|
|
|
Cocktail d'ambrosia per due dee
|
|
|
Titolo:
Cocktail d'ambrosia per due dee |
Autore:
Opiumqueen |
Contatto:
|
Racconto
n° 1424 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Entro in un bar a tarda sera. -Buongiorno- mi saluta con voce bassa e sexy il ragazzo dietro il bancone al quale ho appena lanciato uno sguardo molto distratto. “Ma quale buongiorno, se siamo in piena notte!” penso fra me e me. Ma quella cosa detta a sproposito mi spinge a guardare di nuovo il macho spavaldo che entrando mi è parso di intravedere e che ora, mi accorgo, ha pronunciato l’incongruo saluto apposta per calamitare su di sè la mia attenzione. Le sorrido. Non è un macho, è una donna. E’ forte e quasi virile, ma anche bella, intrigante e decisa, con quei suoi due occhi verdi carichi di grinta e di maschia lussuria che già mi stanno inchiodando ad un letto per spalancarmi in maniera indecente le gambe e la voglia. Sono ipnotizzata dall’occhiata carica e insolente di quella “ragazzaccia” che, mentre tiene lo sguardo incollato su di me, mi provoca e, lo sento, mi vuole calda per farmi esplodere e tracimare come un vulcano pieno di lava bollente. Il locale è vuoto e non ci sono uomini attorno. Se ci fossero potrei indovinarli già troppo coinvolti in lascive fantasie che si nutrirebbero anche del contrasto visivo tra me, femminile e raffinata bambola di porcellana e lei, piccola Ramba ribelle e tatuata che guida la Harley parcheggiata fuori, che non può essere che la sua. -Eccomi a te. Dimmi pure quello che vuoi- chiede lei, con un sorriso. -Ho sete, ho caldo… e mi piacciono le sorprese. Portami quello che vuoi tu, ma che sia veramente dissetante, rinfrescante e che mi plachi questa sensazione di avere fuoco dappertutto. E poi vorrei anche un gelato alla crema.- -Va bene tesoro, allora ti porterò il mio cocktail preferito, più il tuo gelato. Ti sorprenderò, anche io amo le sorprese.- Lei, divertita, ha accettato la mia sfida velata. Torna pochi minuti dopo: -E’ un cocktail di succo di fragole e ciliegia con aggiunte due dita di cointreau. E’ profumatissimo di frutta. E con il gelato è l’ideale.- -Ma non solo con il gelato…- aggiunge poi, facendomi l’occhiolino. -Anch’io ho un frutto succoso e profumatissimo che ti farà l’effetto di un liquore, se vorrai assaggiarlo con due dita. E la sua polpa, gustata assieme al gelato è sublime. Sono sicura che accompagnarlo con il tuo cocktail sarebbe come cibarsi di nettare mangiando ambrosia.- Così dicendo, sollevo il mio abitino corto, tolgo il perizoma di pizzo nero pregno della mia essenza e glielo strofino sul naso, poi sulla bocca, facendole sentire il profumo ed il sapore del mio frutto invitante dalla polpa liscia e morbida del quale le prende immediatamente un grande appetito. -Per questa sera il bar è chiuso per tutti gli altri- dice lei tirando giù la saracinesca e lasciandomi nuda. Tutta la notte brindiamo ubriacandoci l’una dell’altra: freschi sorsi di cocktail bevuti succhiando il dolce e caldo frutto polposo e quest’ultimo raffreddato con il gelato e poi di nuovo riscaldato con il nettare delle labbra e della lingua… Una notte di nettare e ambrosia tra due Dee dell’Olimpo.
|
|
|
|