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Attesa
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Titolo:
Attesa |
Autore:
Veronica |
Contatto:
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Racconto
n° 15 |
Altri
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Ti ho aspettato fino all'una: non avevo sonno. Avevo preso un caffé dopo cena. Così, ho ripescato un vecchio libro, mai finito, dalla libreria e mi sono sdraiata sul letto, fra le lenzuola umide. Sono di seta, fruscianti; ti scivolano addosso. Come la mia eccitazione. Il mio corpo era caldo e pensavo che la seta fresca potesse recargli un po' di refrigerio. Ma niente. Era te che voleva "la mia carne bollente." Mi sono alzata. Sono andata in bagno. Ho guardato il mio viso riflesso nello specchio: le pupille erano luminose, lo sguardo languido. Il trucco ancora evidente. Non c'era traccia di sonno. Ho preso l'asciugamano e l'ho intriso di acqua gelida e dolcemente, ho strofinato il mio corpo, le mie cosce. Tendevano istintivamente ad aprirsi. Ho indugiato su quel punto; ho chiuso gli occhi; ho sognato di te. Un istante infinito. Poi, un rumore mi ha ridestata e riportata alla realtà: erano ora le due. Un'auto aveva frenato. Mi sentivo, ancora, così inquieta. Tu dove eri in quel momento? Perché non eri con me? Avevi preferito la compagnia dei tuoi amici balordi del bar; o la bocca vogliosa di qualche cagna in calore? Mi sono diretta in cucina. Ho aperto il frigorifero. Lo riempio sempre di cibi invitanti: il palato vuole essere soddisfatto. Almeno lui! Ancora inappagata e più sveglia che mai, ho acceso il video. Come al solito, di notte davano quei programmi che di giorno si censurano. Hai notato che di recente si vedono solo donne? Maggiorate, ipermaggiorate e supersiliconate sprecano la loro avvenenza solleticandosi fra loro. Se avessi tanta carne non la userei con un'altra donna! Di gran lunga, preferisco delle cosce muscolose magari di uno sportivo, non un palestrato:- che ne so?- un decathleta o un tennista. Bacerei e leccherei il suo torace liscio e ben modellato. Sono decisamente eterosessuale. E maledettamente monogama. E' te che voglio, caro! Tu non ci sei, però. Come al solito! Dici: "vengo, aspettami alzata! Magari indossa la tua costosa lingerie che mi stuzzica tanto.". Così, io, come una stupida, ci sono cascata; come sempre. Ogni volta., preparo i miei sensi al tuo arrivo. Ogni poro aspetta solo di risucchiare il tuo odore, gli effluvi che emana la tua pelle compatta e tesa. I polpastrelli delle mie mani sono agili frementi: li sento. Vogliono solo poter toccare il tuo corpo. Le mie labbra.. Non ne parliamo! Sembrano gonfiarsi; qualcuno direbbe che mi sia fatta iniettare silicone, per renderle più evidenti. Ma no! E' tutto naturale: si estendono e si protendono in avanti, pronte a baciare il tuo collo e tutto dite. Si allenano! La mia anima, poi, è la più vigile: sembra ridestarsi dal suo naturale torpore e languidezza. Gli occhi si accendono vivi e luccicanti, le orecchie sono tese, solo per poter captare il minimo suono che ricordi la tua voce calda e screziata da tante sigarette. Insomma, tutto di me freme; e tu non ci sei. Tu latiti, sempre. Tu, ormai, sei solo una parvenza d'uomo. Sei solo quello squillo di telefono, io che sollevo la cornetta e tu che dici: "vengo, aspettami alzata!". Vengo. Ma chi viene più, oltre alle donnine allegre della televisione notturna? Io di certo no! Che tormento! Questi pensieri mi hanno turbata e raffreddata. Più delle lenzuola; più del gelato che ho divorato, mentre ti aspettavo ed inutilmente immaginavo il momento in cui saresti apparso sulla porta. Mi sono sdraiata sul letto; ho chiuso gli occhi, ma non ti ho più sognato. Tu eri distante, chissà dove, in quale bar, con quale troietta di turno. Tu eri distante nei miei pensieri. Il sonno stava sopraggiungendo, lieve, atteso, sperato. Poi, ho deciso: l'indomani, avrei regalato la mia lingerie nuova.
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