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La Casa Dei Profumi
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Titolo: La Casa Dei Profumi
Autore: Helena
Contatto:
Racconto n° 1415
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La Casa Dei Profumi

Villa Egle, così si chiama la mia nuova casa, tanto sognata. Tanto desiderata. Piccola e dipinta di bianco, circondata da un grande giardino pieno di oleandri, piante aromatiche, pini, che si affaccia su una scogliera mozzafiato nella piccola e tranquilla località di S. Andrea in una delle più importanti isole dell’arcipelago toscano. Adoro questo posto, mi riporta in pace col mondo ma soprattutto con me stessa. Tutto sembra fermarsi, sembra di vivere in un'atmosfera surreale data dall’immensa pace che vi si assapora, dalla semplicità del modo di vivere, dalla cordialità dei pochi residenti, dove non vi è più convenzione o formalismo. Ma quello che adoro di più è l’aria che vi si respira.
L’odore del mare, della vegetazione, della sabbia e dello scoglio bagnato dall’eterno movimento dell’acqua, di questo ho bisogno adesso, di tutto questo, dopo la fine della mia più importante storia d’amore che mi ha lasciato un’amarezza dentro da sembrare apatica, perdendo ogni interesse ed ogni stimolo. Ho bisogno di trovare il mio io, dopo mesi di fughe assurde dai miei pensieri e dalle mie emozioni.
Ho un mese per me, solo per me. Al diavolo il lavoro, mi sono concessa un periodo di ferie e, cosa più importante, gettato il cellulare. Niente progetti solo riposo e vivere alla giornata facendo solo ciò che mi và. Mi prendo in parola e trascorro intere giornate sugli scogli o sul mio giardino a fissare il mare, fare bagni di sole ed immersioni.
Il periodo è ideale, in maggio il clima è mite, i turisti sono pochi e le abitazioni circostanti vuote o quasi.
Una casa confinante attira la mia attenzione, non so perché ma mi incuriosisce. Non vedo mai nessuno ma ho la sensazione che qualcuno ci sia, non so chi, né quando ma ne percepisco la presenza e ne sento il profumo.
E’ l’odore che mi attrae, è diverso, non è di cucina o di aromi naturali o di tutto quello che può scaturire dal vivere una casa, è l’odore di un uomo. E mi incuriosisce parecchio la sensazione di sentirmi osservata e lentamente mi ritrovo a prendermi cura di me, del mio corpo, ritorno a dare importanza a quei piccoli particolari che ti fan sentire seducente, a vestirmi con più cura e molto lentamente, quasi a prepararmi per il mio, forse invisibile, ammiratore. Perché chissà se c’è davvero e non è il frutto della mia immaginazione a farmi credere di sentire ciò che vorrei.
Non ne sono certa ma è un gioco che mi piace, che risveglia in me un calore nella testa e che improvvisamente scoppia nel basso ventre, con forti sollecitazioni tali da trovarmi bagnata in un attimo facendo sforzi enormi per riuscire a non toccarmi.
Il caldo si fa sentire, anche di notte e per questo il mio sonno è agitato. Improvvisamente un rumore mi sveglia, un suono come lo sbattere di una finestra, ma le mie idee sono confuse anche se mi sembra di scorgere un'ombra che si scosta dalla casa acconto alla vista dell’accendersi della luce della mia camera e poi di nuovo quel profumo portato dal vento, mi invade le narici e lo assaporo chiudendo gli occhi e respirando a pieni polmoni, e no, non è un sogno, lo sento davvero… allora ci sei, chiunque tu sia ci sei.
Il mattino seguente mi sento uno straccio, non so se ho sognato od è accaduto davvero e nel dubbio resto ad osservare quella casa ma i risultati sono scarsi, faccio anche qualche domanda in giro ma nessuno sa rispondermi.
E’ strano, penso mentre rientro a Villa Egle, dovrei essere terrorizzata da una situazione di queste genere, in fondo questa persona potrebbe essere anche un poco di buono, invece ne sono attratta, è un gioco che mi intriga.
Al rientro a casa ti sento ancora, forte denso. Corro all’ingresso della casa accanto, suono, chiamo, grido ma nessuno risponde, il cuore batte all’impazzata.
Forti emozioni si accumulano in me, eccitazione, sorpresa e desiderio, un desiderio crescente che mi attanaglia la mente e mi fa stringere la gambe per tutto il giorno finché decido di lasciarmi andare.
Mi preparo con cura, metto smalto sulle dita dei piedi e delle mani rosso laccato, seducente, un piccolo anello d’argento con una pietrina bianca sull’indice del piede sinistro ed un bracciale alla caviglia, la pelle è liscia e sa di mare, non voglio creme o aromi, ho voglia di sentire il mio profumo naturale, l’odore di me stessa.
Rossetto rosso, come lo smalto che fa risaltare le mie carnose labbra sulla pelle ambrata dal sole, i lunghi capelli neri sciolti sulle spalle ed un lungo abito in lino nero con un profondo spacco dietro, sandali col tacco alto e sottile con una striscia di strass rossi appena sopra le dita e sul dorso del piede.
Mi sento bella, bella e seducente, bella per me e per te, misterioso e sconosciuto osservatore.
E’ sera ed io sono pronta, scendo in giardino e bevo un aperitivo lentamente, sedendomi su una sedia a dondolo in vimini, socchiudo gli occhi assaporando gli odori della giovane notte. Erba bagnata, mare, oleandro, sabbia, pini, rosmarino, cielo e stelle si mischiano ubriacandomi di essenze, finché arriva anche il tuo profumo, un odore forte e maschio ed è quello il segnale.
Mi lascio osservare per alcuni minuti cercando di controllare il respiro, per poi alzarmi e camminare lentamente lungo il viale del giardino.
Entro in casa e raggiungo la mia camera, che ha l’ampia finestra che porta sul terrazzo rivolta a quella della casa vicina. Ad occhi socchiusi mi volto e mi sfilo il lungo abito... ammira il mio corpo, la mia schiena, penso raccogliendo i capelli per poi lasciarli cadere di nuovo a piccole ciocche, non ho messo biancheria, adoro stare senza... mi volto piano coprendomi volutamente il seno mentre mi siedo ed accavallo le gambe nude con studiata lentezza, iniziando ad accarezzarmi i piedi per poi continuare alle caviglie, ai polpacci, ammirando i mie sandali che non tolgo.
La mano arriva al ventre, lo percorre e lo massaggia piano, pianissimo, per poi arrivare al seno e massaggiarlo, toccarlo, sentirlo, pizzicare i capezzoli sempre più turgidi ed eretti, bagnarli con la saliva, quasi fossero le mani che non lo conoscono, che lo studiano e godono al loro contatto e lo straziano. Immagino che mi guardi, io mi sciolgo, divento liquida ed il mio sesso sempre più burroso e bagnato di miele.
Sento il tuo profumo ed il mio, mischiati... odore di muschio e di conchiglia, di mare, di sale, di te... la mano scende ed arriva al basso ventre, il clitoride è gonfio ed orgoglioso ed alla minima carezza mi scuote con scosse elettriche, un dito si insinua tra le labbra voraci che lo inghiottono, poi due e mi muovo lentamente divaricando le gambe seduta sul letto per farmi ammirare mentre le dita diventano lucide e vischiose e spariscono a tratti tra le mie gambe, alternando i movimenti ora circolari, ora lievi, ora profondi, ora veloci.
Guardami, guardami, guardami, osserva i miei gesti, fammi sentire bella e desiderata, ti dico con la mente.
Mi volto mettendomi supina, tenendo le dita dentro me muovo sapientemente il bacino dandoti in visione del mio sedere tondo e sodo mentre mi sto scopando le dita, sto cavalcando le mie mani, sto facendo l’amore con me, da sola... penso a te ma in realtà sto amando me stessa.
L’orgasmo mi coglie impreparata, violento come una un’onda durante una tempesta che s’infrange su uno scoglio. Mi invade la mente ed il corpo, lamenti liberatori rompono il silenzio surreale accompagnato solo dal suono sordo dei miei respiri, finché le onde si placano e termina la tempesta, lasciandomi assopita e limpida come il mare ormai calmo.
Adesso sento solo il mio profumo, il mio odore, l’odore del piacere troppo a lungo assopito in me.
Non ho più sentito il tuo profumo, non ho più sentito quell’odore di maschio, chissà magari solo immaginato, ma che mi ha ridato la mia femminilità, anche se mi piace pensare che tu, misterioso osservatore, esista davvero.

Helena