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Sogno di una notte d'autunno
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Titolo:
Sogno di una notte d'autunno |
Autore:
Granchio |
Contatto:
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Racconto
n° 1694 |
Altri
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Ieri sera sono andato a letto come al solito, bagno, timer sulla televisione e via sotto le coperte. Ma faceva più freddo delle altre sere e quindi mi sono rannicchiato in posizione fetale e ho chiuso gli occhi. Un sonno profondo, come sempre, soliti sogni. Fino a questa mattina. Non saprò mai che ora fosse, so solo che d'un tratto ti ho visto, dapprima una luce, poi una figura di donna. Sapevo che eri tu, anche se i contorni non erano perfettamente delineati. Sapevo che eri tu come la rondine sa tornare al suo nido fra mille altri. E allora ci siamo abbracciati, forte, ci siam guardati per un tempo lunghissimo, non so dire se eravamo nudi o vestiti, ma sentivo il calore del tuo corpo. Ho iniziato allora inconsciamente ad abbracciare il cuscino e stando a pancia sotto a spingere il mio sesso contro il materasso. Ci siamo baciati, sentivo la tua lingua dentro la mia bocca muoversi. La inseguivo, la cercavo con la mia, l'abbracciavo come abbracciavo il cuscino. Il tuo corpo emanava calore, mi sentivo eccitato. Abbiamo fatto l'amore, non so in quale posizione, ma lo abbiamo fatto. Sentivo il calore del tuo ventre, del tuo sesso contro il mio. Sentivo tra le mie mani i tuoi seni, li sentivo reagire sotto l'azione della mia lingua. Sentivo l'umido delle tue pareti avvolgere il mio membro. E più lo sentivo e più spingevo contro il materasso, senza muovermi, solo spinte, pressioni. Nessuno di noi due è mai venuto, nessuno ha mai avuto l'amplesso, ma eravamo contenti, felici, estasiati. Il calore del corpo era il nostro orgasmo. Le carezze nei capelli erano il nostro godimento. I nostri corpi si fondevano in un unico corpo. Energia allo stato puro, luce emanata. E le pressioni sempre più forti, la stretta del cuscino sempre più decisa. Sopra di noi in questo luogo indefinito, senza un tempo preciso, soltanto il cielo, le stelle, la Luna non c'è. E' qui con me stasera. E' qui con me stanotte. E' qui con me stamattina. E' me, e io sono lei. La sveglia suona, "sì, ora mi alzo", profferisco, ma invece continuo a premere, continuo ad abbracciare il cuscino… Giungono frasi, parole, “Guarda che fai tardi”. Non importa, è il mio sogno e voglio godermelo fino in fondo. Lentamente apro gli occhi e mi alzo. E’ ora di andare… è ora di raggiungere la Luna.
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