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Il segretario
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Titolo: Il segretario
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 1697
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Ore 8:00 di un mattino di novembre, la mia pelle come cartavetra al risveglio aveva bisogno di un bagno refrigerante, energizzante al cocco e menta della Shiseido.
Pelle imbevuta di sonno, dei miei trentasei anni, capelli scomposti di un nuovo colore. Suona il telefono, non vado a rispondere, resta la sgreteria accesa e sento la voce di Mike Giordan, il segretario dell'azienda di famiglia, che mi implora di raggiungerlo in ufficio per sbrigare delle pratiche.
Appena vestita e improfumata di Poison Tundre di Dior, mi avvio nei miei pantaloni neri e la mia camicetta bianca di raso, un trucco leggero alla lolita, capelli raccolti in un ciuffo semplice senza fronzoli, rinfrescata, verso l'odioso ufficio dall'incoruttibile segretario.
Entrata in sede, la prima persona che incontro è il temerario Roger Sangria il cretino, che sparla di me in tutto il palazzo per una sua fantasmagorica scopata (ma lo perdono perchè abile nel suo compito).
Non esiste proprio che io l'abbia ripassato come un terzo dei maschi del mio enturage, sbavoso com'è mi irrita e mi fa sentire male solo a guardarlo... l'unica che conosce tutta la verità, sui miei discutibili colloqui di lavoro, è Sara Marchigiani, la intraprendente occhialuta della consolle.
Tra una telefonata e l'altra, un caffè e un cappuccino veloce, servito con tanto di cartella, mi precipito da Mike.
Visione oltremodo costruita a dovere, pantaloni jeans e una camicia di cotone, sotto la quale pulsa la peluria biondo rame dei suoi pettorali.
Seduta, placida e liquida ascolto il suo rapporto... quella voce roca e precisa, quel sudore livido sulla fronte che emana un acido profumo di colonia, dall'altezza dei suoi 190 centimetri, occhi neri come la pece, cado in una tentazione totale.
Lasciato a metà un discorso sulle cifre mancanti, mi sono piombata a peso morto sul povero segretario, inducendolo a proseguire sui numeri, mentre mi accingo a spogliarlo di ogni suo indumento e una volta completamente nudo davanti a me, espongo i miei tesori d'oriente avvelenati di Dior... setosa e distesa sulla sua scrivania tra rapporti, documenti e cifre a sei zeri, mi lascio possedere dal suo corpo massiccio, intrepido e teso in simbiosi con l'ambiente in cui lavora... mi prega come un animale in trappola di non smettere di muovere i miei fianchi, mentre lui come un toro spacca le mie viscere e il mio intimo senza gridare, ma ansimando come un porco in calore, toltalmente assorbito a farmi godere.
Oviamente ciò avviene a porte chiuse, fuori la stanza, gli addetti al lavoro si danno da fare a proseguire tra un contatto e un altro, un contratto e un fiscale, con me e Mike in piena riunione d'affari... Già, un onda tumultuosa di desiderio irrefrenabile, dove ogni cosa non è al suo posto... e nonostante egli sia esausto a fine rapporto, io mi sono limito a pulire il suo seme, su ogni parte del mio corpo totalmente coperto da cifre a sei zeri, improntati sulla schiena che riassumono in modo onirico l'estasi.
Alla fine, Mike ha deve in qualche modo ricredersi sulla severità dei titolari e in perfetto stile Doroty Patt, fa in modo di avere un aumento... semplicemente perchè al mattino, mi ci vuole una dose di puro sesso selvaggio per cominciare bene una giornata estenuante di lavoro.