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Natale in India (Io e Santa Klaus)
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Titolo: Natale in India (Io e Santa Klaus)
Autore: Domizana
Contatto:
Racconto n° 1748
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Esco dalla doccia e mentre mi asciugo ti sento brontolare nella camera accanto.
-Ma guarda che roba, son venuto fino in India per non sentir parlare di feste natalizie e mi ritrovo ai piedi del letto un abete in pieno rigor mortis e relative palle argentate.
Non esiste, non esiste proprio.-
-Beh- ribatto io, mentre pettino i lunghi capelli bagnati, esaminando contemporaneamente ogni centimetro di pelle superabbronzata -Come facevamo a sapere che Goa è l’unico posto in India a maggioranza cattolica?-
Poi esco dal bagno nuda per prepararmi a scendere in spiaggia.
Lui è lì, sdraiato sul letto, le mani incrociate dietro la testa.
-Hai due tette e un culo che da soli svelano il terzo segreto di Fatima.- mormora.
-Vieni un pò qui, gioiabella.-

Il mio lui non è certo un giovincello, ma di sicuro è il miglior amante che abbia mai avuto.
E naturalmente in piena tempesta ormonale... lo amo alla follia, o almeno lo credo.
Ma:
-Senti, è già tardi, l’amore l’abbiamo appena fatto, andiamo in spiaggia ora.-
Lo dico anche per te, non sei mica più di primo pelo, non vorrei metter troppo sotto pressione le tue arterie, per me figurati, non aspetto altro.
-Pazienta fino a questa sera.-
Lui brofonchia qualche cosa di incomprensibile, e sospira, mentre io mi infilo il bikini inesistente di Kenzo, le infradito di Fornarina e naturalmente il mio Rolex Submariner da cui non mi separo mai; come mi aspettavo, rieccolo:
-La roba che indossi costa tanto quanto un anno di stipendio di quei tipi alla reception. Sei una cabinotta senza speranza, ma come ho fatto a mettermi con una come te; devono essere stati le tette e il culo che mi hanno confuso-, e ridacchia.
-Non ricominciare con questi discorsi-, e mentre dico così faccio scivolare nella mia sacca l’ultimo libro di Coelho sperando che lui non se ne accorga, altrimenti a tutti i miei accessori che non sopporta ci aggiunge anche lo scrittore.
Lo odia.
-Allora vieni, ti alzi dal letto? Così forse la smetti di tenere il broncio per quell’albero di Natale.-
-Lo sai che odio il Natale.-
-Lo so, ma ormai che siamo qui non potremmo scordarcelo? Forza, cambiati, non vorrai mica venire in spiaggia così...-
-Perché?-
-Perché mi rifiuto di scendere al mare con uno vestito in quel modo.-
-Ma è il mio costume e l’unico che ho, gioiabella.-
-E non chiamarmi gioiabella, fa tanto cabinotta.-
-Ma tu sei una cabinotta.-
-Uffaa, ricominci? Ma non hai notato come ci guardavano alla reception quando siamo arrivati? Facevano sforzi sovrumani per non ridere; e se questo residence non fosse battuto da rockstar e modelle fatti e strafatti che li hanno abituati a tutto, non ci avrebbero ospitati di certo.-
-E tu lo chiami essere ospite pagare 800 dollari per notte? Comunque ti capisco, se non ti vado bene così, vattene pure in giro da sola.
Qui è pieno di giovani, che te ne fai di un vecchio come me.-
-Ma che dici- ribatto spaventata. Ho paura che possa lasciarmi, al solo pensiero mi sento mancare, tutta la chincaglieria che mi porto appresso improvvisamente non mi pare tanto importante. -A me piaci proprio perché non sei come i miei coetanei. Davvero non credevo che avessi portato solo quel costume.-
-Gioiabella, mi hai visto forse viaggiare con un trolley, zaino, valigia?-
-No, è vero, però pensavo che una volta arrivati a Goa avresti tirato fuori qualche cosa.-
-Mi hai preso per un mago?-
-Ma sei Babbo Natale, possibile che nella gerla tu non abbia niente? come fai con quel costume rosso bordato di pelliccia bianca con il caldo che fa qui?-
-Bellezzamia, non sei una buona osservatrice. La mia gerla è rimasta con le renne e la slitta.
E adesso se vuoi vengo in spiaggia, così altrimenti ognuno per sé, in tutti i sensi. Claro?-
Altroché, lo adoro quando è così... macho.
-D’accordo Klaus-
-Brava bambina-
Così alla fine scendiamo sulla spiaggia rosa di Goa.
E Klaus, dopo avermi fatta stendere sul lettino, mentre mi spalma coscienziosamente le chiappe e la schiena con olio solare profumatissimo, mormora soddisfatto:
-Finalmente quest’anno niente Lapponia.-

Giuseppe Culicchia, un giovane scrittore (figo) che amo molto (Tutti giù per terra, Paso Doble) ha scritto un racconto: Natale in India, in cui il narratore è Babbo Natale.
Io l’ho ripreso, dando la parola alla ragazza che è un pò diversa da quella di Culicchia.
Anche Klaus lo è, diverso intendo, dal suo.
E naturalmente lui resta Culicchia, io solo una che si diverte, come sempre, senza pretese.

Con tanti auguri di un buonissimo Natale a tutti gli amici di Rossoscarlatto

Domiziana-Morgause