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Ciak si gira (attore... per caso)
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Titolo:
Ciak si gira (attore... per caso) |
Autore:
Glo! |
Contatto:
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Racconto
n° 1441 |
Altri
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Ciak si gira (attore... per caso)
Il set era quasi pronto. Un grande letto di forma circolare con le lenzuola di raso rosse fresche di bucato, la luce soffusa dell’abat-jour sul comodino che creava un alone soft sul telo abilmente drappeggiato dagli operatori di studio. Alcuni cuscini in tinte contrastanti buttati qua e la in ordine sparso, sul comò un diffusore di incensi spargeva il suo profumo di patchouli nell'aria rendendo l'atmosfera sensuale ed estremamente erotica. Dall'impianto hi-fi schitarrate di un famoso gruppo rock. Su un ripiano vicino al letto c'era un cesto colmo di fragole, due flûte vuoti ed il secchiello col ghiaccio conteneva una bottiglia di costoso champagne. Ok. Tutto era perfetto. Mancavano soltanto i protagonisti. Monia era sempre in ritardo. A quell'ora doveva essere lì già da un pezzo. Si faceva sempre aspettare, aveva degli atteggiamenti da diva, ma ancora non lo era. Erano soltanto pochi mesi che "recitava" in filmati erotici, ma già aveva acquisito una certa dimestichezza con le telecamere. E, si sa, in quell'ambiente non era facile cancellare l'imbarazzo e fare in modo che tutto fosse il più naturale e spontaneo possibile. Monia era sulla porta. Finalmente. Statuaria nel suo abitino corto a minuscoli fiori arancioni, i sandali infradito dorati altissimi, una cascata di morbidi riccioli biondi che portava sciolti sulle spalle... il trucco impeccabile con l'eye-liner che sottolineava gli occhi verdi da pantera. -Ciao!- -Era ora!- disse Fabio, l'operatore di ripresa -Cominciavo a pensare che ti fossi dimenticata dell'appuntamento di oggi.- -No, scusa, non mi sono scordata, è solo che c'era un traffico infernale in tangenziale...- -Ok, scuse accettate. Ora vai in camerino a prepararti, dobbiamo girare la tua parte; poi dopo arriverà Diego e tutto deve essere già pronto...- Monia fece come le era stato detto. Sparì nel camerino e ritornò dopo alcuni minuti con indosso soltanto un completino in pizzo color albicocca ed una vestaglia lucida tinta vaniglia. Una nuvola di profumo speziato e crema per il corpo impregnò l'aria ed avvolse le narici dell'operatore dandogli una sensazione inebriante tale da sentire un leggero formicolio al basso ventre; dovette passarsi leggermente una mano sui pantaloni, come per calmare un'onda impetuosa. -Buono- pensò -non è il momento ora...- Monia si accorse del gesto di Fabio, ma non vi fece caso più di tanto. Era abituata a scene del genere, e sotto sotto si sentiva lusingata nel provocare simili atteggiamenti. Si allungò lentamente e sinuosamente sulle lenzuola impalpabili ed aprì un poco la vestaglia. -Così vado bene?- chiese guardando il cameraman dritto negli occhi ed umettandosi appena le labbra con la saliva. -Ok, sei perfetta... aspetta, ora regolo le luci, bene così. Azione! Ora guarda in basso un po’, fai come se io non ci fossi, accarezzati un seno, sì così... ora l'altro, ora passati delicatamente le mani sulle caviglie così, no, più lentamente... falle salire su per le ginocchia, così, poi più su, ok, bene così, mettiti le mani sul bordo superiore del perizoma... scotta. Sollevalo poi rilascialo, percorri il tuo pancino con le dita, fai dei cerchi concentrici intorno all'ombelico, così... accarezza piano il piercing, poi fai salire le mani sul seno, chiuditelo a coppa... titilla i capezzoli piano, poi un po’ più veloce e a fondo... sì, sono belli sai, e gonfi... ora tirali fuori e falli sporgere dal reggiseno... che spettacolo! Così, ora mettiti le dita in bocca, bagnale bene e ripassale sui seni... così, sei fantastica! Prova a tirarli più che puoi in fuori... è bello, vero? Ora china la testa in avanti... di più... tira fuori la lingua... dai che ce la fai... di più, ancora... passatela sulla pelle bagnata delle tette, così ecco, ci siamo, gira in tondo...- Monia fece tutto questo in modo impeccabile e languido; era bravissima. Fece scivolare sul letto la vestaglia, ora faceva troppo caldo, si sentiva bene, era eccitata, aveva sete. Si ricordò dello champagne che serviva per le scene successive da girare insieme a Diego. Ma lui non c'era ancora, e lei aveva sete, una sete terribile. Decise di fare uno strappo alla regola: dopotutto cosa faceva di male? Vide il cesto di fragole, ne prese una in mano, se la passò sulle labbra, la fece rotolare in mezzo ai seni, poi la fece risalire sul collo prima di morderla piano, ne trangugiò un piccolo pezzo poi bevve un sorso di champagne. Poi intinse la fragola nel vino, ne mangiò un altro pezzo, e bevve nuovamente. Si sentiva eccitata al massimo ed inebriata dal vino fresco; si alzò piano dal letto ed uscì dal set, si avvicinò a Fabio ed iniziò a strusciarvisi contro, con le tette tra le mani, porgendogliele con tutta la passione possibile. -Oh Monia, no! Sto lavorando, e poi sta per arrivare Diego, devi "girare" con lui... se continui così non resisto.- -Chi se ne importa di Diego, io ho voglia adesso e lui non c'è e poi ho davanti agli occhi qualcosa che mi interessa di più.- Infilò una mano nei pantaloni di Fabio, e soppesò la consistenza dell'arnese. -Wow, oggi è la mia giornata fortunata, niente male, proprio niente male!- Lui non capiva più nulla a quel punto. Posò la telecamera sul mobile, attivò la funzione "AUTO" di ripresa automatica fissa, controllò l'inquadratura sul letto, prese Monia fra le sue braccia e la condusse sopra. -Sei bellissima... ed io non ce la faccio più!- -Aspetta- disse Monia -Chiudi a chiave la porta, così un'altra volta Diego impara a non arrivare più in ritardo!- -Ok, chiuso. Ed ora inizia il film... toglimi la camicia... così, mhmm non so come farò a resistere ancora un po’...- Monia lo spogliò degli indumenti che finirono a terra uno dopo l'altro. -Sai che sei forse anche meglio di Diego? Non hai mai pensato di fare l'attore?- -Veramente prima di oggi, no!- Fabio aveva un fisico atletico, era abbronzato ed anche disinvolto. I capelli biondi corti con un taglio da "marine americano" gli davano un aspetto curato ed ordinato. Iniziò ad accarezzare tutto il corpo di Monia, fremente di desiderio; poi prese il flûte, vi aggiunse un po' di champagne, vi tuffò un dito dentro e lo infilò nell'ombelico, quindi ne versò un goccio sopra. Posò il bicchiere ed iniziò a leccare ed a succhiare... -Mhmm, che buono... sa di te!- Fece scorrere le dita sul bordo del reggiseno, tirò i capezzoli turgidi, poi glielo sfilò via, ecco così era favolosa. Le tolse anche il perizoma che finì a terra. Fabio percorse con leggere carezze il suo corpo, tracciò il perimetro del viso stupendo, scese lungo le rotondità dei seni pieni e sodi... rimase qualche secondo in contemplazione a guardarli, come in trance, come un bambino davanti alla vetrina della pasticceria... poi vi infilò il naso in mezzo. Sembrava fatto apposta per essere incastonato in quel morbido solco. Lo fece scorrere su e giù mentre con le mani saggiava la pienezza delle tette. Poi al naso sostituì la bocca: fece dei movimenti circolari che partivano ampi per poi arrivare al centro, ai capezzoli duri come biglie. Monia accarezzò Fabio dappertutto, poi con mani esperte massaggiò delicatamente i testicoli dell'operatore. Com'erano morbidi... Quindi con un balzo felino fu sopra di lui dondolando i fianchi a tempo di musica. Ormai Fabio era straeccitato e con un colpo di reni si infilò in lei prepotentemente con tutto l'ardore e la passione di cui era capace. Prese a muoversi in quella cavità umida piano, poi un po’ più veloce, quindi diede un ritmo serrato all'amplesso che culminò con un intenso orgasmo prima suo, seguito subito dopo da uno travolgente di Monia. Sfiniti ma soddisfatti giacquero sul letto sfatto e rimasero addormentati, l'uno fra le braccia dell'altro, non accorgendosi che qualcuno stava bussando ripetutamente alla porta chiusa a chiave. Fu Fabio il primo ad aprire gli occhi. -Ehi, Monia, bussano. Deve essere Diego, sarà furibondo.- -Già, e chi se ne importa? Lascialo bussare, prima o poi si stuferà! Noi la nostra parte di film l'abbiamo girata, no? Basterà cambiare il nome dell'attore principale nei titoli di testa.- -A proposito- disse Fabio -il nastro non è ancora finito... che ne dici di riprendere a filmare qualche altra scena?- -Cos'hai in mente, esattamente?- -Girati...- E lei ubbidì.
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