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Un incontro di mezza estate
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Titolo:
Un incontro di mezza estate |
Autore:
Mcdino |
Contatto:
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Racconto
n° 1510 |
Altri
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Eccoci di nuovo qui, magari soli, che bello sarebbe! Immagino già il tuo profilo nella penombra di una stanza, adesso che fuori incomincia a fare caldo. Magari con una canottierina che lascia intravedere le forme. Una gonnellina leggera e ovviamente niente calze. Si sente il profumo nella stanza, il tuo profumo. Io non resisto, sono attratto dal tuo corpo, dal tuo respiro che rompe il silenzio di quel momento; mentre mi avvicino si fa più affannato, come se avessi paura, magari paura di provare una cosa che secondo te non è giusto… ma lo sai che con me puoi fare tutto… Sei libera di parlare, di aprirti, io sono lo scrigno che racchiude i tuoi pensieri, scrigno che è impossibile aprire, se non con la chiave dei tuoi pensieri. Ad un tratto non ci tratteniamo e quello che si voleva finalmente si avvera. Un lungo bacio sancisce l'inizio di un momento che vorremmo durasse in eterno. Le labbra finalmente si toccano, le mani bramose di scoperte si insinuano dappertutto. Non resisto, voglio sentire e vedere quel tesoro da te descritto, il tuo Bacio Perugina. Mi chiama, mi attira e io non sono di certo insensibile a quel richiamo, così scosto un pochino la spallina e finalmente vedo il tuo seno, piccolo, rotondo e perfetto, anche se tu non te ne accorgi, mi fermo per un istante eterno a contemplare quel lembo di pelle che tanto mi attrae. Ma il tempo non basta mai, allora mi avvento per cercare di trattenerlo fra le mie labbra. Sento che la cosa non ti lascia impassibile, anzi, sento che sotto i miei denti, che intanto si sono avvicinati, cresce quel simbolo del piacere, mi sento addirittura dischiudere le labbra dalla forza con cui si sta indurendo. Mi godo questo momento mentre con una mano afferro l'altro, ancora imbrigliato nel reggiseno e con l'altra seguo il tuo profilo. Sento la pelle liscia e calda, desideroso di sentire ancora più caldo, mi insinuo sotto la gonna per andare a incontrare quell'intimo. Quell'intimo che è l'unica cosa che mi separa dal piacere immenso di sentire tutta la tua morbidezza, la morbidezza che può essere solo paragonata alle tue labbra. Ma quelle le ho già, mentre dalle altre mi divide solo un piccolo filo. Una sensazione che mi piace e mi eccita, allora la protraggo a lungo giocando prima sul dietro con il filino, inserendo il dito e tirandolo delicatamente per sentire la carne del tuo sedere. Poi la voglia sale, allora passo davanti e nel passare davanti il dito si infila sotto quella mutandina, fino a sentire l'entrata di quel buchino, la voglia è oramai prossima a farmi impazzire. Allora ti adagio sul letto, senza neanche pensarci ti sfilo la canottiera e il reggiseno, e rimango un minuto a contemplare quel corpo, seminudo. Ma subito la voglia mi riassale, da quella posizione sul letto posso con facilità toglierti quel pezzettino di stoffa. Oramai non vi è più un cantuccio asciutto, questo mi piace e mi spinge a fare di più, perchè è il segno che sottolinea che le cose fatte finora sono gradite. Allora adesso che ho il tuo monte davanti, inizio la scalata che mi porterà al piacere, finalmente posso sentire il gusto di una vera donna. Seguo il profilo della tua rasatura, curata a filare centrale. Per poi una volta scavalcata la collinetta gettarmi fra quelle labbra che solo poco prima avevo fra le mani. Non mi trattengo, oramai la discesa è presa mentre la voglia sale. Non resisto… il tuo clitoride fra le mie labbra, lo sento, gonfio e voglioso, che non vedeva l'ora di incontrarmi, con delicatezza lo succhio, fino a che tu non emetti un gemito, misto di piacere e dolore. Forse ho esagerato, ma la voglia è tanta e non riesco a trattenermi. Allora incomincio a giocarci, prima con le labbra gentilmente, poi sempre più deciso con la mia lingua che come uno scalpello usato da un sapiente scultore, crea forme, solo nell'aria, che si trasformano in sensazioni, le sensazioni che sento che mi restituisci contorcendoti. Allora accelero, sempre dedicandomi anche al tuo corpo con le mie mani, le tue natiche, i tuo seni, i tuoi fianchi. Ah! Peccato aver solo due mani... Ma ormai il momento è giunto, il piacere oramai mi ha inondato il viso, ovunque, sento il tuo odore, il tuo sapore, anche io non posso più resistere. E' allora che con un colpo deciso di lingua concludo quel momento, quel culmine di piacere. Tu cedi e ti lasci andare in uno spasmo, seguito da un altro e un altro ancora. Fino a quando sfinita ti lasci andare sul letto e io a fianco a te.
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