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Il diversivo
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Titolo:
Il diversivo |
Autore:
Leben |
Contatto:
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Racconto
n° 140 |
Altri
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Sei venuta a prendermi alla stazione e mi hai portato a casa tua: non so come abbia fatto , ma hai buttato tutti fuori di casa, sicura che non sarebbero rientrati che dopo parecchie ore. In realtà sono un po' preoccupato e non mi rassicura il pensare che tu dovresti esserlo più di me.
E' nato improvviso questo nuovo incontro, inventato dal nostro desiderio di vederci, di fare all'amore.
Appena entrati in casa mi dai un rapido bacio sulla bocca, poi ti togli la giacca a vento e mi dici di fare altrettanto; entrambe volano sopra un divano. "Bevi un caffè? Una coca?"; "No grazie!" . Mi guardo intorno, un po' tranquillizzato, ma non del tutto.
Entri ed esci nervosa da una stanza all'altra : stiamo facendo una cosa assurda! Ma al solo pensiero della tua sensualità, del tuo darti completamente, del tuo corpo che si accende al tocco delle mie mani, svanisce ogni traccia di preoccupazione e voglio solamente sentirti tra le mie braccia.
Finalmente smetti di girare a vuoto fingendo di sistemare chissà che cosa e ti fermi davanti a me: prendo le tue mani e ti guardo negli occhi, avvicino le mie labbra alle tue toccandole appena, poi ti sfioro più e più volte sul viso, sulle palpebre, sulla bocca, fino a che non puoi più attendere. Ci abbandoniamo ad un bacio appassionato e le nostre mani, come cani liberati dalle catene, si avventano stringendo le fauci, cercando, toccando...
Ti stacchi improvvisamente, mi guardi con quella strana luce negli occhi, mi prendi per mano e mi accompagni nella tua camera: appena entriamo inizi a slacciarmi i pantaloni, me li fai sfilare, poi ti dedichi con frenesia ai bottoni della camicia; sorrido della tua attività mentre mi sta prendendo un'eccitazione travolgente. Ti blocco le mani che armeggiano coi bottoni sul mio petto, ti stringo forte, poi ti sfilo il grosso maglione: grande è la mia sorpresa quando vedo che sotto non porti niente: accarezzo quel grande seno che ti inquieta, ma che mi fa impazzire. Finisco di togliermi la camicia rimanendo a torso nudo, perché il tuo seno lo voglio sentire schiacciato addosso, voglio muovermi ed accarezzarlo con il mio petto. Ma non riesci a stare ferma, mi entri con la mano negli slip, mi accarezzi e stringi il sesso, mi sfiori il torace, lo graffi dolcemente, mi assali con il tuo profumo e con i tuoi baci.
Una mano si posa sul tuo ventre, lo percorre; le dita stanno per iniziare a giocare con i riccioli del pube.. quando. suona il campanello!
Suona il campanello?
Ma non doveva arrivare nessuno? E adesso che facciamo?
"Vado a vedere" dici coraggiosamente; ti ricomponi, anche se rimani rossa in viso ed un po' spiritata; ti avvii verso l'ingresso mentre io rimango, molto preoccupato, rintanato in camera.
"Ciaooo, ma che ci fai qui!" sento dire a voce alta; e poi una voce femminile "Ciao Monica, disturbo ? sei sola?". Di seguito un chiacchiericcio a bassa voce, interrotto da qualche tono alto e concitato. Poi entri in camera: "C'è qui quella stronza di Sabina, vuole conoscerti: puoi venire di là?". Sei visibilmente contrariata, anzi, incazzata!
Mi ricompongo anch'io come posso, ed esco per vedere questa grandissima scassapalle!
La tua amica è in piedi, ed appena entro inizia a squadrarmi da testa a piedi, con un sorriso simpatico, sornione e compiacente: "Ciao Alberto, sono Sabina: Monica mi ha molto parlato di te" dice continuando a valutarmi con insistenza. "Ma forse vi ho disturbati; non era mia intenzione!" continua mentendo. "Stavate facendo qualcosa?".
Ci guardiamo imbarazzati, io non so che dire; la mia mano è ancora tra le sue. E tu: "Sabina, perché sei venuta quì, ora?" "Lo so, sono inopportuna, ma morivo dal desiderio di vedervi insieme; Monica, ti brillano gli occhi quando mi racconti di voi, e non ho resistito.! Posso restare un po'?" "Che cosa? Spiegati meglio!" chiedi quasi conoscessi già la risposta; "Vorrei guardarvi mentre vi baciate! Vi secca?"
Ritiro repentinamente la mano dalle sue, e ti guardo con fare interrogativo: "Monica, posso parlarti un attimo?"; ed avviandoci verso la camera "Scusaci Sabina, torniamo subito!"
Entrati in camera chiudo la porta: "Ma che cazzo vuole?"
"Sai, le ho parlato dei nostri incontri, non proprio tutto; e lei mi ha detto che le sarebbe piaciuto "vederci"; ma pensavo scherzasse, non immaginavo proprio che sarebbe venuta!" . Mi parli come se la cosa non ti disturbasse poi tanto, se non per il fatto che non ti abbia messo al corrente del suo arrivo.
"Ed adesso che facciamo? La buttiamo fuori, parliamo del tempo, o la facciamo guardare?". Nel parlarti rivedo il volto di Sabina mentre mi salutava poco fa, i suoi occhi luccicanti per il desiderio, la trepidazione al pensiero di poter stare con noi; risento il calore delle sue mani. "Comunque" ti dico "ho una voglia matta di fare all'amore con te, al più presto", e ti abbraccio nuovamente per baciarti.
Rispondi con slancio, e di nuovo vai con la mano sopra ai pantaloni, proprio lì: anche tu ne hai voglia; l'improvvisata della tua amica non ci ha raffreddati, anzi, mi pare abbia aggiunto una ventata di ulteriore trasgressione al nostro incontro. Non l'abbiamo detto esplicitamente, ma ho l'impressione che siamo d'accordo nel lasciare Sabina con noi.
In quel momento la porta della camera si apre lentamente: lei caccia la testa dentro e ci osserva sorridente; le lanciamo un'occhiata e riprendiamo a baciarci con una foga inconsueta, ricominciando ad accarezzarci , a cercare con le mani; sento il tuo ventre schiacciato sul mio sesso, ti sento muoverti, i nostri denti si toccano mentre ci baciamo.
Come ad un segnale iniziamo a spogliarci, velocemente, ed in un baleno ci ritroviamo nudi, di nuovo abbracciati, gli indumenti sparsi sul pavimento, sul letto, come fossero piovuti dal soffitto. Ti tocco il seno, e ci scambiamo piccoli baci; ad occhi socchiusi con le mani armeggi sul mio coso. "Come siete belli! Mi sto. mi sto eccitando." esclama Sabina; si avvicina lentamente a noi, e si ferma alle tue spalle, così vicina che puoi sentire il fruscìo dei vestiti sulla pelle, il viso sfiorarti i capelli; mentre hai in mano il mio il mio sesso, lei ti posa un bacio sul collo, dolcissimo come solo le donne sanno fare. Sei percorsa da un fremito, e subito dopo colta da un imbarazzo che ti fa sobbalzare e girare il capo repentinamente verso l'amica; stai per dire qualcosa, ma prendo il tuo viso tra le mani e ti faccio cenno di tacere. Poi poso la mano sul tuo sesso, lo penetro con le dita, lo accarezzo, mentre Sabina ti trafigge ancora sul tenero collo con le sue dolci labbra.
Ci avviciniamo al letto: ti butti di traverso, i piedi appoggiati al pavimento e le gambe leggermente aperte. Tocco ancora leggermente la fessura e mi metto a cavalcioni, seduto sul tuo ventre, con il sesso che sfiora un capezzolo del tuo seno. Sabina si avvicina al letto ed inizia a spogliarsi: ha il viso arrossato e sempre quel suo bel sorriso simpatico; una volta nuda si siede a gambe incrociate sul letto, di fianco a te, il suo viso è vicinissimo al mio, e posso vedere il suo fiore imperlato di piccole gocce.
La tua amica mi trasmette una sensualità sconosciuta; mi fa provare una sensazione nuova e totalmente coinvolgente: e pensare che stavo per arrabbiarmi!
Poso l'uccello tra i tuoi grandi seni e faccio la cosa che avevo desiderato da tanto tempo: li stringo sopra di esso, lo faccio scivolare in mezzo. E' anche questa una sensazione per me nuova e bellissima, le tue grandi tette sono calde, vive, i capezzoli turgidi; anche tu li stringi, le nostre mani si toccano, le dita si intrecciano, gli occhi si sorridono!
Sabina si impossessa della mia mano e se la porta sul sesso: come la sfioro le sfugge un profondo sospiro, ed inarca la schiena chiudendo gli occhi; inizio ad accarezzarla , ed i suoi sospiri si fanno più frequenti, ondeggia col bacino; poi mi prende dolcemente per il polso ed allontana la mia mano: scende dal letto, e la vedo alle mie spalle che si inginocchia per tuffare il viso tra le tue gambe.
Non appena ti senti toccare dalla punta della sua lingua hai un sussulto accompagnato da un breve gemito. Sabina continua a toccarti leggermente, senza affondare, è un solletico che ti fa impazzire. Prendi tra le mani il mio uccello per portartelo alle labbra, ma riesci soltanto a toccarne la punta; continui a sentire la bocca della tua amica che piano piano si sta impossessando di te, ma in modo diverso da come lo faccio io, da come lo farebbe un uomo.
Scendo dal tuo ventre e dal letto: Sabina non aspettava altro. Sale lei sopra di te, e si sistema in modo da offrire anche il suo fiore alla tua bocca e contemporaneamente da poter continuare a baciare il tuo.
E diceva di voler guardare!!!
Sei titubante, ma lei decisa si muove in modo da inumidirti le labbra con i suoi umori, da farti sentire il suo profumo. Timidamente l'assaggi con la punta della lingua, e provi subito la sua appassionata reazione: le dita aiutano la sua lingua, e sei prigioniera di un piacere nuovo, diverso, strano, dolcissimo! Abbandoni ogni resistenza, ed anche la tua bocca si abbandona a tormentare l'umida e morbida carne dell'amica.
Vi osservo, eccitato ed estasiato: siete bellissime! Poche cose sono più erotiche di due donne che fanno all'amore!
Sabina allunga una mano verso di me, come per chiamarmi, per invitarmi ad unirmi a voi: ma non dovevamo giocare io e te?
Salgo sul letto e mi inginocchio alle spalle di lei; mentre continui a gustare e a tormentare la tua amica ci guardiamo negli occhi: sembri interdetta da come si è evoluta la situazione, ma sei anche persa nello sconosciuto piacere che ti sta procurando.
Ti accarezzo il viso e ti sorrido dolcemente, mi chino, ed entrambe le nostre lingue si affannano, scontrandosi e giocando, sul sesso di Sabina; poi, con la mia, risalgo lungo il solco tra le sue natiche e proseguo sulla schiena, lungo la spina dorsale, facendola gemere e dimenare più che mai. Avvicino le labbra al tuo orecchio e sussurro "La facciamo morire?"; fai di si con un cenno della testa e degli occhi, un istante prima di lasciarti sfuggire un singulto dovuto alla lingua indemoniata che ti sta trafiggendo.
Inumidisco con insistenza il buchino di Sabina, lo accarezzo con le dita preparandolo ad essere penetrato: quando vi punto il bastone teso , lei si irrigidisce per un attimo; poi capisce, e continua a succhiarti più indemoniata di prima. Lo faccio scivolare dentro piano, e un po' alla volta Sabina accorda il ritmo delle leccate al lento movimento del sesso che la riempie.
Aumento la frequenza delle mie spinte e grido "Bimbe, non ce la faccio più!".
Dai concitati mugolii avverto che anche voi siete allo stremo: improvviso, inarrestabile, giunge il primo schizzo nel corpo di Sabina la quale, come lo avverte, si tende, lancia un urlo soffocato, e si abbandona tremando agli spasimi dell'orgasmo, il viso incollato al tuo inguine. Estraggo il pene mentre sta ancora eiaculando, lo poso sul tuo viso: la tua bocca abbandona la rossa carne dell'amica per raccogliere lo sgorgare del seme; ed anche tu, piccola Monica, vieni rapita dal potente turbine del piacere!
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