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La Baia
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Titolo: La Baia
Autore: Veleno Dolce
Contatto:
Racconto n° 1328
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Sole pallido e nuvole, le giornate si accorciano, è freddino, addio estate, arriva l'autunno!
E si', tutti gli anni ricomincia il girotondo delle stagioni.
Da giugno a settembre al mare in Sardegna... segni particolari, le spiagge bianche, si sfumano in un mare che declina tutti i toni del blu, con pesci visibili dalla riva, e la sera un tramonto da far perdere la testa.
Un piccolo mondo emerso, che si contrappone alla vastità oceanica dai mille colori amplificati nell'acqua.
È un piacere irresistibile crogiolarsi al sole, vedere la pelle cambiare colore...
Nonostante i riti di bellezza, relativi alla cura del corpo che sono consolidati durante l'anno, non appena si mette piede sulla sabbia per i primi weekend open air, si dimentica tutto e ci si spoglia in nome del subito nera a ogni costo.
Ludovica è ancora vergine, eppure ha 20 anni. Lei è una ragazza sportiva e disinvolta, certo che non può trattarsi della conseguenza di rigorose concezioni religiose.
A quattordici anni, la sua prima e unica, precoce, inebriante trasgressione, uno spinello sul terrazzo, insieme a due
compagni di classe. Più che un piacere, un atto dovuto sull'altare del peccato.
Adesso essere ancora vergine, iniziava a pesarle, diventava un problema, dopo essersi vantata della sua esperienza sessuale con tutti i suoi amici.
Stava sorseggiando della birra. Indossava un paio di shorts di jeans sfrangiati, sandali infradito e una maglietta molto scollata... sentì una mano sfiorare la sua spalla, si girò e vide Stefano, erano anni che non si vedevano.
Stefano il suo grande amico, la persona dalla quale andava a rifugiarsi quando stava male.
Si erano persi di vista, da quando lui decise di comprare un catamarano, e di mettersi a girare il mondo diventando così uno skipper.
Si ritrovarono sullo scafo, un catamarano di venti metri uscito da un rinomato cantiere navale, spento il motore e issate le vele, Stefano e Ludovica scesero sottocoperta a esaminare la cabina.
Stefano le chiese che programmi avesse per il weekend, e se avesse avuto voglia di arrivare con lui all'Isola della Maddalena, le disse che doveva andare a firmare un contratto d'ingaggio per due mesi.
Decise così di accompagnarlo.
Era la sua prima esperienza in barca a vela, era così preoccupata di stare male, anche se non soffriva il mal di mare. Non sapeva nulla di cosa fosse una barca a vela, si aspettava freddo, schiuma e sofferenza.
Invece si ritrovò a scivolare su un mare reso argenteo dalla luna piena, dai dieci nodi di vento e dalla tranquilla presa sull'onda di questo scafo filante.
Una traversata senza sosta, verso l'Arcipelago della Maddalena, bellissimo ed emozionante.
Ecco l'alba che li raggiunse, il mare era proprio una tavola, veleggiavano di bolina con mare calmo.
Stefano attraccò al porto e le disse che sarebbe stato via fino al primo pomeriggio, e che comunque lo avrebbe rintracciato sul cellulare per qualsiasi evenienza, la salutò con un bacio sulla fronte e scese.
Ludovica decise di scendere a terra e di andare a fare un po' di shopping, voleva comprare un bikini.
Entrò in un bar, per fare colazione, poi si diresse verso un negozio, dove sicuramente avrebbe trovato quello che cercava.
Il commesso come la vide accorse subito, il suo italiano era perfetto, con quel tanto di esotico che la rendeva ancora più sensuale, casomai ne avesse avuto bisogno.
Su di lei avrebbe fatto scena anche il più umile straccio acquistato a un mercatino delle pulci.
Il suo trucco era indossare capi poco appariscenti, perché non togliessero risalto ai suoi capelli neri, agli occhi blu, agli
zigomi alti e a ogni altro dettaglio della sua figura perfetta.
Era quasi ora di pranzo, quando s'incamminò verso il porto, raggiunse il catamarano, scese in coperta, mise un costume, e andò a farsi accarezzare dal sole, distesa su un materassino.
Stefano rientrò verso le 17:30, la trovò distesa a prua, si soffermò un attimo a guardala, sapeva che era stanca, non aveva dormito per tutta la traversata.
Si mise al timone dove stava perfettamente a suo agio, prendendo il vento, cominciarono a fendere le acque tranquille a est della baia, veleggiava di bolina con mare calmo.
Chiamò Ludovica, per farle vedere Spargi, e la più bella delle isole dell'arcipelago, dando fondo all'àncora decise di fermarsi lì.
Ludovica gli chiese come mai non rientravano, le rispose che voleva passare lì la notte, che la sosta sarebbe stata eccitante, e che dire, poi, dell'emozione di passare una notte in barca, all'interno di una baia deserta, magari cuocendo su un barbecue una bella spigola, per una cena a lume di candela?
Si sentì solo l'eco della risata di Ludovica, e un tuffo in quel limpido mare cristallino.
Anche Stefano decise di raggiungerla, tolse la maglietta, e giù con un tuffo a volo d'angelo dalla prua del catamarano.
La trasparenza dell'acqua era entusiasmante, dopo una lunga nuotata, uscì dall'acqua... Stefano la seguì dappresso.
Si liberarono dei costumi bagnati e indossarono gli accappatoi, poi si rifugiarono in coperta.
Stretti l'uno all'altro guardavano verso il mare, era il momento in cui il sole spariva all'orizzonte inabissandosi fra le acque.
Ludovica si sentiva eccitata, e nello stesso tempo aveva paura che lui scoprisse che non era mai stata a letto con nessuno, che era ancora vergine.
Avrebbe preferito che pensasse a lei come a una che lo facesse godere per ore con ripetute fellatio.
Non si rese conto che le mani di Stefano e le sue dita si stavano insinuando tra le sue cosce, le dita entravano delicatamente nella figa dischiusa, d'un tratto l'attirò a sé ed infilò la lingua dentro la sua bocca.
Iniziò a frugarle la cavità, scopandola con la lingua, dentro e fuori le labbra.
Ludovica gli fece capire con piccoli gemiti di gradire la cosa, capì che era pronta per dare di più.
La prese la mano, e la indirizzò verso il suo sesso, che si era gonfiato a dismisura... un cazzo enorme, turgido e grosso; iniziò a carezzarlo, con entrambe le mani iniziò a masturbarlo.
Stefano continuava a leccare e mordicchiare la sua lingua e le sue labbra, iniziò a scendere lungo il collo, si fermò sui suoi capezzoli, e con la punta della sua lingua iniziò dei movimenti circolari sulla aureola, sentiva quei piccoli bottoncini iniziare ad indurirsi, sempre di più.
Un attimo dopo, Ludovica senza rendersene conto gli stava succhiando il cazzo, mentre lui dettava il ritmo con entrambe le mani sulla sua testa.
Dopo quindici minuti di pura lussuria, sentì i suoi testicoli fremere.
Allontanò il viso di lei dal suo sesso, e riprese a baciarla, la girò e la fece appoggiare col ventre sul piccolo tavolino. Ludovica poté sentire il suo pene duro spingere contro i suoi glutei.
Sentiva la lingua percorrerla lungo la spina dorsale, e lui senza darle il tempo si aggrappò al suo corpo facendole sentire il pene duro che iniziava a dilaniarle implacabile lo sfintere, si sentiva avvolta da quel corpo caldo e sudato.
Iniziò a scoparla, lentamente con molta voglia e con calma, senza che le facesse sentire tanto male.
La sentiva gemere di piacere, sentiva la sua figa bagnarsi, Stefano mentre la scopava da dietro immerse un dito nella sua perla gocciolante e se lo portò alla bocca, iniziò a succhiare avidamente quel nettare.
Chiese a Stefano di sverginarla con dolcezza e fermezza, lui la prese e la portò in cabina, la adagiò sul letto.
Iniziò con la bocca a succhiare il suo clitoride, eccitandolo fino allo spasimo, le dita si facevano largo tra le labbra della sua fica... rossa e vellutata.
Ludovica fremeva, sentiva il suo sesso che si apriva, Stefano iniziò ad entrare dentro la sua perla mai violata che emetteva un dolce nettare, la penetrò piano piano con dolcezza, mentre accarezzava i turgidi seni.
Lei assecondava le sue piccole spinte, con un colpo fermo e deciso, si sentì bagnare le gambe di un colore rossastro... la sua verginità era finita.
Spossati si fermarono, rimasero immobili circa mezz'ora, si addormentarono.
Ludovica si svegliò presto quella mattina, sentiva ancora i fremiti nel suo corpo, ormai diventato donna... rimase a guardare Stefano che dormiva beato, lo vide allungare una mano in cerca del suo corpo.
Com'era dolce, si avvicinò e sfiorò il suo viso con un lungo tenero bacio.
Voleva fare un tuffo, prima di preparare la colazione; fu allora che si rese conto che durante la notte il catamarano aveva “scarrocciato”, andando a finire in una bellissima Baia, a nord sotto Spargi, che si chiama “Baia della Madonna“ o “Baia della Santa Maria“, un luogo magico.
Perché le isole tutte attorno ne calmano le acque, lasciandovi entrare solo il rumore del vento.
Il sole scende a occidente proprio di fronte all'ingresso di questa rada.
È dà lì che si possono immaginare la magia di quei momenti, avendoli vissuti.