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Orgasmo!
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Titolo:
Orgasmo! |
Autore:
Master E |
Contatto:
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Racconto
n° 1394 |
Altri
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Vacanza, sognata da sempre, ogni anno, agognata, ma quest'anno porta con sé la Sua assenza, quasi dolorosa, e, sola, rincorri la solitaria ricerca del piacere, donandoti a Lui.
La spiaggia cotta dal sole d'Agosto, nel silenzio del primo pomeriggio. La sabbia che brucia sotto i piedi, noia del far nulla da ingannare, stanca di discorsi banali con amiche e conoscenti, stanca di dar giudizi pungenti o piccanti su vanesi pavoni abbronzati che sfilano sul bagnasciuga gonfiando il torace e contraendo i glutei, stanca di ascoltare le performance dell'amante di turno narrate dalla vicina d'ombrellone o di spiare le sfacciate avances della tua amica del cuore nei confronti del nuovo bagnino. Stesa sul tuo asciugamano ti abbandonandoti alla carezza dei raggi che accarezzano la tua pelle. Chiudi gli occhi alla luce, al mondo, lasciando volare la mente, ricordando, cercando desideri ed emozioni noti, che improvvisi compaiono urlandoti nel cervello. Cercando Lui, sentendo violenta la sua assenza, quasi un dolore la mancanza del suo sguardo, lo sfiorarti delle sue mani, la carezza della sua lingua. Un vuoto profondo il non sentire la Sua stretta severa sui polsi, i Suoi occhi che sanno farsi duri, il tuo chinare il capo davanti a Lui. E poi, improvvisa, la Sua dolcezza che torna, stringendoti in un lungo abbraccio silenzioso. Vacanza, tre settimane senza vedervi, solo fugaci sms rubati e il desiderio che cresce, spasmodico, che fa mancare l'aria, che stringe lo stomaco, insostenibile a volte. Senti il tuo corpo reagire a quei pensieri, a quei ricordi; accendersi di desiderio di Lui, mai pago. Immagini nella tua mente, un viso davanti a te, uno sguardo severo che ti dà brividi, fa stringere i tuoi pugni, taglia il respiro. Lasci che quei pensieri s'impossessino sempre più di te, quasi un gioco, mentre accanto a te le tue amiche chiacchierano e ridono e le loro voci sfumano nel nulla. Il tuo corpo che si fonde con quei pensieri, reagendo a sensazioni volute ed amate; il seno teso nel leggero costume che appena lo copre, i capezzoli sfacciatamente turgidi a modellare la stoffa, ad esprimere il tuo desiderio che nasce, inseguendo emozioni, incurante di sguardi di sconosciuti. Quasi un gioco il tuo contrarre i muscoli delle cosce, rilassarli, e di nuovo contrarle, con forza, lentamente, a comprimere il tuo sesso in una carezza rubata e nascosta. Quasi un gioco l'ascoltare il tuo corpo reagire alle fantasie della mente; sentire le grandi labbra gonfiarsi nel minuscolo slip, tendendolo e gustando il suo essere incollato a te. Quasi un gioco immaginare che quell'alito di vento sia il Suo respiro che sfiora il tuo corpo, scivolando lento dal collo al seno, accarezzando il ventre, dandoti un brivido quando, malizioso, soffia tra le tue gambe, quasi a violarti impunemente, a darti il brivido del Suo respiro che soffia sul clitoride, che asciuga i tuoi umori, respirandoli. E via via quel gioco sfuma in altro, sfuma in desiderio, in voglia incontenibile, in eccitazione accentuata dall'essere lì, nel tuo quotidiano, dall'esserci fisicamente, ma, in realtà esserne ben lontana. Il tuo corpo steso su quella spiaggia. Tu stesa nuda, su un letto sfatto, le gambe spalancate nel mostrarti oscenamente a Lui, fiera nel donargli il tuo desiderio, la tua voglia, il tuo essere femmina senza pudori. Il tuo corpo abbandonato nella luce del sole, davanti a sguardi di sconosciuti indifferenti. Tu in ginocchio ai suoi piedi, il suo sesso davanti al volto, il Suo odore che esplode nella mente mentre le sua mani decise stringono i tuoi capelli, schiacciandoti contro lui. Il Suo sapore sulle labbra, acre, dolce, profumato. Il Suo violarti la bocca con severa violenza, mai dettata da sopraffazione, ma sempre da complicità. Sogni e fantasie che si fanno più vivide, risvegliate da ricordi indelebili mentre il tuo contrarre le cosce si fa più rapido, più deciso, mentre a fatica trattieni sospiri gutturali che nascono nella tua gola, morendo prima di sfuggire dalle tue labbra. Mentre ora il tuo seno, i tuoi capezzoli, sembrano esplodere nel minuscolo costume, mentre ora non puoi più nascondere ciò che senti e lentamente ti giri, fingendo una pigrizia che non provi, sentendo il calore della sabbia attraverso l'asciugamano scaldare il tuo ventre ora, incendiare i tuoi capezzoli. Con gesto innocente posi un asciugamano sulle tue natiche, minuscolo paravento al mondo. Sai che già un umido alone di desiderio si allarga sul tuo slip, sai che non puoi e non vuoi fermarti. Sei con Lui ora. Voi. Insieme. Le braccia piegate sotto il viso, pelle su pelle, sognando altre braccia sul tuo viso. Le tue dita che lente sfiorano la bocca, accarezzano le tue labbra come Lui ama fare, toccandole appena, sfuggendole per un attimo, tornando per lasciar scivolare i polpastrelli a forzarle dolcemente mentre la tua lingua le sfiora. Il tuo corpo preme con forza contro la sabbia che si modella sotto di te. I capezzoli urlanti desiderio trovano fugace appagamento dalla stretta della sabbia che si è fatta conca per accoglierli. Il tuo sesso pulsante trova piacere dall'arena che si è fatta collina per premere contro te. Quel fazzoletto di sabbia modellato sul tuo corpo fremente si è trasformato nel Suo corpo adagiato contro il tuo, a rivestirti ed avvolgerti come guanto eccitante. Ogni tuo lieve movimento si trasforma in carezze ed eccitazione in una lunga solitaria e sfinente masturbazione. Nella ricerca spasmodica ormai di un orgasmo, mentale innanzi tutto, ma che faccia sussultare il tuo corpo, lasciando erompere lava di piacere. Il tuo bacino ondeggia lievemente, seguendo il ritmo della tua mente, lui tra le tue cosce ora, il Suo sesso che ti apre, scivolando sui tuoi umori, i tuoi muscoli contratti che lo stringono, imprigionandolo nella tua voglia. Premi con forza il pube contro la sabbia, lenti e microscopici movimenti solleticano il tuo clitoride turgido ed eccitato, contrazioni decise danno un fugace appagamento, umori copiosi inondano il tuo slip, nascosti al mondo da quell'asciugamano sulle tue natiche. Ora è più difficile trattenere i gemiti. Ora più arduo misurare i movimenti. Ora, nella tua mente, Lui preme in te, con vigoroso impeto, stringendo le tue natiche tra le dita, colmandoti di lui, immobile in te per lunghi istanti, uscendo piano e di colpo tornare in te, variando il ritmo, accelerando, rallentando, diventando di volta in volta dolce amante e violento carnefice, complice attento e padrone severo, facendoti una volta di più sentire femmina e bimba, Regina e puttana. Le tue dita tra le labbra, stringendole appena tra i denti, la saliva densa di voglia che le bagna, soffocando il tuo urlato piacere. Affondi il viso nella piega del gomito, lasciando che la lingua accarezzi la pelle, calda di sole e desiderio, lasci che la saliva ti bagni, come i tuoi umori bagnano il tuo sesso, lasci che i denti ti mordano, come le Sue dita saprebbero mordere la tua pelle, facendoti Sua. Il ritmo dei tuoi movimenti ora è affannoso, a fatica trattieni sussulti che renderebbero palese ciò che ora sei e vuoi. Il respiro violento ed a tratti immobile, le tue dita accarezzano il collo, tornano sulla bocca, scivolando tra le labbra; ma le tue dita vorrebbero aprire altre labbra ora, su altro umido piacere vorrebbero scivolare in te, sentirti frugare, frugarti, immaginando le Sue dita, Lui! Ma sai cosa Lui si aspetta da te, sai cose sei e vuoi essere, Sua, senza limiti. Le mani febbrili afferrano il tuo cellulare, digitano ansiose un sms, gli descrivono la tua mente, il tuo corpo, la tua voglia di piacere di Lui, concludendo con una implorazione che solo non molti mesi fa ti sarebbe morta in gola piuttosto che esprimerla ad un uomo, ma ora, con Lui tutto è così naturale. E, chinando mentalmente il capo davanti a Lui, abbassando metaforicamente gli occhi a terra scrivi, quasi sussurrando: -Ti prego, posso? Posso? Ti prego.- Ti senti sciocca, non per ciò che hai scritto, senti tuo, profondamente tuo tutto questo, sciocca perché sai che Lui potrebbe essere impegnato, potrebbe leggere il tuo sms solo tra ore, potrebbe averlo spento. Una leggera vibrazione, una luce che lampeggia, leggi febbrilmente, le mani scosse da un tremito eccitato. -NO!- Semplice, secco, violento e crudele. Una smorfia sul tuo viso, rabbia che si gonfia nel petto, desiderio ormai quasi incontenibile in te, l'impulso deciso ad alzarti, a rifugiarti in un angolo tuo, a darti finalmente piacere. Ma schiacci il viso contro il braccio, ingoi una lacrima di rabbia e cerchi di scacciare quelle immagini dalla mente, che, come ben sai, torneranno e tornano ancor più vivide, ancora più eccitanti. I tuoi muscoli riprendono a contrarsi, il tuo petto riprende a premere la conca accogliente della sabbia modellata su te, il tuo pube riprende a sussultare nascostamente contro la collinetta fallica creata dall'arena tra le tue cosce, i tuoi umori continuano ad inzuppare, copiosi, il minuscolo slip, mentre il respiro torna ad essere roco e ansimante. Non importa che tu sappia di doverti negare l'orgasmo. Non importa che tu sappia bene che ancor più doloroso sarà fermarsi come Lui vuole, non puoi scacciare i tuoi pensieri, non puoi sciogliere la tua eccitazione, ami donare a Lui le rinunce che ti impone. Sei fiera di seguirlo, sempre più. Mordi le braccia, bagnandole di saliva, stringi con forza i pugni, scossa dal piacere che urla, dalla voglia che grida. E inaspettata, inattesa, sperata forse, ancora una vibrazione improvvisa, ancora una luce che lampeggia, afferri il cellulare e leggi febbrilmente il suo semplice -SI!- Ti alzi di scatto stringendoti l'asciugamano in vita, a passo rapido ti dirigi verso la tua cabina, incurante degli sguardi delle amiche, mentre il tuo sesso sussulta ad ogni passo, mentre la voglia ti inonda le cosce, mentre il respiro manca e la voglia di piacere è così acuta da far male. Il caldo soffocante della cabina ti accoglie, ma non importa, nulla più importa ti abbandoni sulla panchetta ruvida, la schiena coperta di sudore schiacciata contro la parete, le gambe schiuse ad invitare le tue mani, che finalmente accarezzano la tua pelle, stringono il seno, serrano i capezzoli con forza, liberandoli dall'inutile pezzetto di stoffa che li costringeva; le tue dita li sentono turgidi tra i polpastrelli, li sfiorano, li serrano, ancora li accarezzano coprendoli della tua saliva che lasci colare dalle labbra schiuse. Ora puoi spalancare le labbra soffiando la tua voglia, ora puoi chinare il busto, aspirando il tuo odore di femmina, ora puoi sollevare una gamba posandola sulla panca, spalancandoti a Lui, che sai li con te ora, davanti a te. Ora il tuo bacino può scivolare in avanti, invitandoti, cercandoti. E, finalmente, le tue dita sentono sui polpastrelli il tuo umido desiderio che bagna lo slip. Frementi premono impetuose il clitoride turgido attraverso la stoffa leggera. Muovono il tessuto pregno di te sulle labbra gonfie di voglia. Il desiderio, l'eccitazione ti porterebbero a strappare quell'ormai inutile pezzetto di stoffa, a spalancarti, sentendo le tue dita frugarti, ma hai imparato l'attesa, lo struggente attimo che precede l'abbandono, sai prolungarlo, sempre più, sai far crescere il desiderio finché sembra impossibile negarti il piacere, ed a quel punto sai attendere ancora. Lasci che le tue dita sfidino la tua voglia. Lasci che accarezzino dolcemente il tuo sesso attraverso la stoffa umida. Lasci che trovino il clitoride, solleticandolo, premendolo un po’ di più, ancora più forte, battendolo improvvisamente quasi a schiaffeggiarlo, per poi tornare ad accarezzarlo, ripagandolo dell'attesa. Sentendo il piacere sommergerti come marea violenta. Ora! Ora le tue dita impazienti si intrufolano nel tuo slip. Ora movimenti frenetici lo fanno sussultare mentre scosti quasi con rabbia i peli inondati di voglia, mentre lasci scivolare le tue dita nel solco fradicio. Mentre premi immobile in te, stringendo le gambe. Spalancandole di colpo mentre le tue dita iniziano la loro oscena danza. Ora, finalmente, le tue dita su te, in te, senza ostacoli, senza pudore. Offerta al Suo sguardo che sai non ti abbandona. Dita che ansiose schiudono le labbra gonfie, che si imbevono dei tuoi umori viscidi ed odorosi. Il tuo odore, l'odore del tuo desiderio violento, che riempie l'angusto spazio afoso mescolando odori, sudore e voglia. Trattieni il respiro, mentre le dita ti aprono. Immobile, per un lungo istante, poi un gesto deciso, sei in te, tua, Sua. Ora tutto il tuo corpo urla, grida, ti accompagna verso il piacere, i muscoli contratti, il respiro che detta il ritmo, il capo rovesciato contro la parete che sa di mare. Gocce di sudore eccitante che scorrono sulla pelle. E la tua mano che ti fruga. Le dita piegate a cercare il punto di maggior piacere. Dita che, abili, lo trovano solleticandolo, premendolo, muovendosi a ritmi alternati. Il bacino che inizia la sua oscena danza, sussultando sulla scomoda panca, inseguendo le tue mani. Invitandole. Fagocitandole in te, trattenendole in apnea, per guardarle poi uscire lentamente, lucide di voglia. E subito premere ancora, spingere, prenderti, scoparti. Movimenti inconsulti, sussultando nella nebbia del piacere. Rantolando suoni gutturali, tendendo i muscoli del collo alla ricerca del nulla. Ancora, ancora di più, in un ossessivo prenderti, in un ritmato movimento che si fa sincopato. Di più, sentendo l'utero sfiorarti le dita. Di più, mentre l'altra mano abbandona la stretta sul seno e schiude le tue natiche. Di più mentre le tue dita trovano quella nuova strada che sempre hai negato e con gioia hai conosciuto con Lui. Spingendo nelle tue viscere. Sentendo le dita incontrarsi attraverso te, appena separate da un lembo di carne sussultante. Ondate di piacere violento stringono le tue dita. Spingi, spingi in te sentendo Lui, scivolando a terra, nello spazio ristretto, piegata su te stessa a rubare il massimo piacere, a donare il massimo dell'abbandono. Di più! Di più! Ancora di più! Finché il muto urlo esplode nella mente. La luce abbacinante del piacere raggiunto ti abbaglia. Gli spasimi incontrollati del tuo ventre stringono le dita ancora in te, trattenendole, e il tuo liquido piacere le bagna. Ti accasci a terra, abbandonandoti al nulla, rannicchiata su te stessa, aspettando che il respiro si acquieti, ma volendo prolungare ancora questo sublime momento dove ogni senso è coinvolto. Odori che ti circondano. Sapori che rubi, avvicinando le dita coperte di miele odoroso alla bocca, succhiandole ad occhi chiusi. Mentre il tuo sesso, non pago, stringe il nulla in contrazioni violente, che ti tagliano l'aria, che ti portano lontano Piacere su piacere. SapendoLo li, davanti a te. Donandogli il tuo orgasmo.
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