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La stanza
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Titolo: La stanza
Autore: Caterina
Contatto:
Racconto n° 1523
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LA STANZA

La stanza era quasi buia e la penombra cosi densa che la ragazza ne avvertiva soltanto i contorni. Esitò sulla porta, guardando verso la grande scrivania dove una lampada verde illuminava le mani dell’uomo che vi era seduto lasciando il volto nell’oscurità. Era una figura potente e segreta, che aveva influenza in ogni tipo di affari: avrebbe potuto risolvere con uno schioccare di dita tuti i suoi problemi, ma, per farlo, desiderava qualcosa in cambio e lei ancora non sapeva cosa fosse. Colui che le aveva date le istruzioni per questo incontro l’aveva assicurata che avrebbe potuto andarsene in qualunque momento e che nulla le sarebbe stato fatto contro la sua volontà. Con il cuore in tumulto avanzò lentamente verso la sedia posta al centro della stanza, di fronte al grande tavolo di quercia, accompagnata dal rumore dei suoi tacchi alti sul lucido parquet e dalla carezza dei vestiti sulla pelle nuda.
Si fermò ad un imperioso gesto della mano dell'uomo, tenendo gli occhi fissi dinanzi a sé. Non ne vedeva il viso ma sentiva lo sguardo indugiarle sul corpo e avvertì, come ad una carezza indecente, i capezzoli tendersi sotto la leggera stoffa della camicia. Un calore inatteso le salì al viso e, d’istinto, cercò di mascherare la sua eccitazione sollevando il mento con aria di sfida.
Ma un languore rapace si allargò dalla bocca dello stomaco alle gambe, come un’onda tremula e incandescente che la fece vacillare.
Davanti al fragore di quello sguardo passò un tempo che le sembrò infinito sino a quando udì una porta aprirsi dietro di lei e i passi di donna avvicinarsi per arrestarsi alle sue spalle e far ricadere la stanza in un silenzio carico d’attesa.
Ad un breve gesto dell’uomo una mano leggera le avvolse la cintura ed iniziò a sfilarle la camicetta dalla gonna con delicata sicurezza.
Le dita si muovevano morbide e sicure risalendo bottone dopo bottone fino a liberare il busto e le braccia con un movimento sinuoso. Rimasero chiusi i polsini dai quali l’indumento ricadeva, come un laccio di seta, ad abbracciarle i fianchi. Rimase nuda fino alla vita poiché, come le era stato chiesto, non indossava né biancheria né calze. Le mani della donna le percorsero il busto esile partendo dalla vita sottile fino alle spalle delicate e dritte da ballerina, scendendo lente a disegnare attorno ai piccoli seni cerchi sempre stretti. La ragazza cercava di mantenersi impassibile e di sfuggire allo sguardo che la lambiva come fuoco per rapire i segni della sua eccitazione. Anche la gonna scivolò sui fianchi e cadde sul pavimento come una piuma leggera, fermandosi intorno alle caviglie slanciate, mostrando il pube rasato incorniciato dalle cosce snelle e dai piccoli fianchi rotondi.
Quella nudità improvvisa le diede un languore vergognoso e impudico e le inondò il sesso con un fiotto caldo che cercò di nascondere serrando le labbra e guardando lontano con il viso assente.
La donna le appoggiò la bocca alla schiena facendo seguire alle labbra la punta delle dita sulla mappa tenera della pelle, guidata in silenzio dalla volontà dell’uomo, attenta e vibrante ad ogni sua risposta. Quando le cinse la vita e la fece arretrare verso la sedia, lei scavalcò con un passo la gonna e sedette con la schiena eretta e le ginocchia chiuse, afferando i bordi del sedile con entrambe le mani. La donna le sollevò la massa di capelli lisci e scuri e li spostò con delicatezza sulla sua spalla sinistra iniziando a disegnarle il corpo con lievi carezze come quando si vogliono far risaltare i particolari più belli di un oggetto prezioso. La ragazza intuiva che gli occhi dell’uomo seguivano le dita sul suo corpo e percepiva quello sguardo come un’ulteriore carezza, piu’ sfacciata e impudica, più prepotente ed eccitante. Sentiva il respiro sull’orecchio, la bocca calda e morbida, la lingua insinuante, la mano sul seno che le prendeva il capezzolo tra il pollice e l’indice, dando dei piccoli strappi che le facevano correre brividi in ogni dove.
Piegò leggermente la testa all’indietro e chiuse gli occhi mentre lei si spostava inginocchiandosi al suo fianco, avvicinando la bocca morbida al seno, succhiando con delicatezza un capezzolo mentre con la mano accarezzava l’altro. Il cuore aveva accellerato i battiti e sentiva il sudore coprirla come un velo, mentre cercava di controllare il respiro per non arrendersi all’eccitazione intensa e umida che sentiva salirle in grembo. La donna la stava baciando tra i seni e le accarezzava le cosce con un movimento lento dalle ginocchia alla piega dell’inguine, che toccava leggera con i pollici, apriva le mani sul tondo dei fianchi e poi tornava alle ginocchia. Ogni passaggio la faceva aprire un po’ di più, mentre la bocca scendeva dolcemente.
Sentì l’uomo muoversi e capì che le era venuto a fianco perché ne percepì l’odore, un odore secco e salato come il legno asciugato dal sole sulla spiaggia. I suoi occhi erano chiusi ma sapeva che il suo sesso era in evidenza, rosso e bagnato come un frutto di mare, completamente mostrato al loro sguardo, ora che la donna lo stava allargando con le dita prima di appoggiarvi la bocca.
L’uomo le sollevò la gamba sinistra e le appoggiò la mano calda e pesante sul ventre, fece scivolare un dito nel solco del pube, fino alla fessura. Quando lo ritirò, la lingua della donna lo seguì, con un movimento continuo e ritmato che si fuse con il suo respiro. Si accorse di spingere il bacino in avanti ogni volta che sembravano lasciarla per cercare quella mano e quella bocca su di sé, ancora e ancora... Si sentì gemere leggermente e in quel momento, come ad un segnale, si fermarono entrambi.
Spalancò gli occhi e vide davanti a sé il sesso dell’uomo, lucido di piacere, fermo vicino al suo. Lei spinse il pube un po’ più avanti fino a toccarlo. Sentiva il desiderio montare come un’onda ed iniziò a dare piccole spinte in avanti sfregandosi su di lui, mentre gemiti sempre più lunghi le uscivano dalla gola. Lo voleva dentro di sé, voleva essere presa e riempita e sapeva che sarebbe avvenuto solo se lo avesse chiesto. Lo fece, con passione, guardando affascinata il membro eretto e palpitante dell’uomo, gridando la sua voglia con parole oscene e spudorate. Lui le sollevò anche l’altra gamba, sfregò il sesso sul suo con un avanti e indietro sempre più veloce sino ad entrare con un colpo deciso, movendosi con spinte sempre più intense e profonde. E lei, vinta dal piacere, gli donò l’urlo di un lungo orgasmo violento, una vertigine che le toglieva il fiato.

L’uomo le abbassò lentamente le gambe e uscì lasciandola aperta, sfinita e languida, per afferrarle con dolcezza i capelli e la costringerla a fissarlo finalmente negli occhi.
Lei scivolò dalla sedia e s’inginocchiò davanti al sesso ancora umido del suo piacere. Lo prese tra le mani sentendone la durezza e l’infinita dolcezza della pelle che scivolò, calda e morbida, scoprendo la lucida rotondità che lei accarezzò con le labbra, con la lingua. Sentì il suo sapore dolce e salato insieme, infine lo lasciò scivolare nella bocca accompagnandolo con la mano, sentendolo toccarle il palato, arrivare alla gola.
Gli occhi dell’uomo che non lasciavano un solo istante i suoi, la mano nei capelli accompagnava il movimento della bocca. Ogni tanto la allontanava leggermente da sé, continuando il movimento con la mano che la ragazza guardava affascinata. La donna incominciò a spogliarsi osservandoli e avvicinadosi e si fermò nella sua morbida opulenza, bionda e altera con le gambe leggermente divaricate di fronte all’uomo. Lui le accarezzò le labbra carnose infilandole le dita dentro la bocca che lei lentamente iniziò a succhiare una ad una.
La ragazza stretta a terra tra loro, guardò la donna e, carponi come un animaletto, iniziò a sfregarle il viso sulle gambe, movendo la faccia in su e in giù, accarezzandola con le guance, le labbra, la fronte, la pelle tiepida e dolce, infilandosi tra le cosce, annusando l’odore sempre più intenso di muschio e miele del suo scrigno segreto.
Ammirò il pube dorato, soffice e leggero che lasciava vedere con chiarezza il sesso grande e rosato, carnoso e umido. V’immerse il viso, movendosi avanti e indietro, afferrandole i fianchi pieni, infilando le mani nel solco profondo delle natiche, allargandole, esplorandola, immergendo dentro di lei le dita e la lingua, mentre il movimento lento e profondo del bacino la accompagnava e la guidava. Piano la donna s’inginocchiò mentre la bocca risaliva il suo corpo, la lingua s’infilava nella stretta fossetta dell’ombelico e le mani si aprivano a coppa intorno alla candida pesantezza dei seni dai larghi capezzoli rosati.
Avevano la soave consistenza di petali di rosa ma, al leggero tocco della lingua, s’increspavano diventando due punte dure e diritte, che si allungavano nella bocca mentre li succhiava e li mordeva leggermente.
Continuò a baciarla sul collo, a leccarle la gola ed il mento fino alla bocca grande e sensuale dove immerse la lingua annusando l’odore dei loro sessi mescolarsi. Il loro abbraccio era un intreccio sinuoso e simmetrico, un cercarsi ondeggiante e umido, un piacere che copriva ogni centimetro di pelle, un avvolgersi l’una nell’altra. L’uomo le osservava affascinato ed eccitato, continuando ad accarezzarsi mentre si liberava dei vestiti, sentendo scatenarsi violento il desiderio quando le vide rotolarsi a terra: la ragazza sotto che con le mani apriva e leccava la donna che aveva le ginocchia a terra, i fianchi in alto e la faccia affondata tra le sue gambe. Si avvicinò al suo bel sedere biondo, con il membro in mano, lo passò tra le natiche, lo appoggiò alle fessure, lo fece scivolare tra il pube e la bocca della ragazza, che lo leccò fino alla radice. La donna sollevò i fianchi spingendoli indietro, movendoli per cercarlo incitandolo con parole ansimanti. La prese all’improvviso, era bagnata e calda come il fuoco, e s’inarco’ con una leggera spinta quando lo sentì tutto dentro. Era gia sull’orlo del piacere e lui giocava a farla impazzire movendosi con un lento vigore, affondando e ritirandosi, lasciando la bocca dell’altra giocare con tutti e due.
Vedeva la bella schiena sinuosa sudata e tesa, le gambe allargate, il sesso scivolare dentro di lei sempre più veloce, sempre più in fondo, quando i gemiti le fecero capire che stava per esplodere, le afferrò i fianchi e la tiro verso di sé, con colpi veloci e fondi mentre lei godeva sollevandosi sulle mani e appoggiandosi tutta a lui.

Dopo l’ultimo sussulto della donna, l’uomo la lasciò andare, levandosi in piedi. Continuava a guardare quei due splendidi corpi stesi sul tappeto, ancora grondanti del piacere che lui gli aveva dato: la sensualità bionda della donna e la sottile bellezza acerba della ragazza, cosi diversi nell’accoglierlo, così estremi nel loro abbandonarsi.
Entrambe alzarono gli occhi verso di lui, si avvicinarono al suo corpo bruno e nervoso, al sesso eretto e scuro ancora luccicante e umido. Vide la ragazza davanti a lui che accarezzava i lunghi muscoli delle cosce, il pelo del pube, del ventre; sentì le sue dita delicate e curiose muoversi lentamente verso il suo organo palpitante guardandolo affascinata e accarezzandolo con la lingua in tutta la sua lunghezza.
Aveva una lingua calda e una piccola bocca avida che scorreva lungo l’asta, da sotto in su, fermandosi prima della punta per tornare indietro, con un massaggio lento e profondo.
La donna stava appoggiata dietro di lui, avvolgendolo in un abbraccio morbido. Sentiva la sua bocca infinita muoversi sulla nuca, il seno soffice accarezzare la schiena, il pube premuto contro i suoi fianchi, le mani tenere e sicure scorrere sul suo petto. La sua pelle sudata aderiva e scivolava su di lui in una fusione totale. La bocca, il seno, le mani si muovevano lungo la schiena, aderivano a lui, tastando e succhiando. Il seno scorreva sulla schiena seguito dalla bocca che con la lingua scivolava lungo la colonna fino all’inizio del solco dei glutei, che lei allargò con dolcezza.
Le loro bocche come due piccoli punti infuocati, lo lambivano davanti e dietro, vicini ai punti del piacere, esasperando il suo desiderio in un’attesa fremente. Sentì la donna infilare tutto il viso tra i suoi glutei, la lingua insinuarsi nelle pieghe, toccarlo saettando e ritirandosi, scivolare tra le gambe e prendere nella bocca aperta la pesantezza calda dei testicoli.
Nello stesso istante l’altra lo fece scivolare in bocca e lui, tutto immerso dentro di loro, andava e veniva con un ritmo lento e profondo, mentre dalla schiena gli partivano le piccole scosse che precedono il godimento.
La bocca della donna scivolò sul davanti, la vide svincolarsi tra le sue gambe e contendersi il suo sesso con la ragazza. Le guardava affascinato, mentre il suo pene passava dall’una all’altra, sentendo le loro mani palparlo, le loro dita umide massaggiarlo dai glutei al pube, le loro lingue leccare l’asta fino allo scroto, le labbra chiudersi intorno al glande. Sentiva l’orgasmo crescere e gonfiarsi, appoggiò le mani sulle loro teste movendole al suono crescente dei suoi gemiti. Quando arrivò all’orlo del piacere, s’infilo’ tutto nella bocca della donna, che accolse avida nel palato e nella gola il suo seme, bollente e vivo come il suo orgasmo.