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La mente viaggia
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Titolo: La mente viaggia
Autore: Veleno Dolce
Contatto:
Racconto n° 1661
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“Ti aspetto” dico a Marco al telefono.
Dopo pochi minuti la Porsche del mio amico si ferma davanti al "Miramare”.
Il locale in, che con la sua terrazza domina il golfo.
E dove generalmente i rampolli della città, sono soliti radunarsi, nel prendere decisioni importanti riguardo cosa fare la sera.
Quale giro di discoteche da compiere con le loro Barbie.
“Eccomi”, dico montando sull'auto che riparte con un’accelerazione fantastica che mi schiaccia sul sedile.
“Wè… Nicki Lauda guarda che dobbiamo arrivarci interi a casa”, lo ammonisco mentre spinge a tutto gas, lungo i tornanti che scendono verso la parte bassa della città.
Una gran risata accoglie quel mio ammonimento.
La guida diventa più decente.
E io finalmente posso sganciare il braccio dalla maniglia dello sportello, e allentare la tensione delle mie caviglie piantate sotto il cruscotto.
Giungiamo a casa mia, le finestre sono illuminate, strano: “Alex doveva rincasare più tardi” dico a Marco.
Con un pò d’apprensione suono il campanello e apro la porta.
“Ciao amore, sono tornata prima dal lavoro, volevo stare con te”
“Tutto bene amore” dico a voce alta.
“Sì tutto bene, ora vi faccio un buon caffè” risponde Alex.
Sparisce oltre la porta della cucina, mentre io e Marco ci avviamo nello studio.
“Ecco”, dico prendendo una grossa cartellina verde smeraldo zeppa di fogli.
“Questi sono i bozzetti, ed i lavori su carta che ho fatto.”
Marco apre la cartella, e inizia a sfogliare i disegni.
“Sì, sei brava, penso che possono andare bene” mormora.
In quel momento Alex entra con il vassoio dal quale emergono le tazzine contenenti il caffè fumante.
“Servitevi signori” e si accomoda sul divano a fianco a me.
Alex sarebbe partito l’indomani, deve stare via per un lavoro, e io sarei rimasta sola a casa.
“Marco, che ne dici di guardare il mio pc che non funziona?”
Il mio amico, analizza il sistema, fa alcune prove, e si rende conto che l'operatività è compromessa da una navigazione sbagliata su internet.
Dopo meno di un’ora la Porsche del mio amico sgomma sul vialetto di casa mia sparendo dopo la curva.
Mi ritrovo a passare un week end da sola.
Dopo una doccia rigenerante, la noia mi assale e di uscire per noleggiare un film non ho voglia.
Così mi piazzo davanti al pc, e dopo aver svuotato la posta, che non controllo da settimane, entro in una Chat di un Village, in cui sono iscritta.
Inizio a parlare con i vecchi amici, almeno quelli che m’ispirano, poiché non avendo un contatto visivo, bisogna fidarsi dell'intuito e dell'ispirazione prodotta dai nick.
Dopo una decina di minuti inizio a parlare con una persona dal nick un po’ particolare.
Dopo le prime presentazioni di rito, mi rendo subito conto che questa persona inizia a stuzzicare la mia mente e le mie fantasie.
La conversazione sì fa interessante, nessuno dei due si rende conto
che è tardi.
Ho un problema, alcune foto messe in una cartella che non mi si aprono… lui, così carino e gentile, decide di darmi una mano.
Ormai si è fatto tardi, ci lasciamo col dire che avremmo continuato il giorno dopo.
Continuiamo così per un paio di giorni, una sera prima di chiudere la Chat ti dico molto tranquillamente, che in un post di un forum ci sono i miei numeri del cellulare.
Così incuriosita, ed anche abbastanza eccitata, ti saluto e vado a nanna.
Mi aveva inebriato, da qualche tempo non incontravo un ragazzo così caldo, sensuale… così coinvolgente.
Non riesco a dormire, mi giro e rigiro nel letto vuoto.
Le domande si accavallano proprio mentre la mia voglia di sesso cresce.
Forse non è il caldo a non farmi dormire ma quella voglia che sento tra le gambe proprio mentre… Lui… non c'è.
Mentre vorrei averlo vicino per baciarlo, leccarlo e farmi riempire.

Masturbarmi...

Potrebbe essere un'idea... il tocco delle mie mani sulla pelle mi dà un brivido caldo. Comincio ad accarezzare la mia perla lentamente, molto lentamente... ma non è un piacere di quel genere che desidero!
I giorni passano e le chattate diventano sempre più frequenti, sempre più intriganti.
Ormai abbiamo raggiunto una tale sicurezza e fiducia da lasciarci andare oltre.

L'una e venti, dovrei andare a pranzo, ma ho un leggero dolore allo stomaco, non mi va tanto di mangiare.
Quello che mi va di fare non lo posso fare.
Ho una voglia matta di fare l'amore con te.
Se continuo così mi faccio male, ma ormai sono qui che urto contro il pc e gemo di piacere.
Seduta sul mio lettone scorro con gli occhi e rileggo quello che scrivi.
E godo della saliva con cui mi potresti inondare adesso.
Ora mi andrebbe di stare su di te.
Di baciare le tue labbra che saprebbero di me.
Di lasciarmi cadere lunga sul letto, e di sentirmi piena della tua eccitazione.
Dentro deciso, come ti piace.
“Ti piace! Sentirmi piena”, si sente da quello che scrivi.
“E a me piaci tu!”
Le nostre dita sulla tastiera sono velocissime, cariche di sensazioni ed emozioni fortissime.
Ogni tua frase scritta, su questo freddo pc, tocca e riscalda il mio corpo.
Sento il telefonino che squilla.
Emozionata come una bambina di 14 anni al primo appuntamento rispondo. Sento la tua voce calda e sensuale, quasi mi sciolgo a sentirti.
Parliamo del più e del meno, mi chiedi cosa ho provato poco prima in Chat.
Sto in silenzio, poi con un filo di voce ti rispondo:
- È stato stupendo, non immaginavo –

La mente viaggia…

E' come se sentissi le tue mani, che si allungano su di me.
Che incontrano la mia carne, mi accarezzano con delicatezza.
Socchiudo gli occhi, mentre la mia mano destra scende, sempre più giù.
Massaggio dolcemente la mia perla umida con te al telefono.
Mi sento protetta da te, mi piace pensare a te e sentire che sei lì.
Sono sotto le lenzuola, eccitata.
Chiudo gli occhi per immaginare che tu sei qui affianco a me.
Mentre mi parli e mi accarezzi.
Sfilo la maglietta e infilo la mano sotto, ora posso sentire il calore del mio corpo.
Inizio ad accarezzare i miei seni, poi a stringerli, rilasciarli e di nuovo.
Percorro tutte quelle curve, e ogni nuova carezza mi eccita sempre di più. Stringo fra le dita quei capezzoli che iniziano a diventare turgidi.
Sento la mia perla inumidirsi poco per volta.
Con una mano scendo dal seno sulla pancia fino in mezzo alle gambe. Accarezzo la stoffa del perizoma al centro della mia perla.
Nonostante indosso ancora il perizoma, passo il dito indice in mezzo alle labbra del mio sesso.
Ma ancora non mi sento soddisfatta, quindi me li sfilo, fino appena sopra le ginocchia.

La mente viaggia…

Se fossi qui prenderei fuoco, tutto attorno brucerebbe d’improvviso.
Ormai sono sul punto di venire.
Mi struscio sul letto calda e eccitata, mi contorco dal piacere che le mie dita mi stanno dando.
Mi sfilo il perizoma e rimango con il mio fiore rosa sbocciato finalmente libero.
Prendo il cuscino e lo infilo tra le gambe, con un movimento continuo inizio a strofinarci contro la mia perla.
Con la mano sinistra apro le due labbra più che posso, e con la destra infilo più dita possibili.
Apro il cassetto del comodino e tiro fuori un flauto dolce.

La mente viaggia…

Lo metto tra le cosce e stringo i muscoli, per sentirne la durezza e immaginare che sia il tuo sesso che cerca di farsi spazio.
Quasi al colmo dell'eccitazione prendo il flauto e lo posiziono sul clitoride. Inizio a penetrarmi lentamente.
Poche spinte e sento il piacere che mi avvolge.
Vengo scompostamente mentre mi contorco e infilo ancora più velocemente il flauto nella mia perla.
Mentre tu sei lì… ad ascoltare e raccogliere tutto il mio piacere, solo per te.
Ripresa la calma, metto il flauto di nuovo nel comodino, e prima di darmi la buona notte mi sussurri:
- Uhmm… stanotte dormirai tranquilla, ci addormenteremo abbracciati, io dietro e tu davanti, coi piedi intrecciati… nudi… -