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Diafano infinito
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Titolo: Diafano infinito
Autore: Amleto
Contatto:
Racconto n° 1479
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Aria tersa e cristallina, sferzata d’alta quota. Il dolore dell’ansimare s’insinua tra le labbra, assaporo la precarietà della vita. Scivolano i saracchi della mente nel velluto del respiro.
Si aprono spazi d’animo e di bianca luce.
Emozioni d’estasi di sola solitudine nel sublime del creato. Bellezza d’incanto.
Il silenzio maestoso libera la mente, inchino soave all’assoluto.
Riaffiora lenta l’esausta anima, spiritualità d’indaco s’attorciglia al pensare.
Ingoio l’attesa, varco il tempo, sonorità d’infinito, volo esasperato d’aquilone tra squarci di incontaminato ghiaccio alla ricerca della purezza offesa.

Occhi del silenzio donatemi presenza all’esistenza. Danza intima d’atavico interrogarsi.
Voce silente sparsa nell’etereo bisogno umano d’amare.
Aquila rapace, riapri le ali, sorvola l’ancestrale solitudine della mia mente, ridai piacere spirituale al volare libero. Traccia nella morbidezza del cielo origani colorati di vita.
Come libera sei sempre stata tu, visione sottile di desiderio.
Srotola il mio animo arruffato, ricama poesia al senso del mio vivere.

I miei occhi posati su di te, accesi d’occaso. Mi soffermo, ti rubo fantasia, sorseggio l’intima purezza del tuo corpo.
Ti prendo libera tra le braccia, ti lasci sprofondare, intrecciati ascoltiamo il silenzio di passione. Mi piaci, annego nel tuo aroma selvatico.
I pensieri persi tra le nuvole, le mani scivolano sulla tua pelle, disegno brividi, provo emozioni.
Nuda sei puro piacere, mi aggrappo agli occhi colmi.
Mani affamate percorrono le tenere terrazze del tuo corpo. La carne si ribella alle carezze maliziose, la pelle divampa, ti lascio bruciare con dolcezza, le pupille di seta avide hanno voglie sospese. Addenti il mio corpo, le mie labbra sfiorano le tue curve, è il tuo e mio sussultare.
Risalgo le caviglie sottili, si aprono sino le ginocchia sensuali,
danzano i fianchi, nell’intreccio schiudi la vogliosa poesia di carne, talamo di delicati piaceri.
M’incanti, carezze surreali, rincorro il tuo respiro con le dita, poi non so resistere, m’immergo nel tuo mare caldo, sento l’onda infrangersi, cerco e trovo desideri affamati.
Tenere gocce di rugiada profumata solcano la tua pelle, acuto d’eros disarmante, è l’attimo in cui i sogni prendono vita.
Evapori gioia, sussulti dentro le pieghe, ti dissolvi appagata nei riccioli del piacere.
Nel tuo falò, brucio al vento, è l’abbandono di corpi esausti.

Caparbia d’amore sai dipingere il mio cuore, scrutare le mie sensazioni, capire l’indissolubile intreccio dei miei sentimenti, conosci e parli al mio silenzio.
Di nuovo gli sguardi s’incrociano è il cullare d’anime nell’insenatura del tempo, la spiritualità d’alta quota ci avvolge come velo d’amore.
Che resta, se non la bellezza intima del silenzio diafano e infinito.


"... poca cosa è la vita
bevetela a grandi sorsi
non vi sarà bastata
quando dovrete perderla."

B. Brecht