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Il piacere sottile del tradimento
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Titolo: Il piacere sottile del tradimento
Autore: Elisa
Contatto:
Racconto n° 1615
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C’è un ospite a casa nostra questa sera, un collega di mio marito. Si tratterrà da noi per qualche giorno. Un uomo molto bello, fisico atletico e sorriso accattivante. Non provo attrazione sessuale per lui, ma soltanto piacere estetico.
Dopo la cena stiamo chiacchierando tutti e tre in salotto. Lui è appena arrivato da un viaggio lunghissimo, dice che è stanchissimo e chiede di andare a dormire, scusandosi. Lo accompagno nella stanza degli ospiti, è molto provato e, in fretta, vi si rifugia. Io torno da mio marito.
Presto mi accorgo che non gli ho consegnato gli asciugamani puliti che avevo preparato. Chiedo a mio marito di portarglieli, ma lui è ormai assorto a vedere una partita in televisione e dice a me di andare. La cosa mi imbarazza un po’, comunque vado, con gli asciugamani su di un braccio.
La porta è socchiusa, la luce dentro accesa, quindi l’imbarazzo decresce. Busso leggermente ma non c’è risposta. Busso ancora ed ancora non c’è riposta. Con una certa titubanza apro la porta ed entro, chiedendo il permesso sottovoce.
Appena dentro la situazione si presenta diversa da come me la aspettavo. L’ospite è sdraiato supino sul letto, profondamente addormentato, la stanchezza lo ha, probabilmente, travolto prima ancora di riuscire a spegnere la luce. E’ completamente nudo ed ostenta una imperiosa erezione.
Dalla stanza accanto sento trafilare attraverso la porta i rumori della telecronaca e immagino mio marito completamente concentrato sull’avvenimento. Decido, quindi, di concedermi un piccolo regalo: prendermi un po’ di tempo per godere del magnifico spettacolo che ho di fronte. Non c’è nulla di male e non ho cercato io quella situazione, poi la racconterò a mio marito, fingendomi imbarazzata. L’espressione del volto immerso nel sonno è quasi infantile, il colorito è pallido. Il respiro regolare solleva ritmicamente il torace ben modellato. Il sesso è in pieno turgore e pulsa con la frequenza dei battiti del suo cuore. Sento la mia eccitazione salire e non riesco a distogliere lo sguardo da quello che sta divenendo l’oggetto del mio irrefrenabile desiderio.
Continuano a provenire da fuori i rumori della partita. Continua a dormire profondamente il mio ospite. Mi avvicino con circospezione, attenta a non svegliarlo, ma l’attrazione è grande. Gli tocco il sesso con un poco di timore, accarezzandolo delicatamente con la punta delle dita. Mi azzardo anche a massaggiare i testicoli che si muovono dentro il loro sacchetto al contatto della mano e mi fanno sobbalzare temendo che si svegli.
Non voglio che si svegli, sprofonderei nella vergogna. Il fatto di essere in quella situazione e sentire la presenza di mio marito, inconsapevole, a meno di cinque metri di distanza, mi solletica molto, ma agisco con molta discrezione.
Il suo fiore carnoso freme leggermente. Un tuffo al cuore temendo che si svegli, ma mi tranquillizzo vedendo che il suo respiro è regolare e profondo.
Divento, via via, più intraprendente ed avvicino le mie labbra fino a sfiorare la sua pelle tesa, arrossata, lucida e palpitante. Sempre rumori di telecronaca dall’esterno. Sempre profondamente addormentato il mio ospite. Sono talmente rapita da non avvertire più il pericolo della presenza del mio consorte. Ormai non ho più freni, avvolgo con le mani quel membro turgido, lo accarezzo e, languidamente, lo bacio, lo sorbisco, me ne empio la bocca assaporandone la lieve salinità.
Non sono più tanto preoccupata del fatto che si possa svegliare e rido dentro, pensando che non racconterò nulla a mio marito.
Il mio ospite è sempre profondamente addormentato. Sono al massimo dell’eccitazione e sento che basterebbe un nulla per procurarmi un’orgasmo.
Mentre scorro teneramente con la punta della lingua tra gli anfratti della sua erezione, lui, senza segnali premonitori, ma senza svegliarsi, travolge ogni contenimento fisico, spruzzandomi abbondantemente il viso.
Sono rapita dall’avvenimento ed estasiata dalla visione della successiva lenta detumescenza e dall’immagine di beato rilassamento stampata sul suo viso. Il suo sesso si ritira e si ripiega contraendosi lentamente, riavvolgendosi nel sonno.
Immagino la piacevolezza dei suoi sogni. Mi asciugo il viso con gli asciugamani che ho ancora sul braccio.
Da fuori non giungono più i rumori della partita. Mi giro di scatto verso la porta. Mio marito mi sta osservando con una espressione terribile. Pagherò, ma è stato bello.