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La direttrice
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Titolo:
La direttrice |
Autore:
Babele |
Contatto:
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Racconto
n° 1549 |
Altri
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LA DIRETTRICE.
La conoscevo da un sacco d'anni. Da quando neolaureata e fidanzata era stata assunta nella farmacia ospedaliera di Ics-zeta dopo aver sostenuto e vinto regolare concorso all'italiana (con lettera e telefonata alla commissione esaminatrice del ministro della sanità in carica, amico personale e debitore elettorale del padre, medico condotto e boss politico di San Nicolao, popoloso sobborgo della città, voti sicuri 1323). Nel breve volgere di pochi anni me la trovai sposa ed assistente, madre di una bimbetta ed aiuto, di un maschietto e direttrice. Era sempre stata di stazza piuttosto robusta, compressa in bustini e tiranti con intenzioni snellenti ma risultati scarsi, amante del trucco a tinte forti, di vestiti a colori sgargianti e gioielli (tanti) di gran peso e foggia pacchiana. Il tempo l'aveva resa sempre più “armadio”, ma il grande e luminoso sorriso del suo faccione intriso di belletti era rimasto sempre pronto, vivo, accattivante, simpatico come quello delle sue lontane origini di assistente. - Ti mantieni sempre in forma smagliante tu eh! Sembri ancora la ragazzina di vent'anni fa ed oggi voglio confessarti desideri lontani… avrei voluto averti già da allora… perché è da allora che ti desidero… ogni volta che ti guardo e ti vedo o che solo ti penso - le dissi sottovoce guardandola dritto negli occhioni, in piedi, davanti al suo studio, tra l'andarivieni degli inservienti addetti alla distribuzione dei farmaci. Ma perché gliel'avevo detto poi? Non era mica vero! Si passò le dita fra i riccioli dei capelli corvini, mise il pettone ancora più in fuori, si sistemò il bavero della camicetta bianca sulla giacchetta principe di Galles grigia, si percorse tutta con l’orgoglio della femmina desiderata, allargò ed illuminò ancor più gli occhioni suoi maliziosi e: - Mi stai facendo la corte? - - Sì! - fui costretto a confermarle. - Ma… veramente? Seriamente? - - Sì! - le ribadii. Appena una settimana dopo ero a letto con la direttrice della farmacia interna dell'ospedale civile di Ics-zeta. L'incredibile risultato ottenuto dalla mia non voluta uscita e la conseguente curiosità sessuale ormai dovuta, guidarono il mio teso mazzuolo ad affondare negli stretti, quasi verginei “siti” (perché compressi dal peso e dall'ampiezza del lardo circostante) della direttrice. La gustosa esperienza ebbe un risultato inatteso, brillante, anzi due: quello di un inaspettato, trovato grande piacere erotico-sessuale e quello commerciale. Non avevo mai venduto gran che dei miei prodotti farmaceutici alla ULSS n. 15 di Ics-zeta. La mia… “tangente” era piaciuta assai. Le vendite dei miei prodotti “partirono per la tangente”.
Babele
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