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Con la mia bocca
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Titolo: Con la mia bocca
Autore: Veleno Dolce
Contatto:
Racconto n° 1566
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Ho scritto di getto, a un caro amico senza nemmeno pensare, ma scrivendo ciò che l’istinto mi hà suggerito… mi ha fatto piacere…

Caro Gianni,
se tu fossi qui sfregherei il mio seno contro il tuo petto, mentre la tua bocca starebbe sulla mia, e le nostre lingue si attorciglierebbero timidamente, per poi immergersi in un lungo bacio intenso. Sentirei le tue mani appoggiarsi sui miei fianchi, mentre il tuo sesso entrerebbe e uscirebbe da me aprendomi ogni volta, e il tuo indice sul mio clitoride.
Continuerei a montarti, e sul mio corpo il piacere delle tue mani.
Le mani di un uomo devono essere lente, molto lente, è così che si arriva all’appagamento dei sensi.
Sentirei la tua bocca sui capezzoli, e tu cominceresti a morderli, fino a farmi male. Dolore è piacere nello stesso istante; poi pian piano verresti giù lungo lo stomaco, sulla pancia, fino all’interno delle cosce, che io inconsciamente allargherei.
Apprezzeresti il mio gesto e golosamente inizieresti a leccare la mia piccola perla del piacere.
Ecco l’eccitazione montarmi prepotentemente, e mi ritroverei a mugolare. Mentre il lavoro della tua lingua sul mio clitoride scatenerebbe scariche elettriche lungo tutto il mio corpo.
Vedrei il tuo naso nascosto dalla leggera peluria che ricopre il mio sesso e ondate di godimento mi assalirebbero dal ventre dove le dita e la lingua implacabilmente inizierebbero a saettare, dentro e fuori la mia vagina.
Ti adageresti a cavalcioni sopra il mio seno, e guidando il sesso con la mano incominceresti a strusciare il glande tra i miei seni, poi dopo averlo affondato nella mia gola, per una ulteriore lubrificazione, riprenderesti il percorso.
Ecco la mia bocca… golosa ed avida, piena di saliva, anela ad assaporare quel rotolo di carne.
Inizierei con lo strofinare le dita sullo scroto e ne soppeserei la consistenza. D'impulso proverei a leccarti le palle, poi senza fretta risalirei alla radice fino alla cappella.
Ad ogni leccata sentirei il tuo corpo vibrare di piacere, e questo accrescerebbe il mio desiderio di morderti.
Stringerei il tuo sesso fra le dita e inizierei a farle scorrere lentamente sulla superficie.
Inumidirei il tuo membro con la saliva per rendere più facile lo slittare della mia mano.
La punta della mia lingua inizierebbe a sfiorare la tua cappella, ed ecco i primi gemiti di piacere.
Sfiorerei il pene e massaggerei le palle come una forsennata, estasiata avrei persino l'impressione, di perdere i sensi e smarrire il lume della ragione, preda di un delirio d'irresistibile piacere.
Le pulsazioni sembrerebbero accelerare a contatto con le mie dita.
Lo infilerei nella mia bocca avida e lo succhierei.
Un movimento sussultorio del tuo bacino accompagnerebbe la penetrazione nella mia gola.
Le mie mani e le labbra entrerebbero in simbiosi con il movimento delle tue anche.
Il tuo cazzo entrerebbe ed uscirebbe dalla mia bocca in maniera rapida.
Con la lingua sfiorerei l'orifizio uretrale solleticando nuovi piaceri, lo terrei fermo e con la mano inizierei a leccarti il frenulo.
Sentirei il tuo sesso contrarsi in spasmi d'inaudito piacere.
Lo ingoierei fino a spingerlo contro le adenoidi nel fondo della gola.
Con le labbra potrei sfiorarne la radice, tanto l'avrei ingurgitato.
E’ gradevole assaporare il profumo che emana un cazzo quando è sfregato, ha una fragranza tutta particolare che emana solo negli attimi che precedono l'eiaculazione.
Lo sentirei contrarsi e subito dopo venirmi in bocca.
Irrigidiresti il corpo trascinandomi con te in un vortice di piacere.
Dopo avermi inondata di sperma non lo estrarresti fuori subito, faresti in modo che io potessi godere fino alle ultime pulsazioni.
Non lascerei disperdere alcuna goccia del prezioso nettare, e con cura continuerei a leccare quel poco che ne sarebbe fuoriuscito dalla mia bocca.

Un beso

P.S. Non so se merito il massimo dei voti, certo un buon piazzamento.