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Bisogni
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Titolo:
Bisogni |
Autore:
Brain |
Contatto:
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Racconto
n° 1628 |
Altri
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(Lettera che forse non ti spedirò mai)
Caro, vorrei riuscire a scrivere cosa sei tu nella mia vita, ma davvero non trovo le parole, non le trovo perché tu sei tu, come dire altro? Sei la persona che mi è sempre vicina, qui accanto a me, non mi lasci mai sola. I miei problemi, le mie ansie, le mie paure, tu riesci a far sparire tutto; mi basta vederti per essere di nuovo felice. Pazientemente ti metti accanto alla tua fidanzatina triste, la stringi, la baci, le asciughi le lacrime; mi ascolti, dolce e comprensivo, e so che mi ami, e io ti amo da morire, perché sarei persa senza di te. ono stata a letto con un altro. Non una, ma più volte. Non mi chiede niente, io non gli chiedo niente, facciamo solo sesso. Quando entra prepotente in me non importano i miei problemi; lui non li conosce, perché io non glieli dico; d’altronde non gli interesserebbero. Quando siamo insieme non mi chiede cosa ho fatto, come mi sento, se sono preoccupata, soltanto mi scopa. Gli interessa quel che ho tra le gambe, la mia bocca che lo succhia, il mio seno che non smette di toccare, e niente lo ferma. Quando sto con lui sto zitta, e lui fa di me quello che vuole, sono tra le sue mani; a che servirebbe parlare? Non cambierebbe nulla, non mi ascolterebbe, così quando vuole mi viene sul viso, e io posso solo leccarmi le labbra. Non mi chiede niente, non perde tempo in questo modo, prende quello che vuole. E’ forte, e io mi piego alla sua forza, al suo potere che non è solo dei muscoli, ma il potere di chi non ha nessun interesse e non si fa problemi, vuole il mio corpo, ed io glielo concedo. Me ne sto lì, ogni volta, senza sapere cosa farà, da dove comincerà, in che modo vorrà farmi sua, come vorrà godere di me. Questa incertezza mi eccita, non so se mi farà male o no, in che posizione mi metterà per infilare dentro di me il suo forte membro, se spruzzerà il suo seme nel mio ventre o lo tirerà fuori in tempo per bagnarmi la pelle del suo caldo umore. Con te non c’è questo brivido, so cosa farai, soprattutto so che farai quello che io ti dirò di fare. Mi chiederai come sempre di venirmi in bocca, io ti risponderò che non mi va, e tu non dirai altro. Tu mi rispetti, vuoi farmi piacere perché mi ami, non mi contrarieresti mai, non mi faresti mai del male; prima di entrare in me mi chiedi come voglio che tu lo faccia, e tu ti adatti alle mie risposte, a quello che mi sento. Mai mi forzeresti, perché sono la cosa che più ami al mondo, e lo vedo nel tuo sguardo, lo sento nella lentezza delle tue dita che mi sfiorano, mi slacciano il reggiseno, mi sfilano gli slip ed iniziano a toccarmi. Le sue mani non sono così, mi vogliono e mi prendono senza mezzi termini; non gli interessa cosa ho addosso, mi vuole subito nuda, inerme davanti a lui. Sono braccata, la sua preda, e lui mi ha a completa disposizione, sono l’oggetto con cui soddisfa i suoi bisogni. Nei suoi occhi non c’è neanche l’ombra della dolcezza che c’è nei tuoi, ma un luccichio strano di mistero, un guizzo di vita e di trasgressione; un sorriso sicuro, strafottente, l’aria irresistibile di chi sa che l’avrà vinta. In fondo non lo conosco, non so nulla di lui: né cosa fa nella vita, né se ha un’altra donna, né cosa pensa me; credo non pensi assolutamente niente di me, se non ci fossi più non gli cambierebbe nulla, troverebbe un’altra femmina da sbattersi, regalerebbe ad un’altra quei fremiti. Io ho bisogno di quel brivido, amore mio, non posso vivere senza, non ce la faccio. Quello che mi dai tu non potrebbe darmelo nessun altro al mondo, perché tu sei unico, perfetto, sei l’uomo della mia vita. Ognuno di noi ha bisogno di alcune cose per vivere, io ho bisogno di te, del tuo amore, e ho bisogno di quei momenti, di sentirmi femmina in quel modo. Ognuno di noi ha delle cose da offrire, così per essere felici dobbiamo prendere ciò di cui abbiamo bisogno da chi può darcelo. Spero tu possa capirlo amore mio, e possa riuscire a non odiarmi.
La tua fidanzatina
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