I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
La Clessidra
Biblioteca
Titolo: La Clessidra
Autore: Veleno Dolce
Contatto:
Racconto n° 1229
Altri racconti dello stesso Autore:
Seduta sul divano, osservavo le nuvole di fumo che uscivano dalla mia Savinelli. Grande amica la mia pipa, per me era una liturgia procedere al caricamento pressando con intensità crescente il tabacco nel fornello, per poi passare alla accensione tenendo il polpastrello del pollice sulla sommità dello stesso.
Una manovra nota ai fumatori di pipa, che consiste nel turare e sturare alternativamente, al fine di dosare la quantità di aria da introdurre nella camera di radica, cosi da favorirne la lenta combustione del tabacco.
Era di mio padre... l'unica cosa che portai via con me dopo la sua morte.
Mentre ero piacevolmente assorta nel seguire le traiettorie del mio fumo, il mio pc mi avvisò dell'arrivo di una e-mail.
Mi avvicinai, e lessi con sorpresa che la persona che mi scriveva aveva un nick del tutto sconosciuto: – clessidra@hotmail.com -
Con curiosità mi affrettai ad aprire il messaggio, il contenuto era molto starno - Il tuo sogno proibito sta per realizzarsi -
Pensai che dovesse essere opera di qualche svitato, tuttavia non la cancellai.
Andai in cucina a prepararmi un caffè.
La moka cominciò a sbuffare, e un crescente gorgoglio, unito ad un forte profumo, mi annunciava che il mio caffè era pronto; stavo iniziando a versarlo nella tazzina, quando venni distolta dal cigolio caratteristico della porta d'ingresso che si apriva, sentii dopo qualche istante il rumore della porta violentemente richiusa.
Mi precipitai all'ingresso, ma non vidi nessuno.
Il vento soffiava tra i rami degli alberi, producendo un fruscio fortissimo, i lampioni della vicina strada provinciale ondeggiavano paurosamente, facendo muovere le ombre prodotte dalla vegetazione sulle pareti della mia casa.
Cercai di realizzare ciò che era successo, forse... non avevo chiuso bene la porta, e a causa del vento si era prima aperta per poi richiudersi con forza.
Si, doveva essere quella la spiegazione... volli tranquillizzarmi come era mio solito fare, trovare una spiegazione logica per tutto, anche per le cose che a volte mi erano apparse molto strane.
Iniziai a sorseggiare il mio caffè, osservando nervosamente
l'orologio a pendolo che scorgevo nel salone. Improvvisamente il trillo del mio telefonino mi fece sobbalzare, cercai di capire dove lo avessi messo... non riuscivo a vederlo, realizzai di averlo lasciato vicino alla mia poltrona accanto alla pipa.
Ormai aveva smesso di suonare, “richiameranno“ pensai.
Ma ecco che nuovamente iniziò a squillare:
– Pronto –
Dall'altra parte... un silenzio misto a crepitii, una radio di sottofondo e una voce che mi diceva:
- Ricorda, l'ultimo granello di sabbia dentro la clessidra è scivolato -
Quella voce io la conoscevo... il suo modo cosi pacato di parlare... poi sentii solo il “click“.
Decisi di fare un bel bagno rilassante, improvvisamente mi accorsi che sulla mensola accanto al pendolo si era materializzato un oggetto.
Vidi una clessidra, ebbi un leggero sbandamento, anche la vista pareva annebbiarsi nel tentativo forse di focalizzare quello che speravo fosse un miraggio.
Un senso di oppressione e di inquietudine mi attanagliò, mi avvicinai lentamente alla mensola, mentre la clessidra mi appariva sempre più nitida.
Il mio pensiero corse immediatamente al contenuto di quella e-mail
e a quella strana telefonata.
Presi la clessidra e mi apparve subito molto pesante: era costituita da due prismi ottagonali in argento. Nella doppia ampolla di cristallo vi era una polvere finissima, la capovolsi più volte e mentre la polvere scorreva mi chiesi come mai quell'oggetto era li in casa mia.
Chi lo aveva lasciato, e perché?.
Decisi di pensarci l'indomani, ero troppo stanca, avevo bisogno di rilassarmi con un bagno caldo.
Stavo immersa dentro la vasca carica di profumi d'oriente.
Massaggiavo dolcemente il mio corpo, la schiuma carezzava i miei seni, sentii i miei capezzoli che si inturgidivano, le mie mani iniziarono a sfiorare l'interno delle cosce, sentii il calore salire nel mio ventre, sapevo che non sarei più riuscita a trattenermi.
Sentii l'ondata del mio orgasmo salire, insieme al mio unico pensiero: lui...
“Lorenzo“
Mi ritornava in mente quello che era successo, e come ci eravamo conosciuti...
Ho conosciuto Lorenzo in un frangente della mia vita molto strana.
Alessia, una mia amica di vecchia data, aveva un Centro Audiotel. Decisi di andare a darle una mano, anzi... “una voce“.
Una sera Alessia mi chiese se potevo stare al Centro per tutta la notte, rimasi ad aiutarla, anche perché ormai per me era diventato un divertimento.
Alle due e trenta del mattino una telefonata:
- Chi sei – mi sentii domandare, con una voce calda risposi:
– Ciao sono Carlotta –
Lui continuava a parlarmi e farmi domande... Dio... aveva una voce stupenda, cosi invitante, sensuale e arrogante nello stesso tempo.
Si rese conto che ero rimasta turbata e mi chiese:
– Che cosa pensi? -
– Niente – risposi torturando il filo del telefono.
Bugia, grande bugia, mentii spudoratamente anche a me stessa.
Ma quella voce, con quella erre moscia... riusciva ad intrigarmi.
A volte i pensieri parlano, e come se fossi un libro aperto, mi disse:
- Hai voglia? Mettiti in ginocchio, succhiamelo! -
Per un attimo ci fu silenzio, poi gli dissi:
– Scordatelo! –
Ma lui non demordeva dal continuare a provocarmi. Stetti per un attimo al suo gioco, e poi istintivamente gli chiesi se mi dava il numero del suo cellulare. In meno di un secondo, stava segnato sulla rubrica del mio telefonino.
Continuai a farlo eccitare, e all'improvviso, come mi accorsi che era sul culmine dell'orgasmo, chiusi la telefonata.
Lasciai passare quasi un'ora e pensai di fargliela pagare, per avermi trattato in quel modo.
Presi il telefonino, digitai il numero con il privato e attesi...
- Pronto – gli dissi solo... - Questo è quello che ti meriti –
Sentii in lontananza mentre chiudevo un... - Stronza -
Continuò a chiamarmi per un po', ogni volta che sentivo la sua voce chiudevo.
L'improvviso e inaspettato incontro con quella voce aveva scosso tutte le mie certezze di donna forte, abituata a dare ordini e a decidere per tutti.
La routine dei giorni a venire riprese inesorabilmente pieno possesso della mia mente, il mio lavoro riempiva in pieno le mie giornate, rientravo la sera a casa stanca.
Quel sabato pomeriggio, umido e buio, non passava mai. Guardando dalla finestra sentii un brivido, una scossa... il pensiero corse a quella voce... presi il cellulare e 34938....., mi resi subito conto di non aver messo il privato e chiusi subito.
Ero sicura che non gli sarebbe arrivato il mio numero, non era cosi... dopo alcuni istanti sul mio cellulare comparve un messaggio con scritto - Chi sei? Se sei Carlotta, mi fa molto piacere -
Mi prese il panico, non sapevo cosa fare, chiusi.
Un brivido lungo la mia schiena, poi quasi d'istinto presi il mio cellulare e lo chiamai, stavolta con il privato.
Ricordo, che come sentii la sua voce... socchiusi gli occhi, e come per magia sentii le sue mani calde e voluttuose scivolare sui miei seni, i capezzoli subito mi si inturgidirono, la mia schiena si inarcò e... fu più forte di me, la mia mano scivolo giù tra le mie gambe...
In quel preciso istante, dall'altra parte del telefono la voce misteriosa iniziò a parlare:
- Ciao, io sono Lorenzo. Sei Carlotta vero? Sei eccitata... sento il tuo respiro caldo... Sento la tua voglia nel tuo respiro. Ti eccita, che uno sconosciuto ti faccia provare tutto questo: una voce, che riesce a possedere il tuo corpo senza sfiorarlo -
E' così che iniziò la nostra storia virtuale.
Da subito si instaurò un rapporto speciale, telefonate appassionante e provocanti, ai limiti della decenza.
Mi sentivo incapace di ribellarmi, e tutto questo mi eccitava sempre di più, in quei pochi istanti ero sua, il tempo si fermava... riuscivo a percepire le sue mani sfiorare l'interno delle mie cosce, la sua bocca che succhiava avidamente i miei capezzoli, mentre la mia mano si spingeva oltre gli umori della mia piccola perla del piacere.
Un mio dito frenetico cominciava a titillare il mio clitoride, e la sua voce, che continuava ad incitarmi a farlo, a godere per lui... e lì che mi rendevo conto di non essere più padrona né del mio corpo né della mia mente, ma ormai non potevo più farne a meno.
In quei momenti, mi sentivo una bambina, che stava per fare il suo gioco preferito. La mia voce misteriosa aveva percepito i miei pensieri, le mie fantasie e il lato più oscuro che si celava dentro di me.
Sii...! Forse stavo rasentando il baratro della follia.
Uscii dalla vasca, non mi ero resa conto di essere stata dentro l'acqua per ben quasi tre ore. Iniziai a massaggiare il mio corpo con una crema, infilai un perizoma, e mi diressi verso la mia camera. Accesi lo stereo con una musica soft, era quello che ci voleva per farmi andare tra le braccia di Morfeo.
Stranamente mi sentivo inquieta, in quell'istante sentii la sua voce: – Non ti muovere! Sono qui vicino a te, non avere paura. Voglio solo sentire il tuo corpo mentre godi... senza che io ti sfiori -
Mi sentivo eccitata, cominciai ad accarezzare lentamente i miei seni che subito risposero al mio tocco, mi sentivo osservata, e tutto questo mi procurava dei brividi di piacere.
La mia mano scese lentamente sotto il tessuto leggero del perizoma per accarezzare la mia porta sacra, e mentre incominciai a sfiorare le labbra calde e umide, lo vidi li... nella penombra della stanza, fermo, immobile.
L'unica cosa che riuscivo a percepire era il suo respiro eccitato.
Sentii il suo profumo e... in un movimento perfettamente simultaneo
ci ritrovammo con i nostri corpi avvinghiati.
Introdusse la sua mano sinistra fra le mie cosce, la sua lingua nella mia bocca, allargai le gambe, giocai con la sua lingua rispondendo ai suoi baci, sentii la sua voce che mi diceva:
– Sei bagnatissima -
Scese a leccare i miei capezzoli, le sue mani continuavano a farsi strada dentro il mio sesso, introdusse due dita nello stretto condotto della mia vagina.
Mi stava facendo impazzire, fremevo, mi piaceva... gemiti strozzati lunghi e interminabili uscivano dalla mia bocca.
Sentii le sue mani prendere il mio viso, e spingerlo giù verso il suo sesso... il suo membro sfiorava la mia bocca, cominciai a leccarlo con vigore, la mia lingua scivolava su e giù.
Il suo membro diventava sempre più duro, la sua mano afferrò i miei capelli spingendo la mia testa sempre giù.
La testa mi pulsava, sentii salire il suo sperma... cominciava ad ansimare, tra poco avrebbe avuto l'orgasmo, udii la sua voce:
– Voglio godere assieme a te -
Con uno scatto agile afferrò i miei fianchi, mi girò mettendomi in ginocchio, sentii il suo sesso caldo entrare dentro la mia perla gocciolante, le sue mani sulle mie natiche, era dentro di me.
Lo aiutai muovendo i miei fianchi, assecondando i suoi colpi. Sentivo il suo membro andare su e giù, per farmi godere, per godere insieme. Colpi sempre più forti... mi sentii esplodere... ecco arrivava... mi lasciai andare ad un orgasmo, lungo e profondo che giunse in preda allo stesso suo piacere mentre fiumi di sperma mi stavano inondando.
Ci ritrovammo uno accanto all'altro, esausti ma soddisfatti.
Sii... mi sentivo appagata come non lo ero mai stata.
Con una mano sfiorò il mio viso, e con molta dolcezza appoggiò le sue labbra sulle mie, sussurrandomi:
– Sei mia questa notte, stellina -
Rimasi immobile, sentivo che le forze mi abbandonavano.
Quando mi svegliai, mi accorsi di essere sola nel letto.
Avevo immaginato tutto: Era stato tutto un sogno...!
No! Sentivo sul mio corpo il suo profumo... all'improvviso un raggio di sole brillò dalla finestra, e illuminò un oggetto: vidi la piccola clessidra, stava li... sul mio cuscino.