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Illusione
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Titolo:
Illusione |
Autore:
Daniela |
Contatto:
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Racconto
n° 150 |
Altri
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Non poteva essere vero! Non poteva essere lui! Non doveva essere lui!!! Mi girava la testa, avevo la nausea…….no …….tutto questo per un banale, stupido, insignificante cartello stradale che mi ha obbligato a fare una maledetta deviazione. Pensare che non dovevo neanche uscire, invece presa dalla noia di un sabato pomeriggio che in realtà dovevo trascorrere in pieno relax, decisi di andare a vedere quel negozio di intimo che così tanto aveva stuzzicato la mie fantasie erotiche. Meno male che c’era il sole, dopo tanti giorni di pioggia e freddo finalmente una bella giornata, una di quelle giornate che mette allegria e spensieratezza, allora perché restare chiusa in casa ad oziare? Mentre guidavo i miei pensieri erano tutti per lui, avevamo passato il mercoledì sera insieme, in un ristorantino carinissimo, pochi tavoli, lume di candela, cucina raffinata, in un’atmosfera d’intimità indimenticabile, quella bottiglia di vino così fresco e frizzante ci aveva mandato un po’ su di giri e guardandoci profondamente negli occhi abbiamo incominciato ad accarezzarci le mani, mani che avevano voglia di esplorare i nostri corpi che già fremevano al pensiero di cosa sarebbe successo dopo. Intanto la mia gamba si era insinuata tra le sue, quel contatto gli provocò un sussulto, sapevo come eccitarlo, mi piaceva vederlo così………voglioso di me, sapevo anche che in quel momento la sua eccitazione stava per esplodere, avrei voluto sentirlo contro di me turgido e umido ……..decisi che la cena era finita. Ci avviammo verso casa mia, elettrizzati e un po’ brilli, mentre percorrevamo le strade del centro vedevo le insegne dei negozi illuminate girarmi intorno, non parlavamo, eravamo come ipnotizzati da un solo pensiero, sfrecciavamo nel traffico con addosso l’ansia di chi ha paura di sprecare il tempo, così prezioso per noi e per i nostri incontri d’amore, dopo neanche mezz’ora eravamo a destinazione. Non appena entrati nel portone mise la sua mano sotto la mia gonna, e quasi ridendo mi disse: “E se ti facessi qui?” Un brivido mi attraversò la schiena, sapeva che era una mia fantasia? Avevo un gran caldo e ammiccando gli risposi: “Non credo tu abbia il coraggio di farlo!” Sapevo che avrei colpito nel segno, era come una sfida ……..un secondo dopo ero con le spalle contro la porta della cantina, la gonna tirata completamente su e la sua lingua affondata dentro di me…….stavo sudando………cercavo di trattenere in miei gemiti di piacere per paura di farmi sentire, ma non riuscivo a smettere, d’un tratto portò la sua mano sulla mia bocca e mi zittì, ero completamente invasa da una voglia di essere scopata, le mie gambe si aprirono invitanti……lui mi fissava malizioso e baciandomi sul collo mi sussurrò: “Chiedimelo…..dai chiedimelo”, avrei voluto urlare, ma la sua bocca sprofondò nella mia. Mi penetrò con violenza, lunghi e forti colpi mi facevano mancare il fiato, il ritmo aumentava sempre di più, sempre più forte, il mio corpo era un tutt’uno con il suo, mi tirò sù tutte e due le gambe e continuò a spingere, sempre di più ………le nostre bocche s’incontrarono di nuovo, la mia saliva si mischiava alla sua……era eccitante………..d’un tratto cominciò a darmi piccoli morsi sul collo sapendo che sarei impazzita di piacere ………..”Sì ….ancora, ancora……” non riuscivo a dire altro, vidi i suoi occhi illuminarsi estasiati……….l’orgasmo arrivò violento e simultaneo. No non è lui……….no…..no In quella piccola via dove oramai le auto erano in coda da quasi cinque minuti, mi sentivo quasi inebetita da quanto stavo vedendo, e non volevo crederci, ma il suono di un clacson dietro di me mi fece tornare a quella cruda realtà, lui era lì poco distante da me, le sue mani tra i capelli di una piccola e minuta brunetta, la stava baciando con passione poi la prese per mano e insieme scomparvero dietro un portone. Non ho pianto, non ho riso, ho continuato a guidare senza ricordarmi più quale fosse la mia destinazione, appena uscita dall’ingorgo ho fermato la mia auto e ho incominciato a camminare e a respirare profondamente, i miei pensieri s’intrecciavano tra dolcissimi ricordi e una rabbia furiosa, “forse me lo sono meritato” ho detto a me stessa, ma non riuscivo a capire dove avevo sbagliato, perché aveva avuto bisogno di un’altra donna, non potevo credere che il suo amore fosse un’illusione, un’illusione non dura due anni, i nostri progetti per il futuro erano state solo parole buttate in aria? Sparire o affrontarlo? Sono tornata sui miei passi, mi sentivo vuota e incapace di prendere qualsiasi decisione, era meglio tornare a casa. Al mio arrivo ho trovato un messaggio nella segreteria telefonica, era lui: “Amore, stasera andiamo cena fuori, ti voglio molto sexy”, mi sono seduta davanti al telefono e dopo aver riascoltato quel messaggio almeno dieci volte, ho chiamato sua moglie.
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