulla mia per premere più a fondo quel dito, muovendolo all'interno e stringendo i muscoli per meglio sentire la penetrazione.
Allenti la presa sospirando e gemendo come esausto per quella esperienza che non avevi mai vissuto ed io tiro fuori il dito. Mi metto accanto a te accarezzandoti e baciandoti mentre stai ancora godendo per le ultime contrazioni dei muscoli che si stanno rilassando.

La vista del duomo che sovrasta il mare dall’alto di un colle mi risveglia da quel sogno ad occhi aperti. Sono giunta a destinazione.


Ad un caro amico per me fonte di ispirazione di questi pensieri.
Silvia