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Il cavaliere misterioso
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Titolo: Il cavaliere misterioso
Autore: Ettore
Contatto:
Racconto n° 143
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Non so perché, ma questa mattina, mi sono svegliata con un malessere indefinito, una strana agitazione mi pervade. Il sole già alto, riscalda l’immensa campagna e fa presagire che oggi sarà una giornata afosa. Decido di fare la mia solita passeggiata lungo il viale alberato, mentre la temperatura è ancora piacevole. Indosso un fresco e leggero mini abito e mi avvio. Il sole mi riscalda la pelle e una leggera brezza mi accarezza tutto il corpo insinuandosi anche sotto il leggero tessuto che indosso. Questa piacevolissima sensazione mi incita a proseguire fino al boschetto che costeggia il fiume. Sola con la natura, in un abbraccio eccitante, baciata dal sole e posseduta dal vento, sto camminando ammirando i fiori di campo, aperti da poco e ancora bagnati di rugiada. Arrivo fino al fiume quasi in estasi, dimentica di tutto e di tutti, mi accoccolo su un grande sasso riscaldato dal sole, in una piccola spiaggetta di sabbia, protetta da cespugli profumati di mirto e osservo il fiume che scorre veloce verso la città. Ascolto il rumore dell’acqua, il cinguettio degli uccelli e il fruscio dei rami mossi dalla dolce brezza. Sono sempre più eccitata e inavvertitamente una mano scorre sulle mie spalle, lasciando scivolare le sottili spalline dell’abito. I seni liberati dal leggero tessuto, sono sodi e i capezzoli turgidi manifestano l’eccitazione che mi pervade. Dolcemente me li accarezzo sognando le mani di un uomo che da troppo tempo mi manca! L’altra mano ora sta accarezzando le cosce che ho allargato per poter offrire il mio sesso alla piacevole brezza del fiume e, quasi inavvertitamente, le dita s’insinuano lentamente sotto il pizzo delle mutandine. Sono sempre più eccitata e non mi accorgo che c’è qualcuno dietro ai cespugli che sta osservando la scena con interesse. Sto torturando il mio sesso con le dita e assaporo la piacevole sensazione della brezza che mi accarezza i seni esposti ai raggi del sole. Ho gli occhi chiusi e l’eccitazione è al massimo, quando sento delle labbra che stanno baciando i miei capezzoli. Apro gli occhi e vedo un uomo ancora giovane, che sta ammirando il mio corpo e, come in trance, si accanisce su di me. Cerco di difendermi, urlo, ma sono senza fiato e le mie labbra emettono solo un gemito.
Le sue dita hanno già preso il posto delle mie e le sue labbra hanno ammutolito le mie con un bacio che mi fa perdere la ragione. Mi lascio andare ai suoi voleri, desiderando di essere posseduta come non mai. “Sdraiati e voltati”, mi ordina, mentre si sfila i pantaloni, lasciando intravedere il suo sesso già turgido sotto gli slip aderenti. Obbedisco come un automa privo di volontà, desiderosa solo di essere usata. Sento che sta ansimando e non odo più nessun altro rumore; non sento più la brezza sulla mia pelle, ma solo le sue mani che mi stanno accarezzando, insinuandosi dolcemente nel mio ano. Sono bagnata dall’eccitazione che sta raggiungendo l’apice: non resisto e un orgasmo scuote ogni lembo del mio corpo. Non ho il tempo di rilassarmi, perché lui è sopra di me e alzandomi ad angolo retto, mi penetra da dietro. Dolcemente accosta il suo glande al mio sesso caldo e bagnato e lascia penetrare solo la testa, poi si stacca, per entrare ancora una volta, per poi staccarsi di nuovo. Questo andirivieni, mi sta eccitando da morire. Lo desidero sempre di più, ma lui sembra che voglia solo giocare e perfidamente mi nega la penetrazione. Le sue mani non smettono un istante di accarezzarmi i seni e i capezzoli che sono sempre più sensibili. Ormai sono al culmine, quando finalmente sento che affonda dentro di me con una spinta che mi lascia senza fiato. Sento il mio sesso avvolgere il suo che scivola su e giù, lentamente, dolcemente soffermandosi qualche istante dentro di me, per poi tornare a muoversi affondando sempre di più. Quando accelera il movimento ormai non riesco più a trattenermi e un orgasmo violentissimo mi scuote, mentre sento il suo sesso che scarica dentro di me il suo sperma con forti sussulti. E’ stato bellissimo! Non so ancora se sto vivendo un sogno o la realtà, e quando apro gli occhi e lo vedo disteso vicino a me con il corpo rilassato e gli occhi chiusi, ho la riprova che non ho sognato. E’ un uomo sui cinquant’anni, la sua pelle è abbronzata e il suo petto sta ancora ansimando, mostrando i suoi capezzoli ancora turgidi, contornati di leggera peluria. Osservo il suo sesso che riposa sull’inguine, ingentilito dall’inizio delle sue cosce snelle e diritte. E’ abbastanza dotato, ma in posizione di riposo, il suo sesso non è nemmeno così grande come mi era sembrato durante l’amplesso. Il suo viso è segnato da rughe che riflettono la sua vita passata, i capelli brizzolati sono radi sulle tempie e sulla fronte alta e spaziosa. ”Chi sei?”, gli chiedo. “E’ importante per te saperlo?”, mi risponde. Rifletto per qualche secondo sulla sua domanda e mi rendo conto che forse ha ragione; in fondo che importanza ha? Cosa cambierebbe ormai, se sapessi che è un’ingegnere o un artista, se è sposato o scapolo, se ha figli o no. ”Ok”, esordisco, “facciamoci una promessa, nessuno di noi due farà domande sull’altro e nessuno parlerà di se senza il consenso dell’altro. Ci ritroveremo forse anche domani, o mai più. Lasciamo fare al destino che ci ha fatto incontrare oggi.” Sorride dolcemente, mostrandomi denti candidi e curati; anche i suoi occhi sembrano sorridere: sono chiari e profondi, molto luminosi e sensuali. “Ok, mi eccita molto questa condizione. Scusa se non ho saputo resistere, ma eri troppo bella mentre ti masturbavi! Ti spiavo da dietro i cespugli: sembravi far parte della natura, la brezza mi portava il profumo del tuo sesso e i miei occhi non riuscivano a staccarsi dalla bellezza del tuo corpo. Il desiderio di possederti ha vinto sulla razionalità.” Le sue parole pronunciate con una voce bassa e sensuale, riescono ad eccitarmi e senza parlare mi accosto alle sue labbra e lo bacio avidamente. Le sue mani corrono verso i miei capezzoli e riprendono ad accarezzarli. Si siede sul sasso e mi invita a sedermi su di lui a gambe aperte. I miei seni accarezzano il suo petto e stiamo così, abbracciati come due vecchi amanti. Le nostre labbra si incontrano di nuovo aprendosi vogliose, lasciando penetrare le nostre lingue in un amplesso orale voluttuoso. Sento il suo sesso che s’inturgidisce sempre di più fino a raggiungere la piena erezione. Dolcemente mi solleva, facendomi ricadere sul suo pene, che entra scivolando nella mia vagina, già bagnata dall’eccitazione. Le sue mani non smettono un istante di titillare i miei capezzoli ormai turgidi sui seni prominenti che desiderano solo appartenergli. Mi muovo su di lui, sollevandomi e abbassandomi sul suo sesso turgido, con movimento leggermente rotatorio per non perdere nessuna delle sensazioni meravigliose che mi dona. Lui sta ansimando sempre di più, manifestando il suo piacere che cresce insieme alla sua eccitazione. “Girati su di lui senza uscire, ti prego” sussurra con un fil di voce, mentre si sdraia per facilitarmi l’operazione. L’eccitazione è all’estremo e questo “contrattempo” frena l’orgasmo che stava ormai per sopraggiungere. Mi giro su di lui e sento il suo sesso turgido dentro di me che scivola in orizzontale, procurandomi una stupenda sensazione. Mi ritrovo sopra di lui che è sdraiato supino sotto di me. Lui continua ad accarezzarmi i seni con le sue mani e può vedere il mio fondoschiena che sta continuando a salire e scendere sul suo sesso che ha raggiunto ormai la massima tensione. Ora lo sento che sfiora anche il mio clitoride facendomi eccitare da impazzire. Non resisto e affondo il più possibile la sua asta dentro di me lasciandomi travolgere da un orgasmo sconvolgente. Il suo sesso sembra scosso da un terremoto e scarica dentro di me la sua preziosa sostanza. Stanchi e accaldati ci lasciamo andare sdraiati sulla spiaggetta tenendoci per mano. Ormai è mezzogiorno e il sole è bruciante, ma noi non lo sentiamo. Siamo ancora avvolti da una specie di nebbia mentale che ci offusca tutti gli altri sensi. Ringrazio il destino che mi ha fatto incontrare questo dolce e appassionato amante. Pian piano ritorno in me e mi rendo conto che devo rientrare. Sono tentata di chiedergli almeno il nome, ma mi ricordo delle regole che io stessa ho proposto e desisto. Mi rivesto svogliatamente e lo saluto con un bacio, senza parlare, avviandomi sulla strada del ritorno. Sono felice, anche se non so se avrò altre occasioni di rivederlo: queste ore sono state per me indimenticabili. Rientro in casa senza accorgermene, la mia mente è un turbine di pensieri. Non ho mai vissuto un’esperienza del genere e, dopo il piacere, ora cominciano a nascere in me le prime preoccupazioni. Cosa avrà pensato di me? Se verrà a sapere chi sono, potrà farmi del male? Mi considererà il suo giocattolo? Ricaccio indietro questi timori e cerco di concentrarmi sui lati positivi di quest’avventura. Ho trascorso ore piacevolissime con uno sconosciuto che però conosceva i segreti del mio corpo meglio di chiunque altro. Anch’io potrei scoprire chi è, quindi i miei timori potrebbero essere i suoi. Perché dovremmo farci del male?