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Il gioco dei ricordi
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Titolo:
Il gioco dei ricordi |
Autore:
Jo |
Contatto:
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Racconto
n° 1235 |
Altri
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Una mattina come tante in una giornata come tante…. mi preparo per andare in ufficio e vado a fare una doccia. Infilo l’accappatoio ed entro in bagno, faccio scorrere l’acqua calda nella doccia e la stanza inizia subito ad appannarsi col vapore. Nello specchio vedo la mia figura riflessa, apro l’accappatoio e mi guardo. Il mio seno grosso e rotondo con dei piccoli capezzoli che sfioro appena e che diventano subito duri… si il seno, mi piace e lo guardo soddisfatta e mentre ci cingo le mani a coppa, vedo il resto del mio corpo. Non sono bellissima ma morbida e sensuale, questo si! e mi piaccio anche così. I fianchi larghi e rotondi, giunonici direi e morbidi da accarezzare nell’amore, e giù solo un po’ più giù, un morbido ciuffetto che finisce proprio sul clitoride, il resto è glabro e morbido come una piccola pesca rosa nell’attesa di essere colta. Un gioco interessante essere nuda e scoperta laggiù, un gioco per sentirmi indifesa come una bambina e spregiudicata come una donna che offre tutta se stessa al primo sguardo. Ricordo bene la prima volta che lo feci, il cuore mi batteva all’impazzata e man mano che il velo dei peli cadeva e lasciava scoperta la mia femminilità, il mio sguardo nello specchio si appannava di un piacere insolito e sconosciuto….. sentirsi nuda e vulnerabile, strano ma terribilmente eccitante. Mentre mi guardo e penso, le mani si muovono lungo il corpo, gli occhi si chiudono e inizia a scorrere il ricordo di un vecchio film, già visto, ma oramai dimenticato…
L’accappatoio scivola a terra e sento dietro di me la porta che si apre, non mi volto, so chi è… in silenzio si avvicina e spostandomi i capelli dalla schiena inizia a baciarmi sul collo e lungo le spalle, la sua bocca morbida scorre lenta su tutta la mia schiena facendomi tremare e sospirare. Mi abbraccia da dietro e sento il suo corpo nudo appoggiarsi al mio, lo sento duro che preme contro la mia schiena e un calore inizia ad avvolgermi e a salire dal basso sempre più in alto. Mentre continua a baciarmi il collo le sue mani mi accarezzano davanti e mi stringono il seno e con i polpastrelli stringe i capezzoli, una presa leggera e forte allo stesso tempo, e sa che mi piace, e mi sfugge un gemito che soffoco tra le labbra socchiuse. Continua nella carezza e scende giù lungo la pancia, percorre i fianchi e in circoli piccoli e morbidi delle mani disegna delle tenere carezze e la sua bocca posata sul collo mordicchia la pelle… ”come sei bella, sei morbida, ti mangio lentamente stasera!” …e proseguendo più giù si ferma tra le gambe; sento il suo stupore nel sentire per la prima volta quella nudità in me, e con un sospiro più forte degli altri, sfiora la pelle liscia delicatamente, quasi a voler capire che cosa significhi quel gesto per me e per lui. Un piacere nuovo e inaspettato e i sensi inebriati dalla novità mi fanno fremere in tutto il corpo, un solo rumore risuona nell’aria: quello del mio cuore che martella nel petto e fa pulsare le tempie. Mi sento confusa ed eccitata, mi giro, ci guardiamo dritti negli occhi interrogandoci su cosa proviamo, ma gli occhi ormai non vedono più, velati da un folle desiderio, che sembra scritto nei nostri geni e che ci parla soltanto di una voglia primordiale…….. ci baciamo appassionatamente, con le lingue che si cercano, si vogliono e ogni bacio accende in me un fuoco sempre più forte. In silenzio e senza staccare le nostre bocche, entriamo nella doccia e sotto il getto dell’acqua calda che accarezza i nostri corpi, iniziamo a danzare… le sue mani percorrono il mio corpo, si fermano sui miei seni e la bocca bacia i capezzoli duri e desiderosi d’attenzioni e non sazi, mai e poi mai... fermo la sua testa con la mano perché indugi ancora li, mi piace e i sospiri vengono soffocati dal rumore dell’acqua che scorre. La bocca non si ferma, prosegue nel suo cammino, come seguendo un fiume caldo che scorre verso il basso e trova un’insenatura morbida a calda di piacere nella quale fare affondare la lingua…niente barriere tra le sue labbra e le mie, si fanno strada lentamente in quella morbidezza e si saziano a quella rinnovata fonte. Mi appoggio contro il muro e sollevo una gamba sulla sua spalla per dargli modo di arrivare dentro me, un fuoco m’invade e sento le sue dita che cercano, uno e poi due e non trovando resistenza si bagnano del mio piacere…. mentre l’acqua cade e il getto pizzica sui corpi. La lingua gioca col clitoride duro e fremente e le mie mani affondano nei suoi capelli riccioluti, ma per fermarlo… - no… fermati! - Non voglio che finisca ora, che il mio piacere esploda, non ancora!! Allora si stacca da me e ci baciamo ancora tenendoci il viso con le mani come se non volessimo sfuggirci, come se il dolce sentirsi uno dentro l’altro delle nostre lingue non dovesse mai finire. Volevo essere io a baciarlo, era bellissimo, un corpo perfetto e snello, guardarlo così turgido e vibrante solo per me, mi faceva sentire bellissima e desiderata e per ricambiare quel desiderio inizio a baciarlo. Lo prendo tra le mani e lo accarezzo piano aprendolo lentamente e mi riempio la bocca di lui che si sente scosso come da un’onda, mi accarezza le spalle, la lingua corre lenta su e giù per tutta la lunghezza e lo prendo tutto fino a farlo arrivare in fondo… Voglio che senta il mio desiderio e la mia passione per lui, che diventa più grosso ad ogni tocco della mia lingua sulla punta….. ma mi ferma! E’ tempo di sentirci uniti e chiudiamo l’acqua, mi appoggio al muro per sostenermi e lui mi cinge i glutei con le mani, alzo una gamba e lo lascio entrare piano… finché non lo sento completamente in me. La danza dei nostri corpi, prima lenta, si fa travolgente e inizio a muovermi più velocemente; ad ogni spinta lo sento sempre più grande dentro di me e le unghie gli si conficcavano nella schiena, mentre le gambe tremano per il piacere e per la posizione… I suoi gemiti e il suo respiro mi travolgono e inizio a gridare e a dire frasi che nella nebbia del piacere suonano come un canto forte e potente… ancora… non fermarti… spingimi… ti voglio mio…vengoo… e mentre il mio ventre si scuote nell’orgasmo sento un fiume caldo invadermi dentro e un urlo di felicità che mi risuonerà nel cervello poi per giorni. Scivoliamo sul fondo tremanti e ancora avvinghiati l’uno all’altro, ci baciamo dolcemente godendoci ancora gli ultimi spasmi del reciproco appagamento… e ricominciamo a respirare piano aprendo la porta della doccia per far entrare aria fresca sui nostri corpi bollenti…. Ci guardiamo negli occhi e iniziamo e ridere e a baciarci felici come due bambini… l’eco delle risate si spegne lentamente come portato via dal vento…
In quel momento riapro gli occhi e mi ritrovo sul fondo della doccia e sola… il film é svanito, mentre le mie mani ancora sentono il contrarsi del ventre nell’orgasmo solitario….. e mentre il mio cuore ricomincia a calmarsi, due lacrime scivolano giù e si mischiano all’acqua della doccia che era rimasta aperta e oramai quasi fredda. Un ricordo il nostro amore, solo un dolce e triste ricordo…. dove sei??
Mi alzo e m’insapono velocemente, ho indugiato troppo coi pensieri stamattina e il lavoro mi aspetta… Una mattina come tante in una giornata come tante.
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