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Davanti alla scrivania
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Titolo: Davanti alla scrivania
Autore: Rofos
Contatto:
Racconto n° 1608
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Sono davanti alla scrivania; il piano è ingombro di carte.
Ho un sacco di lavoro da fare; non riesco.
Se tu fossi qui riuscirei. Mi basterebbe cacciarti dolcemente dallo studio e dirti “ti prego ho molto da fare”.
Certo ti bacerei con dolcezza, con passione. Mi sembrerebbe di amputarmi un arto ma ci riuscirei. Potrei lavorare abbastanza sereno se tu fossi qui. Ti saprei giù in soggiorno ad attendermi e la cosa mi consolerebbe, mi motiverebbe a far bene, a far in fretta il mio lavoro.
Ma tu non sei qui, sei annidata nei miei pensieri; ti vedo passare armata del tuo sorriso birichino, del tuo dolcissimo e vivacissimo sguardo, vestita solamente del tuo kimono di seta. E subito i miei pensieri vanno alle mie piccole ed agili mani che si muovono sulla seta, sotto la seta; la tua pelle è più seta di quella del kimono, le mie dita le percorrono entrambe.
Poi ripassi, questa volta con le autoreggenti nere, il reggiseno a balconcino; le mie mani cercano le tue cosce e risalgono verso i seni, le mie labbra sui tuoi capezzoli.
Adesso eccoti di nuovo; indossi le culotte. Sai che mi piacciono moltissimo, le carezze viaggiano facilmente sopra e sotto il tessuto, il palmo della mano sotto la seta avvolge il monte di venere, un dito preme sulla clitoride.
Ma come devo fare a lavorare in questo stato? Mi vien voglia di ribaltarti sul divano ed accarezzarti, baciarti per due ore.
Ma tu riesci a lavorare bene? Si, penso di si o così spero per te. D’altronde cosa ti può disturbare? La mia immagine che si aggira attorno a te in boxer? Suvvia vuoi mettere? No il confronto non regge il kimono, le autoreggenti, le culotte, il tuo bellissimo sorriso e quale altra diavoleria potresti inventarti. Io potrei tentarti con il mio sorriso, con le mie piccole mani, agili e birichine... ma, forse, più saggiamente finirei per lasciarti lavorare... tenendo dentro di me tutto il mio desiderio e l'immaginazione dei bellissimi giochi che potremmo fare.