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L'andrologo
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Titolo:
L'andrologo |
Autore:
Babele |
Contatto:
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Racconto
n° 1551 |
Altri
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“Dott. Prof. GIULIO EMME, ANDROLOGO RICEVE - SOLO PER APPUNTAMENTO - IL LUN.MER.VEN DALLE 16.00 ALLE 20.00” Il neolaureato dottorino era felicissimo di poter frequentare presso il reparto del prof. Giulio Emme il corso di specializzazione in andrologia per lo studio e la terapia della sterilità di coppia (meglio chiamarla “infertilità”, precisava sempre il professore). Il prof., con le sue terapie mirate e personalizzate, aveva ottenuto risultati di gran lunga superiori ad ogni suo pur bravo collega, ad ogni più ottimistica aspettativa delle coppie che aveva visitate e messe in terapia. Perciò venivano da lui, per consulti, da quasi tutta la nazione. Il prof. era ormai famoso. Il prof. era ormai ricco. Il neolaureato dottorino faceva il portaborse ed “il fa tutto bene e subito, anzi prima” per il suo esimio professore e con vero entusiasmo: la fortuna di essere il suo allievo preferito andava riconosciuta e ben ripagata. Prima o poi avrebbe imparato i suoi metodi e modi, come fare le sue diagnosi, come impostare le sue terapie, avrebbe carpito i suoi segreti professionali. Anche lui sarebbe diventato famoso e ricco, perché erano veramente tante le coppie che non potevano procreare ma desideravano avere dei figli. Quante femmine infeconde! Quanti maschi sterili! Quante difficoltà per curare le une, per guarire gli altri! Già, per il maschio della coppia poi era un problema in più, più difficile, più complesso, più “psicologico”! “Con un professore così bravo e noto anche un giovane dottorino sconosciuto come me sarà presto…”, stava pensando mentre infilava la chiave nella toppa della serratura dello studio del professor Emme (quanta fiducia! Persino la chiave del suo studio privato gli aveva data!). Il suo arrivo era stato coperto e occultato dalla… “terapia d'urto” in atto. Il prof. stava “iniettando” nella sorba di una bella signora la “medicina” che aveva guarito e reso “fecondo” il marito, riabilitandolo come maschio fertile, garantendogli la gravidanza della moglie, la paternità, la certezza di essere come gli altri, anzi, come tutti, felice ed orgoglioso di avercela fatta, fiero di avere anche lui un figlio od una figlia: un vero… miracolo! Il giovane dottorino era… giovane, perciò bruciò le tappe, superò la bravura e la fama del maestro, i “successi terapeutici” del maestro, la meritata fama del maestro, i conti in banca del maestro.
Babele
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