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Un'altra lettera
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Titolo: Un'altra lettera
Autore: Lisa
Contatto:
Racconto n° 179
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Bene, rieccomi qui.

Continuo con la mia storia, ma mi piacerebbe che anche tu mi raccontassi qualcosa... sai trovo questa cosa cosi' eccitante: era da tanto che non pensavo piu' a queste vicende e che non trovavo ragazze interessanti!

Insomma, l'anno dopo ho cominciato ad andare alle feste: sai, festini a casa di compagni di scuola, dove si incontravano altri ragazzi, anche piu' grandi, dove all'inizio si formavano i gruppetti di ragazze e ragazzi, poi si smorzavano le luci, si ballava, e alla fine non c'era piu' un posto libero su un divano perche' erano pieni di coppie avvinghiate nei modi piu' strani... Due o tre coppie di solito 'sparivano'...
Cosi' ho iniziato a conoscere i ragazzi: i primi baci, le chiacchiere tra ragazzine su dove ti aveva messo le mani il piu' carino della scuola. E anche io cercavo le mie esperienze: i baci con la lingua, le mani che si intrufolavano sotto il reggiseno e che si muovevano sui miei capezzoli larghi, quelle protuberanze tra i calzoni che mi incuriosivano ma che non osavo affrontare, tra le mille storie raccontate da quelle che si volevano far passare per piu' esperte. E i piu' arditi che arrivavano ad infilare le mani sotto la gonna, che con mani inesperte cercavano di arrivare all'oscuro oggetto dei discorsi maschili...
Insomma, a me questi contatti piacevano, e anche se non mi davano i brividi che provavo accarezzandomi da sola (o quello che avevo provato con Claudia), volevo andare fino in fondo.
Insomma, pochi mesi dopo mi sono "fidanzata" anch'io. Era un mio compagno di classe, Luca, e a pensarci adesso mi rendo conto che non avevamo proprio nulla in comune e che la mia era solo curiosita'. I baci, le feste e i posticini appartati sono continuati, finche', a primavera inoltrata, mi ha detto che voleva fare l'amore con me. Io ho accettato quasi subito, e... insomma, per farla breve, ho perso la verginita'. Quello era il vero motore che mi spingeva, ricordavo ancora le parole di Claudia che mi chiedeva "Ah, allora sei ancora vergine", che per me erano state quasi una presa in giro, e mi volevo liberare di questo fardello, memore anche della piacevole differenza che avevo trovato tra la mia e la sua vagina e il ricordo di quel caldo e umido pertugio che avevo esplorato... (tutto questo, naturalmente l'ho capito anni dopo: allora mi sembrava di doer fare quello che facevano anche le mie amiche).
Insomma, dicevo, cosi' ho perso la mia verginita': ma non e' stato granche'. Tutto sommato ho provato piu' dolore che piacere, e poi... mah, mi aspettavo sicuramente qualcosa di speciale, che non arrivo'. Per fortuna non rimasi incinta, visto che Luca si dimostro' piuttosto imbranato con il preservativo...
La storia con Luca non duro' molto, forse perche' lui aveva raggiunto il suo scopo, ma anche perche' ando' a parlare della cosa con i suoi amici, il che non mi fece piacere. Insomma, mi ritrovai nuovamente libera e con una nuova "sensibilita' sessuale". Mi masturbavo spesso, spesso mi mettevo a pensare ad altre persone che mi guardavano mentre mi toccavo, e la cosa mi eccitava ancora di piu'. Poi arrivo' l'estate, ma Claudia non pote' venire a casa mia come l'anno prima. Ci vedemmo solo per una sera, a C., con le rispettive famiglie in una gelateria, prima che loro si trasferissero nella casa al mare, e lei mi prese da una parte e volle che la aggiornassi sui miei rapporti con i ragazzi. Le dissi delle feste, le dissi che avevo avuto dei contatti sui divani e che per un po' ero anche stata fidanzata. Il suo interesse si accese subito, e comincio' a farmi delle domande. "Come si chiamava", "che tipo era", "era carino", ma la domanda a cui voleva arrivare era "avete fatto l'amore?" (anzi: "avete scopato?", perche' non usava mezze parole!) e quando le dissi di si' (arrossendo) le si accesero gli occhi: "Bene! - mi disse - allora la prossima volta che ci vediamo mi fai vedere come sei adesso, e magari ti insegno due o tre cose". Continuammo a parlare ancora un po', poi ci salutammo, ma quelle parole continuavano a frullarmi per la mente. Quella sera, a casa, mi sono toccata ripensando all'anno prima e fantasticando su quello che sarebbe potuto succedere ancora e quali sarebbero potute essere le novita' (io gia' credevo di aver provato tutto dei ragazzi e del sesso: illusa!).
Insomma, in qualche modo l'estate passo', con altre feste estive, altri ragazzi conosciuti coi quali ebbi qualche piccola storia e feci l'amore altre due o tre volte. La penetrazione mi piaceva, indubbiamente era bello sentire l'uccello duro che entrava a fatica nella mia fighetta giovane, ma... mi mancava sempre quella stimolazione esterna (che invece io mi facevo scrupolosamente), una palpazione meticolosa e prolungata del seno (il mio debole), quel frugare tra il clitoride e le labbra, insomma dei preliminari ben fatti. Cosi' restavo sempre leggermente delusa, sentendo che si poteva fare di piu'... ma che non arrivava!
Passo' l'estate, l'autunno e finalmente, seppi che per le vacanze di Natale sarebbe venuta da noi Claudia per una settimana. La sua presenza era sempre fonte di eccitazione, portava cose nuove da sapere, da fare, e per me sapevo che ci sarebbero state nuove scoperte sessuali. Purtroppo non avemmo molto tempo per noi: eravamo tutti in vacanza e in casa c'era sempre viavai di gente: sapevo che ci sarebbe servito un pomeriggio tranquillo per fare certi discorsi. E arrivo'.
I miei con gli zii erano stati in giro tutto il giorno a fare i regali di Natale, e telefonarono che non sarebbero tornati per pranzo. Mio fratello aveva una partita di calcio alle 3, e finalmente si creo' inaspettata l'occasione. Claudia non perse tempo: mi disse "Vieni, che ti faccio vedere una cosa", e comincio' a farmi domande, col suo tono canzonatorio che usava sempre quando parlava di argomenti sessuali. "E allora hai fatto l'amore eh?", mi diceva, "pero' continui a toccarti, vero?, ti piace toccarti, vero?" Io, intimidita da quel fuoco di domande tacevo, ma ero eccitata, e la seguivo mentre si affaccendava intorno alla sua valigia. Apri' cerniere, tolse scatole, bustine annodate, finche' spunto' fuori un bauletto chiuso a chiave, si infilo' una mano dentro la scollatura e tiro' fuori una chiavetta, che aveva legata al collo. Prima di aprire mi chiese: "hai mai visto un vibratore?" Io le dissi di no, e lei capi' che non sapevo neanche di cosa si trattasse. Allora apri' e tiro' fuori questo bananone giallino, con un tappo rosso sul fondo. "Ecco, mi disse, questo e' il mio migliore amico. Lo puoi usare al posto delle dita, per provare qualcosa di diverso. Te lo puoi passare sopra ed infilare, ronfa come un gatto e... lo guidi tu. Lo vuoi provare?". Insomma, dopo tutti i discorsi che avevamo fatto (che sono stati molto piu' lunghi di quello che mi ricordo, e in momenti diversi), mi sentivo gia' bagnata, cosi' mi sono seduta sul letto e ho sollevato la gonna. Claudia mi ha passato "l'oggetto", l'ha acceso (io ho sobbalzato per il ronzio, ed ho pensato che mi ricordava le macchinine di mio fratello) e ha iniziato a passarmelo sopra le mutandine. Lo muoveva sopra e sotto, cercando il clitoride. Io chiusi gli occhi, inondata di un piacere che non mi aspettavo. Claudia continuo' ancora un po', poi me lo mise tra le mani e mi disse "continua tu". Allora spostai le mutandine e provai ad infilarlo pian piano: che piacere, liscio e caldo entrava che era una bellezza nella mia vagina gia' lubrificata. Claudia si era seduta affianco a me, mi guardava fare e si era infilata una mano dentro le mutandine. Cominciai ad infilarlo e toglierlo, avanti e indietro, avanti e indietro, poi claudia disse "continuo io", me lo prese e continuo' lei ad infilarmelo, avanti e indietro, avanti e indietro. Stavo per godere, ma lei me lo tolse, e disse "aspetta, anche un po' a me, cosi' veniamo insieme", e se lo infilo' tra le gambe, facendolo sparire tra le gambe con una rapidita' che mi stupi', nel suo pube biondo e rosa. Lei si era tolta le mutandine, allungo una mano su di me e con un dito mi massaggio' il clitoride. Dopo poco venimmo tutt'e due insieme. Fu un'esperienza meravigliosa, e glie lo dissi, le chiesi perche' i ragazzi non davano sensazioni cosi' complete. "Perche' quelli pensano solo a fare il loro schizzetto, non si ricordano che sotto ci sei tu e che magari vorresti qualche carezza in piu'" disse con la sua solita e diretta schiettezza, senza giri di parole. "ma tu non dimenticarti di quello che si puo' fare anche tra ragazze, come vedi e' bello", e disse queste parole con un velo di malinconia. In seguito capii che Claudia era lesbica, e anni dopo mi racconto' anche che aveva vissuto per 6 mesi con la sua fidanzata, sconvolgendo la vita in famiglia, ma che poi non aveva funzionato. Ma questa e' un'altra storia.
A me non parlava mai delle sue relazioni. Aveva sempre un fare misterioso da donna vissuta, e sicuramente le ho sempre attribuito piu' conoscenze di quelle che non aveva. Di certo devo a lei la scoperta del mio corpo e... di quelle piccole attenzioni che ci possono essere anche tra ragazze.

Be', adesso smetto di scrivere, per la prossima puntata ti racconto delle avances (e anche qualcosa in piu') dell'aiutante della verduraia.
Vuoi che ti racconti anche le storie con Rocco, o non ti interessano?
(sinora mi hai detto cosi' poco di te!)


Ciao, a presto,
Lisa