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Cioccolato bollente
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Titolo: Cioccolato bollente
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 151
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Quel giorno di Aprile, al sole tiepido distesa, con le dita delle mani appena laccate di rosso, con la pudica sensazione di essere sola nella mia nudità, assaporavo con avida ingordigia il mio succo di fragole con ghiaccio.
avevo telefonato poco prima al mio elettricista per venire a ritirare la lampada del salotto buono, perchè il giorno dopo avrei dovuto incontrarmi con delle persone autorevoli della Comunità di cui facevo parte, per determinare dei programmi di solidarietà.
rilassata e inerme, quasi fossi stata raggiunta da una delicata folata di inerzia, la mia pelle al sole stava man mano diventando sempre più calda.
mi tolsi la vestaglia di seta e lasciai che i raggi mi baciassero tutta, quando all'improvviso... suona il citofono, mi alzo svogliatamente dalla sdraio, appoggio il bicchiere sul tavolo e corro ad aprire, ovviamente trascinandomi stancamente fino alla porta.
Una volta aperta, mi accorsi che l'uomo che avevo davanti non era affatto il mio elettricista, ma un aitante nero, stretto in una tuta blu e gialla, con in testa un cappellino sportivo della Nike, dello stesso colore... l'uomo mi fissava come incantato, sorrise deliziosamente e mi fece notare che ero nuda, di fronte a lui, impacciata richiusi la porta sulla sua statuaria faccia, poi presi un asciugamano e riaprii... un pò rossa in viso.
"Sono qui per la lampada signora!" "prego si accomodi è di là nel salottino!" lo guardai entrare, nella sua camminata decisamente sexy, il suo di dietro era piccolo e sodo solo come i neri atleti hanno, ebbi un sussulto dentro di me... dovevo averlo!
Mi avvicinai a lui che era indaffarato a cercare la spina, io mestamente lasciai scivolare il telo che cingeva le mie carni ardenti e lui rimase fermo immobile, con due occhi neri fissi sui miei capezzoli, già turgidi di desiderio.
Lui disse: "...signora lei...lei!" lasciai balbettare quel lei per altri dieci secondi, poi gli suggerii con voce sensuale e impostata:"...vede non è mia abitudine, ma lei mi piace tanto, perchè ho sempre amato il cioccolato, soprattutto quello fondente... mi stavo appunto chiedendo se caso mai non volesse soddisfare la mia gola...il mio appetito!"
Ovviamente, come ad ogni uomo sano, decisamente maschio, non occorre ripetere un invito e così accadde, ciò che doveva accadere...

Sul divano, sotto la lampada da riparare, l'uomo si spogliò della sua tuta, mi prese e mi pose a gambe aperte di fronte a lui, che già avidamente prese a leccare il mio intimo con dolcezza, fremevo ah se fremevo a quella lingua, rosa come certi coralli, lui era muscoloso, perfetto, palestrato, sexy... mi appigliavo al suo corpo come ad una roccia.
Lui si tolse allora i pantaloncini, lasciando di fronte al mio viso, duro, grosso e palpitante un membro spropositato (è proprio vero quello che dicono dei neri allora); questo pensiero passò nella mia mente in un lampo e già mi trovavo quel cannolo al cioccolato ficcato in bocca in tutto il suo ardore, e sapore.
Dio che meravigliosa esperienza, quando giunse a penetrarmi, il mio desiderio si aprì come un cardo maturo, offrendo la più ampia delle dilatazioni e non potete immaginare quanto fu bello, dolce, e sensuale avvinghiarmi a lui in preda alle sue spinte...
un continuo, andare tornare, sul truce tronco d'ebano umido fino a quando esplose su di me in un fiume di panna acida... mai mangiato un cioccolato più farcito di quello che Sam (questo il suo nome) riuscì a donarmi.
Gli incontri con lui avvennero sempre più frequentemente nelle settimane a seguire, ovviamente era ben ripagato del suo servizio... tanto è che mi sono fatta un impianto elettrico tutto nuovo, pur di avere tutto per me quel cioccolato bollente.