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Sguardo
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Titolo:
Sguardo |
Autore:
Helene |
Contatto:
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Racconto
n° 175 |
Altri
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Sguardi che vogliono essere banali e non significare nulla, nella paura incontenibile del rifiuto. Sguardi che si incontrano e si ritraggono, giocano ad incontrarsi - per poi negarsi -, che riflettono il sole che ride tra i vetri, un sole timido, primaverile, giovane. Sguardi che si intrecciano nell'aria come in una danza. Non c'é brama, desiderio di possesso, solo il timido orgasmo di una nuova, forse inutile, dolcissima speranza. Non sono sguardi che fanno male, che vogliono ferire. Sono interrogativi curiosi di piaceri inappagati, forse sconosciuti. Sempre nuovi. Sono una brezza sottile che bacia la rena e la porta via con sé. Sono il delicato rossore che si dipinge, tiepido, sul volto di una vergine che ama per la prima volta. Non rose sanguigne, ma orchidee, mascherate da violette.
Un volto angelico di giovane incorniciato di riccioli biondi e lievemente scomposti, che ricadono molli, languidi sul grembo. Una leggera peluria ad ombreggiare il mento. Un altro volto di uomo giovane, quasi vecchio, forse torturato da lunghi dolori. D'una bellezza strana. La bianchezza del suo volto, quasi cadaverica,non sa celare un soffuso rossore. Quest'ultimo rompe il gioco di sguardi, con una violenza quasi implorante. Guarda l'altro direttamente, un poco vergognoso di se stesso e della sua debolezza. L'angelo finge di non vedere, di non aver capito, ma una mano, provocante, accarezza i capelli sparsi sul petto e sul ventre, le gambe appena aperte. Il giovane lancia uno sguardo sofferente verso quelle gambe semichiuse, il segreto celato dai capelli, e l'angelo, quasi inconsapevolmente lascia che le sue labbra si schiudano, immerso nella lettura -Teorema, credo. Arrossisce, nel leggere, forse di piacere.
A un certo punto smette anch'egli di giocare, e alza lo sguardo verso gli occhi nerissimi del suo compagno che guarda quelle labbra, bramoso della sua attenzione. L'angelo si alza e gli si fa incontro; fortuitamente lo sfiora e mormora parole di perdono. Fa per andarsene, ma il giovane uomo lo trattiene, gli posa una mano sui capelli -quelli che gli accarezzano il ventre. L'angelo sorride, un sorriso da demone. Porge il suo grembo alle labbra avide dell'uomo, mostrandogli ciò che prima gli aveva solo fatto immaginare, e restano avvinti in quest'abbraccio...
Reggio Emilia, 2000
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