I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Cacciatrice
Biblioteca
Titolo: Cacciatrice
Autore: Leo 54
Contatto:
Racconto n° 1437
Altri racconti dello stesso Autore:
E’ il tramonto, la calura del meriggio si sta attenuando, un brusio sommesso ma intenso riempie la foresta.

Leggera e silenziosa, come solo un’ombra può essere, dal fitto del fogliame esce nella piccola radura e si ferma immobile ad annusare l’aria.

Il fisico è snello e scattante, completamente abbronzato. Un corto lembo di stoffa le avvolge i fianchi. Una gran massa di capelli le copre quasi totalmente il capo.
Solo a tratti tra le ciocche s’intravede lo sguardo che sembra mandare lampi.
Sembra Diana scesa dall’Olimpo.

La sua preda è poco distante e non si è accorta di nulla, sta cercando refrigerio dopo il gran caldo della giornata.

Senza un solo rumore all’improvviso è alle sue spalle. Con un ultimo scatto fulmineo come una pantera gli vola addosso. Sa bene che con quest’attacco riesce ogni volta a tramortire la preda anche nel caso sia più grande di lei.

Questa volta ha catturato uno splendido esemplare di maschio adulto. Lo si capisce dalla pelle scura attraversata da decine di leggere righe di cicatrici più chiare; segno inequivocabile di molte battaglie affrontate.

Il maschio è ancora tramortito dall’attacco, ma è anche abituato a non arrendersi senza prima combattere.

Mentre la cacciatrice indugia un attimo nel decidere come assestare il colpo finale, il maschio con uno scatto improvviso e velocissimo la disarciona e altrettanto fulmineamente la imprigiona tra le sue braccia. Se avesse la ferocia e la cattiveria della cacciatrice, in questo momento potrebbe spezzarle la schiena, ma questo non è nella sua indole.

Continua solo a tenerla bloccata nella morsa delle sue braccia pensando a come poter uscire da quella situazione, ben sapendo che un solo attimo di distrazione potrebbe essergli fatale.

La cacciatrice si divincola in ogni maniera, cerca di riprendere il controllo della situazione, ma si rende conto ben presto che se non riuscirà ad escogitare qualche trucco rischierà di diventare lei la preda. Tenta ogni mossa, ogni contorcimento, ma senza risultato.

Man mano che il tempo passa e i tentativi si moltiplicano, le forze della cacciatrice diminuiscono e nello stesso tempo quel contatto così stretto e prolungato inizia a darle delle sensazioni nuove e sconosciute. L’odore del maschio adulto le entra nelle narici dandole un senso di stordimento, quella pelle dura ma elastica è estremamente piacevole da sentire a contatto del proprio corpo.

Senza neppure avvedersne i suoi tentativi di liberarsi diventano sempre più deboli, i contorcimenti servono più che altro a poter toccare con più intensità tutto il corpo della sua preda.

Anche il maschio si è reso conto del cambiamento e senza avvedersene allenta la sua presa.

Ora sono solo abbracciati anche se ancora molto strettamente tanto che le due bocche quasi si toccano e ansimando ancora per la fatica respirano ognuno l’alito dell’altro.

L’istinto della caccia si è quasi spento. Rimane solo intensissimo il desiderio di rimanere avvinghiati in questo contatto fatto di eccitazione e di paura di aggressività e di difesa.

La cacciatrice guarda il petto della sua preda imperlato di sudore per la lotta.
Con la punta della lingua ne raccoglie alcune gocce, sono salate ma buone.
Senza rendersene conto sta desiderando di diventare lei la preda, vuole sentirsi schiacciare e immobilizzare dal peso di quel maschio sopra di sé.
Lentamente inizia a muoversi sotto il ventre del maschio e in breve tempo sente l’eccitazione di lui farsi sempre piu’ forte. Sente crescere contro il proprio ventre il sesso duro e pulsante. Il maschio ormai dimenticato il pericolo, allenta sempre piu’ la presa e si distacca leggermente dalla sua cacciatrice. La guarda con curiosita’ e con stupore. E’ decisamente una femmina stupenda. Seno gonfio e sodo, vita snella, fianchi tondi e morbidi, ventre piatto e cosce piene e muscolose e un bellissimo ciuffo di peli neri e ricci a coprire il suo sesso.

Il maschio inizia a sfiorarle la pelle con le labbra e la lingua come per saggiare e conoscere meglio la sua avversaria, ma ben presto si trova attratto irresistibilmente dalla femmina che ormai è docilmente in suo potere.

Si piega a leccare i capezzoli duri e tremanti, poi inizia a scendere, lecca tutto il ventre, si sofferma giocando con la punta della lingua nell’ombelico poi scende ancora e tendo con le mani ben aperte le cosce incolla la propria bocca sulla figa ormai bagnata di lei leccandone con avidita’ tutti gli umori. Prende il piccolo clitoride indurito tra le labbra e inizia a succhiarlo leccandolo mordicchiandolo contemporaneamente. Quasi senza avvedersene inizia a ruotare sopra di lei e con un tremito sente la bocca di lei poggiarsi sul suo membro e velocemente ingoiarlo quasi per intero, poi con ritmo ora lento ora piu’ veloce lo sente entrare e uscire dalla sua bocca.

E’ una sensazione che vorrebbe non finisse mai.

Vorrebbe potersi staccare e ammirare completamente il corpo nudo di quella femmina cacciatrice, ma allo stesso tempo sa che potrebbe essere pericoloso.

Da un albero vicino stacca un lungo e sottile ramo flessibile come un giunco e con quello lega stretti i polsi sopra la testa della sua cacciatrice e nota con un leggero stupore che invece di ribellarsi violentemente come temeva, lei si lascia dolcemente imprigionare agevolando tutti i movimenti di lui tendendo in avanti solo il bacino leggermente sollevato dal suolo come a volerlo offrire a quello che sarebbe dovuto diventare la sua preda e che ora invece la stava dominando.

Si stacca un po’ da lei e inizia ad ammirare e accarezzare quella stupenda femmina che poco prima aveva cercato di aggredirlo, e che ora giace sull’erba in suo potere. Il respiro è ansimante e fa sollevare ritmicamente i seni sodi e pieni. Il maschio la prende per i fianchi e la gira mettendola col viso rivolto verso il suolo.

Come ad un comando non detto, la cacciatrice si appoggia sui gomiti e sulle ginocchia sollevando il piu’ possibile il sedere e aprendo bene le gambe. Lo spettacolo che mette in mostra lascia il maschio senza fiato con il battito del cuore sempre piu’ veloce, un sottile tremito in tutto il corpo e un’eccitazione che dal suo membro arriva a fargli pulsare le tempie. Si mette anche lui in ginocchio dietro alla femmina e aprendo con le mani le natiche inizia a leccare quel fiore bruno palpitante e bagnato come di rugiada mentre la cacciatrice emette solo un continuo gemito di piacere. Quando vede che la femmina aumenta
freneticamente i movimenti del bacino appoggia la punta del suo membro tra i petali di quel fiore tremante e con un solo colpo vi affonda come risucchiato e bagnato da quegli umori che gia’ lo imperlavano. Il suo ventre batte sempre piu’ velocemente sulle natiche della femmina fino a esplodere in un orgasmo che riversa dentro di lei caldissimi getti di sperma che solo allora sembrano spegnere il fuoco che bruciava nel ventre della femmina.

Dopo lunghi momenti scossi da fremiti che lentamente andavano diminuendo in entrambi, il maschio slego’ la cacciatrice, la bacio’ teneramente sulla bocca e tenendola saldamente per un polso si diresse nel profondo della foresta verso il suo rifugio. Da quel giorno i ruoli di cacciatore e di preda si alternarono continuamente e di volta in volta era l’uno o l’altra a guidare il gioco, ma sempre finiva con ognuno fiero di essere cacciatore e l’altro felice di essere preda...