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Passione
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Titolo:
Passione |
Autore:
Zygaena |
Contatto:
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Racconto
n° 1509 |
Altri
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Un raggio di sole passa attraverso le gelosie, credo sia ora di alzarmi e infatti guardando la sveglia sul comodino noto che sono le nove. Sì, meglio che mi alzi, mi rigiro ancora una volta nel letto e sul cuscino al mio fianco c’è posata un’orchidea di medie dimensioni e dai colori tenui, bellissima come la persona che fino a un paio d’ore prima giaceva al mio fianco. Già, tu non disturbi, non metti neanche la sveglia pur di non farlo, sei silenzioso e delicato, esci per andare al lavoro e non ti sento ma lasci il tuo modo di dire buona giornata. Mi alzo, faccio una doccia veloce, un leggero tocco di trucco, guardo nell’armadio cosa potrei indossare, vediamo... jeans e maglietta? “No” Opto per un vestito nero estivo scollato al punto giusto, niente di che ma fa risaltare il mio seno. Prendo il cellulare, le chiavi della macchina e di casa ed esco, prima tappa supermercato poi si vedrà. In macchina accendo la radio, ma penso a te, al nostro incontro cosi casuale avvenuto circa un anno prima. Chi l’avrebbe mai detto che un uomo cosi bello, affascinante e colto si sarebbe messo con una come me? Una qualunque, tu che potresti avere tutte le donne che vuoi, hai scelto me.
Arrivo al supermercato, prendo un carrello e mi avvio attraverso le corsie, sono circa le undici quando il cellulare squilla, lo cerco nella borsa e rispondo. “Si?” ”Dove sei?” “Sono al supermercato” “Come sei vestita?” “Ho messo un vestito nero…” “Bello e a che punto sei con la spesa?” “Ho quasi finito qui, faccio ancora un paio di commissioni poi vado a casa…” “No, aspettami lì che arrivo, ti cercherò tra le corsie…” “Bene ti aspetto.” Dio mio… non oso pensare a quando arrivi, ogni tanto mi fai queste sorprese e… Arrivi, mi cerchi tra le corsie, mi arrivi alle spalle prendendomi per i fianchi e io sussulto, mi giro per baciarti. “No, ferma cosi.” Baciandomi sul collo, mi sussurri nell’orecchio di quanto sono adorabile e profumata. “Smettila siamo in un luogo pubblico.” “Sai che non m’importa, dai andiamo… lascia tutto e andiamo.” “Dove?” “Ti desidero come ti ho desiderata stanotte e come tutte le altre volte.” Mi prendi per mano guidandomi verso l’uscita e verso la tua auto, una sgommata e parti. “Dove andiamo?” Ti domando con aria curiosa mentre ti accarezzo la mano sulla mia coscia leggermente scoperta. ”Ti porto a pranzo, ma non a casa.” Nel frattempo entriamo in un parcheggio di un agriturismo. “Carino qui, non siamo mai stati… deve essere aperto da poco a quanto pare, vero?” “Si, è vero.” Entriamo, l’atmosfera e l’arredo sono molto accoglienti, fini… ci sono alcune persone sedute ai tavoli, alcuni uomini di una certa età con donne molto giovani, forse un luogo dove si ritrovano coppie di amanti. Il cameriere ci domanda se abbiamo una prenotazione. “Si, ma non in sala.” Allora il cameriere ci guida verso un giardino ben curato e dove ci sono dei piccoli bungalow. "Ecco il vostro bungalow, all’interno troverete tutto pronto, buona permanenza". Entriamo, la luce soffusa e una leggera musica invadono le due piccole stanze. Mi prendi la mano portandola alla tua bocca, baciandomi le dita; ora ti avvicini e prendi i miei fianchi accarezzandomi dolcemente, mi baci il collo, le spalle scoperte sapendo quanto mi piace, cerchi la mia bocca e io la tua, affamati come sempre di noi stessi. Ora mi giri e tu sei dietro me, mi accompagni nell’altra stanza dove c’è un armadio con lo specchio, continui a starmi dietro baciandomi, poi alzi la testa guardando i nostri corpi riflessi allo specchio. “Guardati, sei stupenda.” “Puoi avere tutte le donne che vuoi perché io?” “Perché è te che cercavo da sempre e finalmente ti ho trovata, sei bellissima e non ti rendi conto, io ti desidero ogni momento della giornata.” Fai scivolare le spalline del vestito toccandomi i seni con dolcezza per poi inginocchiarti e sfilarmi il vestito lentamente, mi accarezzi le gambe scostando leggermente il perizoma con la lingua, risali verso i miei seni. Ora tocca a me spogliarti, mentre continui a baciarmi ti slaccio la cravatta e sbottono la camicia dove sotto si nasconde il tuo corpo maschile ben fatto, quasi perfetto ai miei occhi. Mentre ti bacio sul petto le mie mani scendono verso la cinta e anche li con lievi movimenti slaccio cintura e zip dei pantaloni eleganti che scendono leggeri attorno le tue gambe ben fornite e muscolose, ti lasci accarezzare e baciare ovunque, piace a entrambi il contatto fisico e i preliminari, un gioco di odori, sguardi e tatto, un susseguirsi di emozioni e sensazioni una dopo l’altra. Prendi la cravatta che prima misi attorno al mio collo e con questa mi bendi gli occhi, ora non so cosa vuoi fare… spero non in un gioco spiacevole. Mi accompagni facendomi sedere sul piccolo divano che ricordo di aver visto. Ora non sento nessun rumore e tu come al solito sei silenzioso e non riesco a sentirti mentre ti muovi, mi domando dove sei e cosa stai facendo, come se mi avessi letto nel pensiero. “Non ti preoccupare ti sto ammirando e contemplando le tue labbra carnose e vellutate che vorrei poter mordere ma aspetterò… ora lasciati guardare.” Sento che stappi una bottiglia, forse vino o spumante non so. Il tuo passo felpato che si avvicina e il tuo respiro li sento ora sul mio viso… una goccia di qualcosa mi scende sulle labbra, si... è spumante, apro la bocca per gustarne il sapore ma tu mi baci mordendomi dolcemente il labbro superiore. Un’altra goccia ma questa volta un rivolo mi scende tra i seni e tu che affondi il tuo viso per leccare la scia lungo il mio corpo fino all’orlo del perizoma… ecco... di nuovo fermo immobile sento solo il tuo sguardo su di me. Mi prendi un piede avvicinandolo alla tua bocca, iniziando a baciarlo sotto la pianta e leccarlo sul dorso fino ad arrivare alla caviglia e con le mani un lieve massaggio con qualcosa che non so ancora cosa sia, forse una crema per il corpo fruttata. Arrivi al ginocchio allargandomi le gambe mentre ancora mi massaggi fino ad arrivare al contatto con il perizoma. Le tue mani sono calde e anche la tua lingua che passi sul mio inguine fino ad arrivare all’ombelico. E’ un piacere e una sensazione immensa non vedere e sfruttare tutti sensi tranne la vista, dall’odore al tatto sul proprio corpo, il gusto e il sapore della tua lingua nella mia bocca che ora è avida di baci. Sai di yogurt, ecco cos’è. Mi riprendi per mano togliendomi la cravatta dagli occhi e mi dici “Ora pranziamo, avrai fame quanto me.” Mi accompagni nella stanza da letto e lì mi posi dolcemente sul letto, stranamente indossi i pantaloni e finisci di spogliarti sempre con i tuoi movimenti lenti e leziosi. Ti posi al mio fianco e con passione travolgente facciamo l’amore come sempre. Ci addormentiamo sfiniti e appagati.
Sono circa le quindici quando apro gli occhi e sono sola, tu non ci sei, come sempre te ne sei andato via silenziosamente. Una busta e una rosa rossa sul cuscino. Prendo la busta, la apro e dentro un messaggio che dice:
"Dormivi tranquillamente e non ti ho voluta svegliare, stasera abbiamo una cena importante, sarò a casa verso le diciannove, ho chiamato un taxi per tornare al supermercato e prendere la tua macchina. Le chiavi della mia le troverai alla reception. Ti adoro. Ah, dimenticavo a casa troverai una sorpresa. Baci."
Mi avvio sui miei passi e ritorno al supermercato a fare la spesa, ancora qualche commissione poi a casa. Preparo un caffè, nel frattempo metto via la spesa e ritorno a pensare a te… non hai mai dichiarato il tuo amore e io non te l’ho mai chiesto, forse sapendo che dal momento che si dice la parola amore qualcosa è già finito. Guardo l’ora. “Accidenti mi devo preparare, tra poco arriva e io sono ancora qui.” Avevo dimenticato della sorpresa ma la trovo entrando in camera da letto, un bellissimo abito nero disteso sul letto con un paio di calze nere bordate di uno stupendo pizzo. Guardo l’abito ancora una volta: è stupendo. Faccio una doccia tiepida, mi asciugo i capelli e come sempre un velo leggero di trucco guardandomi allo specchio. Mi ritrovo di nuovo a pensare: "Perché hai scelto me?"
Non ti ho sentito entrare, ma sento l’odore del tuo profumo. Io continuo a prepararmi, sono qui seduta sul bordo del letto, infilo le calze nere con movimenti lenti, so che sei lì dietro la porta che osservi, che mi osservi. Ti piace osservare, e il tuo sguardo mi delizia, lo sai bene... Mi alzo per indossare l'abito nero che mi hai regalato, mi vieni vicino, tiri su la zip a metà e ti fermi... mi baci sul collo, sento il tuo respiro farsi caldo, mi giro per baciarti appassionatamente, il bacio... caldo e intimo che va alla scoperta dei nostri sensi. Un brivido percorre la mia spina dorsale fino ad arrivare alle punte delle mie dita. Fai scivolare l'abito a terra, mentre le tue mani vagano alla scoperta del mio corpo, un corpo che si lascia andare e travolgere dalla tua passione. Il tempo è trascorso ed è tardi, dobbiamo andare. Mi vesto mentre osservi per l'ennesima volta i movimenti lenti e leziosi che tu adori... ”Sono pronta, ora possiamo andare...”
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