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Il primo amore non si scorda mai
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Titolo:
Il primo amore non si scorda mai |
Autore:
Celeste |
Contatto:
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Racconto
n° 1484 |
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Anna era intorpidita, anestetizzata ormai da parecchio tempo, il suo corpo era come caduto in un letargo dei sensi. Lei e il suo compagno erano praticamente due estranei fuori e dentro il letto; non c’era nulla da fare, Anna era spenta. Ma in realtà il suo fuoco era solo soffocato dalla noia e dalle delusioni e lei in fondo lo sapeva. C’erano volte che questa situazione non le dava fastidio, anzi addirittura pensava di non aver bisogno di provare niente, ma c’erano dei momenti invece in cui qualcosa ribolliva dentro di lei e quei desideri sopiti riaffioravano prepotentemente. Quella mattina sembrava una giornata qualunque, quando, facendo una ricerca in rete, si trovò davanti il nome e l’indirizzo del ragazzo che le aveva fatto perdere la testa a sedici anni. Sorrise ripensando all’innocenza dell’innamoramento vissuto in quel periodo e si chiese che cosa sarebbe successo se lui si fosse accorto di lei. Era un pensiero stupido, ma Anna si accorse di provare un brivido al pensiero di quello che avrebbe voluto fare con lui e non aveva mai fatto… chissà se avesse saputo che si masturbava tutte le sere sognando di fare l’amore con lui! Senza quasi rendersene conto, appuntò quell’indirizzo e numero di telefono e poi proseguì nel suo lavoro. Durante la giornata si ritrovò spesso a ripensare a momenti del passato e riaffiorò il ricordo del fremito veloce che la percorreva quando lui le passava vicino sfiorandola, o di quando la guardava fissa negli occhi e sembrava che stesse per baciarla, o di quando sentiva il profumo di lui e già i suoi sensi si allertavano, o di quella volta che aveva messo un vestitino aderente e corto e lui le aveva passato i suoi splendidi occhi blu su tutto il corpo e lei si era subito inumidita, interpretando maliziosamente quelle sue occhiate. Sorrise e pensò che le sarebbe piaciuto rivederlo dopo quindici anni e così decise di andare vicino casa sua quella sera, solo per vedere se era cambiato. Andò a casa, si cambiò e decise per un abitino che le evidenziava le sue belle curve e un paio di scarpe con il tacco alto per risaltare le gambe lunghe ed atletiche. Si guardò allo specchio e sorrise. Era molto bella, non era più l’adolescente goffa che si nascondeva dentro enormi maglioni rubati a suo padre, ma una splendida donna e più si guardava più un’idea si insinuava nella sua mente. Un lampo malizioso e furbo brillò nei grandi occhi nocciola, sentì il suo corpo svegliarsi: - Sei bella Anna – disse tra sé – ok, Fabio non ti vuole più, ma chissà se Thomas invece, vedendoti ora…- Sorrise all’idea, pettinò i lunghi capelli neri e lisci come la seta e partì. Trovò facilmente la sua casa, spense il motore e scese. –E’ una follia- pensò -non so neanche quando tornerà a casa… e poi cosa gli dico, basta vado via, devo essere impazzita-. Mentre la mente era in subbuglio, il suo corpo non voleva assolutamente allontanarsi da lì, si sentiva eccitata all’idea di rivederlo e i pensieri della giornata le avevano risvegliato una voglia che, dopo molto tempo di dormiveglia, scalpitava e scalciava come un cavallo imbizzarrito. Improvvisamente arrivò un’auto e parcheggiò. Scese un uomo e il cuore di Anna ebbe un sussulto: era lui. Non era cambiato per niente, solo i suoi lineamenti erano un po’ più induriti, più maschi. Il desiderio si risvegliò in tutta la sua potenza, Anna scese dall’auto e lo raggiunse. Lui si girò e i suoi occhi indugiarono sulle curve di quella mora mozzafiato che gli si avvicinava. Anna sorrise. –Guardami, guardami ancora– pensò. – Ciao, Thomas, ti ricordi di me? Sono Anna della 3B, come stai?- Thomas non poteva credere che quella donna così sensuale e sexy fosse la ragazzina dolce e timida che gli faceva il filo alle superiori. -Se fossi stata come sei adesso ti avrei sbattuta per tutti i cinque anni!- pensò, e una vena maliziosa comparve nel sorriso che le rivolse –Ciao Anna! Come va? Non ti riconoscevo, stai molto bene! Come mai da queste parti?- Anna non era mai stata brava a mentire, ma in quel momento ricordò un cartello di vendita in un appartamento poco distante. -Sono venuta a vedere una casa, sai vorrei trasferirmi qua. Pensa, così potremmo vederci spesso-, disse guardandolo fisso negli occhi. –Tu vivi qui?– chiese ingenua indicando la casa. -Sì, vuoi salire un momento, facciamo due chiacchiere parlando dei vecchi tempi?- propose Thomas, rendendosi conto della vampata di calore che lo stava divorando mentre accarezzava con gli occhi quel corpo sodo. Anna esitò un momento, non era lei ad avere il controllo, ma la sua voglia carnale di sesso. Non era lui, era un uomo che la desiderasse quello di cui aveva bisogno, per cui chiunque sarebbe andato bene, il suo unico merito era stato quello di averla risvegliata, pensò. Poi lo guardò e si rese conto che sbagliava: i suoi occhi blu le facevano girare la testa, le spalle così larghe che facevano venir voglia di aggrapparcisi, il suo fisico atletico la faceva bruciare dal desiderio di sentirlo su di lei e dentro di lei, non poteva rifiutare. Entrarono nel suo appartamento e Anna perse completamente il controllo di sé; il richiamo del suo odore maschio di cui era impregnata la stanza la sopraffece e così, mentre lui versava il Martini nel bicchiere, lei gli si avvicinò da dietro e gli accarezzò la schiena. Sentì i muscoli di lui che si irrigidivano sotto il suo tocco delicato e questo la fece infiammare ancora di più; così posò la sua bocca carnosa sul collo di lui e cominciò a baciarlo. Thomas, appena sentì le sue dita e il corpo di lei aderire al suo, sentì il suo desiderio muoversi, ma non si mosse, voleva gustarsi ogni attimo di quella femmina così incredibile apparsa dal suo passato. Poi si voltò e la baciò. Le loro bocche si unirono sempre con più ardente passione quasi a divorarsi e le loro mani esploravano i corpi che si denudavano. Thomas le accarezzò i seni, baciò i suoi capezzoli bruni e turgidi e poi la prese per le natiche per farla aderire a lui e farle sentire la sua erezione. Anna si sentiva ardere, lo voleva tantissimo e si fregava sul suo membro duro per eccitarlo ancora di più, voleva farlo impazzire. Si staccò e si inginocchiò davanti a lui per leccare e succhiare il suo sesso. Thomas gemeva di piacere. Anna aveva perso ogni inibizione e gli si offriva come non aveva mai fatto in vita sua. Si staccava e ricominciava sapientemente per prolungare la sua estasi. Lui la fermò, la fece stendere nel tappeto e la guardò per un lungo momento soffermandosi su ogni particolare del suo corpo che nella penombra della stanza assumeva una lucentezza particolare rendendolo anche più sensuale. I suoi lunghi capelli neri erano sparsi sul tappeto e incorniciavano il viso stravolto dal desiderio. Vedeva il suo petto alzarsi e abbassarsi, sconquassato dal respiro affannato della passione che la divorava. Anna lo lasciò fare e quegli occhi che l’accarezzavano così lentamente fecero crescere ancora di più il bisogno febbrile di averlo. Allargò le gambe e lui ne approfittò per penetrarla. Lei accompagnò i suoi movimenti e il piacere crebbe fino a farli urlare quando raggiunsero l’orgasmo che li lasciò stremati. Anna lo guardò e sorrise. –Non sono venuta a vedere l’appartamento, ma per incontrare te-, disse mentre si rivestiva. -Perché?– chiese Thomas. -Il primo amore non si scorda mai!– rispose Anna mentre apriva la porta. Si girò, gli mandò un bacio e se ne andò.
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