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Toccati e pensami
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Titolo: Toccati e pensami
Autore: Lisa
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Racconto n° 161
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Ora ti dico come devi toccarti e pensarmi.

Di pomeriggio, dopo pranzo, ritagliati una mezz'ora tutta per te. Lavati, rinfrescati e profumati, e indossa una camicia da notte chiara e un paio di mutandine. Riscalda bene la stanza, sistema due cuscini sul letto e sdraiati. Socchiudi la serranda, in modo che ci sia poca luce, oppure accendi una lampada ma schermala con un velo. Sdraiati sul letto, chiudi gli occhi, distendi le braccia lungo i fianchi e pensa a me. Pensami nuda, li' davanti, che ti guardo e che ti voglio vedere. Pensami come mi vorresti, pensa a cosa vorresti che ti facessi.

Passati le mani sui seni: sono morbidi, languidi, seguono docilmente le tue mani. Apri le mani e strizzali piano... senti i capezzoli che rispondono alla presa, li senti appuntirsi, come piace a me, giraci attorno, io ti guardo, mi piace, ti sto accarezzando...

Pronuncia piano il mio nome: "Lisa... Lisa..." e solleva lentamente la camicia da notte, appena sopra l'elastico delle mutandine. Insinua le mani nella parte interna delle cosce (le senti lisce e profumate?) e poi solleva la mano e infilati il dito medio in bocca. Succhialo leggermente, inumidiscilo con la saliva, leccalo un poco, finche' ti va. Poi pian piano fai scivolare la mano sulla pancia, trattieni il respiro e fai scendere il dito in mezzo al pube, lentamente.

Esplora i riccioli, manda in avanti quel dito medio che un attimo prima avevi in bocca giu' giu', lentamente, sino ad individuare l'inizio della fessura. Ecco, ora spingi il dito piu' in basso, e dimmi se sei bagnata. Senti un certo calore, un posto caldo e umido, scendi ancora piu' giu, sino al bottoncino. Accarezzalo piano, giraci attorno, lusingalo ma senza dargli importanza. Liscialo e bagnalo con la tua saliva, senti che si ingrossa, diventa poco a poco piu' turgido, e il dito si bagna da se' di nuovi umori. Risali su, verso l'inizio della fessura, e poi riscendi giu', girando intorno al clitoride, una, due, tre volte.
Sentirai un onda di calore che comincia a salire da dentro. Sono io che ti accarezzo, ricordalo... Poi scendi piu' giu'. Sempre col dito medio in avanti, mandalo in avanscoperta tra le gambe, allarga appena le cosce per facilitargli la strada. Ecco, le grandi labbra si dischiudono. Passa il dito sul filo superiore, segui il profilo, prima a destra e poi a sinistra, le sentirai aprirsi spontaneamente pian piano, come le valve di una conchiglia, come un fiore che sboccia per accogliere l'ape, accarezzale con un movimento circolare, senti gli umori che si fanno strada dall'interno e le rendono morbide, umide e carnose... Ecco, ora ci siamo quasi. Allarga ancora leggermente le gambe e apri delicatamente la vulva, la tua bella vulva rosa. Esplora con il dito l'interno, segui il calore e infila appena appena il medio, ma non molto, solo una falange. Muovilo piano, in cerchio, avanti e indietro, senza farlo penetrare troppo, finche' non lo sentirai bagnato.

Ora tiralo fuori e infilalo in bocca: senti il gusto acre, un po' salato, succhialo e leccalo e sussurra di nuovo il mio nome "Oh, Lisa... Lisa...". Quello e' il mio sapore, il gusto del mio fiore segreto: ti piace, lo so che ti piace...

L'eccitazione sale, ora continua a tenere gli occhi chiusi e saro' io direttamente ad accarezzarti. Ecco, la mano torna tra le gambe, le cosce si allargano per accogliere meglio le dita che frugano vogliose quel caldo letto di carne. Senti un dito che entra fino in fondo, ti inarchi per il piacere, il dito esce ed entra, esce ed entra, esce ed entra, mentre in te monta l'eccitazione, che sale fino alla testa, passa per la schiena e ritorna laggiu', nel punto piu' caldo del tuo corpo. Senti le ondate di piacere che con una vibrazione si irradiano dal clitoride che pulsa e che vuole essere accarezzato, vibrato, leccato.

Ecco, senti la mia lingua che ti esplora, ti bacio e ti succhio.

Senti un dito che entra nella vagina, ma non basta piu'. Allora ne infilo due, e il nuovo spessore ti da' nuove sensazioni.

Succhio ancora, e lecco, e succhio, tu mi tieni la testa e, con dei piccoli gridi sommessi, vieni selvaggiamente, con un tremito liberatorio...

Shhhh! Dobbiamo fare piano, non vorrei che ci sentissero di la'.

Mi accarezzi un po' la testa, poi ti saluto e vado via: non vorrei farmi trovare qui...