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Il cappotto (a 4 mani)
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Titolo:
Il cappotto (a 4 mani) |
Autore:
WithorWithoutyou |
Contatto:
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Racconto
n° 1696 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Lei.
Accendo le candele. La stanza si scalda e illumina. un leggero odore di incenso indiano ci avvolge, faccio scivolare lentamente i miei vestiti di dosso che cadono ai miei piedi come a voler chiedere anch'essi pietà. Una dopo l'altra le mie mani accarezzano il mio corpo prima sui seni morbidi poi sui fianchi e infine scivolano sulle cosce cadendo poi morbide, arrese al tuo sguardo di compiacimento. Tu mi chiami e mi inviti a raggiungerti, ma il mio gioco di seduzione è appena iniziato. Mi volto e ti guardo maliziosamente. Le mie guance rosse tradiscono il mio desiderio. Ma voglio andare avanti. Voglio far si che anche tu possa soffrire un poco, come hai fatto per mesi con me, negandoti. Gioco con i miei capezzoli turgidi e rosa. Con un movimento sciolto mi accarezzo i capelli e dopo pochi secondi mi passo una mano sull'inguine e giù a cercare il mio sesso, già caldo e umido per te. All'improvviso un mio gesto inaspettato. Raccolgo il cappotto appoggiato sulla sedia. Lo indosso nel corridoio e in un attimo sono nell'ascensore e rido. Sorrido felice perché immagino la tua faccia esterefatta, un misto tra il desiderio deluso e il divertito, perché sai essere ironico e forse un gesto così da me te lo aspettavi. Abbiamo giocato tanto che saprai aspettare e giocare ancora e ancora...
Lui.
Un bacio spegne nella tua bocca l'ultimo respiro di una corsa trafelata a precipizio giù per le scale. La lentezza dell'ascensore e il mio desiderio eccitato dalla tua ironia mi hanno acceso! Non ti aspettavi di vedermi davanti appena schiuse le porte e l'imbarazzo che fa socchiudere la tua bocca è per la mia lingua una breccia preziosa. Ridiamo insieme mentre le nostre labbra si scivolano addosso e le mie braccia ti spingono dentro. Sei ancora nuda sotto il cappotto, e il mio sguardo non ti suggerisce indumenti. Mi sorprendo ancora a sentire l'odore della tua pelle e ad eccitarmi sfiorando il tuo corpo. L'ascensore sale di nuovo ed anche la mia mano percorre verso l'alto le tue cosce. Porto alle labbra le dita irrorate dal tuo umore e aspetto di placare la mia sete. Voliamo lungo il corridoio e il letto accoglie i nostri corpi già abbracciati...
Lei.
Siamo abbracciati sul letto, ma poi ti faccio alzare e mi avvicino, guardandoti dritto negli occhi, tu ti stai perdendo nel blu violaceo dei miei occhi. L'eccitazione cresce. Inizio a spogliarti. Via la giacca. Via la cravatta. Via la camicia. Tu non capisci più nulla. Il cappotto rimane sempre mezzo abbottonato. Ti accarezzo, ti bacio, ti spettino i capelli. La mia eccitazione sale sempre di più. Alla fine con un guizzo ti slaccio i pantaloni e te li abbasso. Tu sei eccitatissimo. Mi mordi i seni, sussurri parole d'amore e d'odio. Le tue mani ormai fradice del mio godere, come un fiume in piena, dal quale sazi la tua sete, il mio nettare è vita, per la tua bocca. Ti guardo, sento l'odore della tua pelle calda e maschia, sento il tuo desiderio diventare un lamento d'animale. Ti guardo completamente nudo. Il tuo sesso è duro, pronto, e chiede solo di entrare in me, penetrarmi fino all'infinito quasi a punirmi delle birbonata di prima del giochetto del cappotto. A quel punto alzo lo sguardo e ti fisso. Sfilo dal cappotto una lente d'ingrandimento alla Scherlock Holmes. Lo guardo. Rido, e scappo via divertita...
Lui.
Quella sera dopo esser scappata mi ero detta "ma saro' scema?" Sentivo ancora quel languido desiderio di lui non appagato dentro ed ero tornata indietro cercando disperata di metter fine a quel suo sadico gioco. Ma poi... eccomi di nuovo alla porta, in camera da letto lui ancora là, nudo davanti a me, finge di non conoscermi per fare un po' l'offeso. E' il suo turno di gioco. Io ti cerco, mi avvicino, sono di spalle nuda con il cappotto slacciato, ti sussurro con la mia voce che ti fa impazzire di perdonarmi, ma tu sembri sordo al richiamo della sirena che c'è in me. Cerco di toccarti, di prendere in mano il tuo sesso che prima ho deriso per gioco. Tu sei come marmo, freddo e duro. Implori il perdono. Solo il tuo pulsare forte impazzito mi fa pensare che non sei una statua, ma un uomo pieno di desiderio. Le tua freddezza contrasta con la mia eccitazione. Ti bacio le spalle e lentamente mi volto e mi inginocchio davanti a te. Tu non fai un movimento. Hai un sorriso sarcastico che sa di vittoria. Chiudo la mia bocca sul tuo sesso e con la lingua cerco le vene che lo irrorano. Le mie mani iniziano a muoversi come so che più ti piace. Ti conosco e so come farti impazzire. Lo succhio come una bambina affamata. Il cappotto è sceso lentamente dalle spalle e ora giace a terra come una corolla intorno a me. Nuda con la testa tra le tue gambe, piccola ai tuoi piedi ti offro il mio corpo, la mia schiena, il mio sedere ai tuoi occhi. Tu cerchi di non tradire le emozioni, i gemiti che io sento attraverso la mia bocca sul tuo pene. "E se mi alzassi e me ne andassi ancora?" Mi chiedevo mentre continuai a baciarti "Il gioco è bello quando dura poco" pensai, ma non mi accorsi e te lo dissi a voce alta. "Già." Fu la tua risposta. E ci vorrebbero delle regole...
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