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Voglia di carezze
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Titolo:
Voglia di carezze |
Autore:
Levonova |
Contatto:
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Racconto
n° 1282 |
Altri
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Voglia di carezze.
“E’ tanto tempo che non ci vediamo e ho una gran voglia di fare l’amore con te.” Ogni volta che utilizzo certi termini come fare l’amore ti imbarazzi come se fosse la prima volta e poi come dici sempre vuoi essere tu a fare il primo passo… sì vuoi fare l’uomo che decide. Spesso mi ripeti “le brave ragazze devono essere dolci carine e sottomesse”. Poche parole ma forti, intense, distruttive. Ti entrano dentro il cervello per appropriarsi di ogni tuo desiderio, di ogni tuo spirito di iniziativa, di ogni sensazione o emozione o trasgressione che hai voglia di vivere. E come se non bastasse lavorano su ogni parte del tuo corpo che da un lato non può fare a meno di te e dall’altro è come immobilizzato e prosciugato. Sì, sviscerato di quelle budella che si intrecciano quando ho voglia di te, delle ovaie dalle quali sale quel calore che inumidisce la mia mente e la mia vagina e del cuore che batte insistente quando ti avvicini da dietro cingendomi e baciandomi sul collo.
“Ho voglia di fare l’amore con te.” Sì, la voglia c’è sempre come del resto anche tu hai voglia di fare l’amore con me. O meglio hai voglia di scoparmi e di scopare anche la mia testa perché mi vuoi tutta tua. E questo mi fa impazzire, mi rende aggressiva quel tanto che basta per far crescere ancor più il desiderio di essere tua. E così tra le tue braccia cominci a baciarmi in quel modo che tu sai mi provoca brividi di piacere mentre la mia passera diventa un umido ricettacolo di delizie. La tua mano si insinua tra le grandi labbra in cerca di quella fessura immersa tra gli umori che tanto ti fan perdere la testa. D’impulso affondi le tue dita, scavando tra le morbide pareti, fino a raggiungere il fondo. Una sensazione di pienezza percorre tutto il mio io a tal punto da chiedere “lo voglio… prendimi… fammelo sentire”. E così dopo esser entrato nella mia testa penetri anche il buio della mia anima intriso di umori.
“Ho voglia di fare l’amore con te.” Sì, tu guardi il mio volto con aria amorevole e soddisfatta perché la tua donna sta godendo davanti ai tuoi occhi. Il vedere una donna smaniosa e vogliosa che si agita per carpire ogni possibile fonte di piacere è per te uno spettacolo eccitante. Abbracci il mio corpo e lo scuoti con tutta la foga e la passione animalesca che hai dentro perché io sono la tua donna, il tuo desiderio, la tua pupilla, l’oggetto del piacere, la cosa che possiedi. E poi più dolcemente premi il tuo bacino contro il mio per meglio farmi sentire la penetrazione e lì rimani immobile. Afferri i miei capezzoli stringendoli tra le dita e tiri per poi allentare e così più volte fino a farmi mancare il respiro. Sento il tuo pene muoversi dentro di me, la punta gonfiarsi premendo tutto intorno mentre i miei muscoli si contraggono e ti stringono con tutta la forza possibile. Tu senti avvicinarsi l’eccitazione e ti fermi, inspiri, ritrai i muscoli addominali. Mentre il mio corpo si contorce per l’intensità del momento provo una sensazione sublime. Rabbrividisco tutta e cado in uno stato di beatitudine come se mi fossi calata nel piacere di una danza lenta. Non sento l’esigenza di raggiungere la vetta dell’eccitazione ma godo nel rimanere sospesa in un lungo e terribilmente eccitante momento prima dell’orgasmo. Entrambi abbracciamo questo istante e sento dentro di me sgorgare gli effluvi incontrollati del tuo seme. Non ancora soddisfatto dopo il primo sfogo riprendi a muoverti sopra di me mentre il tuo pene è ancora avvolto tra i miei umori caldi e copiosi misti al tuo seme. L’odore forte inconfondibile di quelle delizie fa salire l’eccitazione ancor più intensamente, mentre i nostri corpi uniti tra di loro si muovono ad unisono in un’onda lenta e continua. La mia capacità di percepire le sensazioni aumenta al prolungarsi dei movimenti dolci e spasmodici. Ti getti sulle mie labbra baciandomi in modo famelico buttandoti in un amplesso scatenato e forsennato, presi entrambi in un vortice di passione incontrollata. Ed io lì nel paradiso dei sensi sempre sospesa nel vento di quelle forti sensazioni ad un passo da toccare il cielo con un dito attendo ancora di godermi quello stato di benessere così intenso.
Mi guardi e mi baci dolcemente chiedendomi se mi è piaciuto. Oh sì che mi è piaciuto, tanto, troppo da non averne mai abbastanza.
“Ho voglia di carezze…” Avvicino la tua mano al mio clitoride, qualche carezza alla ricerca del delirio sfacciato dell’orgasmo. E tu sconcertato ritrai la mano. Non vuoi darmi quel piacere. Perché? Credi forse di non essere in grado di farmi godere quando sei dentro di me? Oh no mio caro! Mi sono solo concessa più tempo per tremare sotto di te, per fare veramente l’amore con te. Ma tu questa cosa non riesci a capirla… non riesci a concepire quanto la tua mano possa gratificarmi e soddisfare le mie voglie. Mi sento rifiutata, amareggiata, incredula mentre tu ti scosti da me. Ho voglia di piangere ma non riesco e così le mie lacrime inondano la mia mente di solitudine. Tu resti silenzioso… non hai quasi il coraggio di guardarmi negli occhi, stai cercando di capire dove hai sbagliato e dove non sei riuscito ad arrivare. Ma la spiegazione è un’altra. Io non ti sto incolpando, sto solo chiedendoti di amare fino in fondo la tua donna che tanto ti ha dato e poco ti sta chiedendo.
“Ho solo voglia di accarezzare il mio cuore…”
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